Su Borrelli è rissa tra Anm e avvocati

Milano - Scontro frontale tra avvocati e giudici sulla figura di Francesco Saverio Borrelli, l'ex procuratore della Repubblica di Milano morto sabato dopo una lunga malattia. Accade che l'Unione delle camere penali (Ucpi), l'organismo che raduna i penalisti di tutta Italia, rompe il fronte delle commemorazioni commosse e va giù piuttosto pesante sulla figura di Borrelli e soprattutto sull'esperienza del pool Mani Pulite, parlando di «clima di terrore». E innesca a stretto giro di posta la replica indignata dell'Associazione nazionale magistrati, che accusa gli avvocati di avere in questo modo mancato rozzamente e volgarmente di rispetto alla figura dello scomparso.

«Il triste evento non può costituire l'occasione né di servile ipocrisia, né di manipolazione della reale eredità storica e culturale di quella tempesta giudiziaria e politica che fu Mani Pulite», dice l'Ucpi. Dopo avere premesso che non sono in discussione né l'alta professionalità di Borrelli né la sua integrità morale, i penalisti ricordano come «Mani Pulite, lungi dal poter essere beatificata, è entrata nella storia del diritto italiano per il grave e diffuso arretramento delle garanzie processuali che quella inchiesta determinò, con estese influenze negative su tutto il sistema giudiziario, tuttora presenti». Oltre all'utilizzo del carcere per ottenere le confessioni, l'Unione ricorda «un meccanismo perverso ed estraneo alle regole che per alcuni si rivelò fatale: la diffusione mediatica dello stato dell'indagine per condizionare le scelte processuali». E ancora: «La spettacolarizzazione degli arresti, la lunga custodia carceraria di chi non ammetteva gli addebiti, crearono un clima di autentico terrore a cui vanno ricondotti i gesti estremi di quanti videro distrutta la propria dignità personale, professionale e familiare».

La risposta dell'Anm non si fa attendere: «Sconcerta che un organismo rappresentativo dell'avvocatura italiana ignori le regole elementari del rispetto, persino nel giorno del lutto, che la migliore parte del paese, a cominciare dal presidente della Repubblica, ha dolorosamente manifestato per la scomparsa di un gigante della storia repubblicana, come Francesco Saverio Borrelli. E lo faccia, peraltro, con la più bieca e triste polemica, con un insieme di rozzi luoghi comuni, accostando volgarmente episodi e fatti, con un intento di polemica politica che sconcerta e offende la persona, la memoria, la storia, le istituzioni, e l'intera Magistratura». L'Anm ricorda peraltro come numerosi avvocati milanesi abbiano partecipato in prima fila alla cerimonia funebre dell'ex procuratore tenutasi a Palazzo di giustizia.

Commenti

01Claude45

Mer, 24/07/2019 - 09:36

L'Anm dimostri "L'UTILITÀ DI MANI PULITE". Sulla corruzione NULLA DI FATTO: È AUMENTATA avendo anche appreso, grazie a MANI PULITE, come meglio intascare senza farsi scoprire, vera OSSESSIONE per DAVIGO che recita: “Non esistono innocenti, ma solo colpevoli non ancora scoperti".

Ritratto di Risorgeremo

Risorgeremo

Mer, 24/07/2019 - 10:21

Cos'hanno detto di così "volgare" i penalisti? Hanno semplicemente espresso una legittima opinione, peraltro debitamente argomentata e senza offendere la memoria di Borrelli al quale è stato comunque tributato il doveroso rispetto. È la violentissima e pesantissima reazione dell'Anm a sorprendere e a far riflettere sul ruolo debordante e il peso sproporzionato dei magistrati nella vita istituzionale del paese.

Ritratto di Pilsudski

Pilsudski

Mer, 24/07/2019 - 12:01

Gli avvocati hanno perfettamente ragione: l'esperienza di Mani Pulite costituisce una vergogna indelebile per il sistema giudiziario italiano, ed i suoi sedicenti eroi avevano come unico scopo quello di "tirare la volata" al PCI/PDS, al quale li univa corrispondenza di amorosi sensi. Onore non a Borrelli, ma a tutti i legali penalisti che si opposero alla barbarie delle carcerazioni "a scopo confessione" e che demolirono nei successivi gradi di giudizio i ridicoli teoremi di questa congrega di giudici militanti. Sarebbe opportuna la ripubblicazione del libro "Toga! Toga! Toga!" di Giancarlo Lehner, in cui l'autore raccolse le dichiarazioni deliranti dei membri del "pool", risalendo fino ai tempi in cui alcuni di loro erano universitari e simpatizzanti dei collettivi studenteschi.