Lo stupidario di Beppe dai "virus al mercurio" a "l'Aids è un complotto"

Anche prima di entrare in politica diffondeva fake news e insultava i medici e i ricercatori

La firma di Beppe Grillo in calce al Patto per la scienza non cancella anni e anni di bufale sui temi scientifici. Il fondatore del M5S è stato il Grillo parlante (più ascoltato) della pseudomedicina. Dando fiato, sul blog e negli spettacoli in giro per l'Italia, a metodi alternativi che hanno minato le basi della ricerca scientifica. Oggi Grillo cambia idea: più che l'onestà, tra i grillini va di moda la retromarcia. Dall'Aids ai tumori: lo stupidario scientifico di Grillo è infinto. Monologhi e monologhi per crocifiggere scienziati e ricercatori. La lotta contro i vaccini è stato il cavallo di battaglia della propaganda dei Cinque stelle. Alimentando teorie strampalate e rischiando di creare danni irreparabili.

Un capitolo, molto dettagliato e preciso dello stupidario grillino, è proprio sui vaccini: nel 1998, in una tappa dello spettacolo teatrale Apocalisse, il comico sosteneva come l'Italia fosse l'unico Paese al mondo dove esistono dieci vaccini obbligatori. «Il principio è: prendi un bambino sano e inoculagli un virus per abituarlo e si abbassano le difese immunitarie. Gli inoculi un virussino piccolo. Nel caso arrivi il virus grande, il virussino piccolo è lì che da anni gira. Se quello grande non arriva, quello piccolo è sempre lì che rimane, in circolo», spiegava Grillo. Nel monologo, di cui esiste una ripresa video diffusa sul web, Grillo affondava sull'idea che ha dell'inutilità dei vaccini: «C'è anche un po' di mercurio. E allora abbassiamo i sistemi immunitari, non abbiamo più difese, siamo tutti raffreddati, tosse, bronchiti, i bambini tutti a letto, la difterite stava scomparendo, la poliomelite stava scomparendo, nel medioevo ci si ammalava, si moriva, non si vedeva il microbo perché non c'era il microscopio».

Da paladino dei no vax a sostenitore di Roberto Burioni: la giravolta è compiuta. E c'è da scommettere che ce ne saranno altre. Grillo non potrà chiedere scusa a Umberto Veronesi, deceduto nel 2016, per gli insulti che gli ha riservato. Ma potrà sempre cambiare idea sulle ricerche dell'oncologo milanese per la cura dei tumori. Il comico nel 2015, dalla marcia dei Cinque stelle per il reddito di cittadinanza ad Assisi, puntò il dito contro Veronesi e le sue diagnosi precoci: «È il sistema che non va. Veronesi ad esempio, pubblicizza le mammografie, ripete di continuo alle donne di farle. Probabilmente Veronesi parla così per avere sovvenzioni per il suo istituto. Dicono che bisogna fare una mammografia ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male, leggono Donna Letizia, del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille. Certo è qualcosa, ma comunque pochissimo». Parole che sembravano quasi miele, se paragonate alle offese che nel 2008 sempre Grillo riservò all'oncologo: «Cancronesi è stato ospite dallo stuoino Fazio. Ha detto che gli inceneritori non hanno alcun effetto sulla salute. Ne dovrà rendere conto, prima o poi, agli ammalati e ai loro parenti. Sono decenni che questo uomo sandwich si occupa di finanza, di imprese e, saltuariamente, di salute».

La terza perla antiscientifica è sull'Aids. Per il comico, è solo «una bufala». Anzi, è il frutto di un complotto: «Prima scoprirono il virus, e poi ci voleva l'epidemia». Per Grillo «non c'è relazione fra Hiv e Aids». La lobby che produce la terapia di antiretrovirali «dove c'è la malattia non vende il farmaco, dove non c'è la malattia crea la malattia». Teorie che scatenarono l'indignazione di medici e familiari delle vittime. Un'altra bufala è la Xylella, il batterio che ha distrugge gli ulivi.

E se Rita Levi Montalcini è stata una «vecchia puttana» (post sul blog nel 2006), che avrebbe vinto il Nobel solo grazie a Big Pharma, Luigi di Bella, le cui cure sul cancro sono state bocciate dal Consiglio superiore della Sanità, è stato martire. Nello stupidario di Grillo c'è un po' di tutto: dai falsi scienziati alle teorie antiscientifiche.