La Superba roccaforte rossa che si sgretola dopo 42 anni

Dal '75 Genova aveva avuto solo sindaci di sinistra. Ora prova a reagire al declino economico e culturale

«Chi guarda Genova sappia che Genova si vede solo dal mare/quindi non stia li ad aspettare di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più». Ivano Fossati, genovese, cantautore, racconta con un presagio il vuoto della sua città, quegli anni fatti di nulla, capaci di spazzare via ogni cosa, un'egemonia politica e culturale che ha abbassato le serrande delle botteghe, riempito gli scatoloni e spento le luci degli uffici. Genova la Superba per noia ha trattenuto a lungo il respiro. Ora prova a ripartire, dopo i 42 anni trascorsi da quando si chiuse l'esperienza della giunta pentapartita di Giancarlo Piombino, con una vittoria storica, eleggendo un sindaco del centrodestra. Si chiama Marco Bucci, è genovese, ha lavorato all'estero, è tornato e ha deciso di puntare sulla sua città. Su Genova, che aveva una banca, la Cassa di risparmio. Era un vanto, oggi è diventata Carige ed è una delle banche travolte dalle inchieste e dalle paure. A salvarla ci sta provando Vittorio Malacalza, nato ottant'anni fa in Emilia Romagna e trasferitosi qui solo quarant'anni dopo. È un'industriale puro, gli andava di salvare un simbolo della città che lo aveva accolto dopo la morte della madre. E voleva essere ricordato per questo. Ad accoglierlo solo mesi di battaglie e veti, perché Genova è anche così e lo è sempre di più: spesso ingrata, sempre litigiosa, «popolo dalla feroce storia, erede sol dell'odio dei Spinola e dei Doria» (questo non è Fossati, ma il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi). Genova ha due squadre di calcio, il Genoa è la più antica ed è tenuta da un decennio in serie A da Enrico Preziosi, un imprenditore nato ad Avellino, diventato re dei giocattoli in Lombardia. L'altra, la Sampdoria, è nella mani di Massimo Ferrero dall'estate del 2014. Detto «Er Viperetta», romano, proprietario di sale cinematografiche, nel giugno di tre anni fa uscì da un tribunale che sanciva il fallimento della sua compagnia aerea, scese a Genova e si prese tutto il pacchetto dalle mani del presidente Edoardo Garrone. È Genova con i suoi svincoli micidiali. In tutte queste storie non si trovano mai protagonisti genovesi, quelli delle grandi famiglie che soprattutto con i traffici portuali hanno costruito la loro fortuna. Soldi qualche volta investiti nel mattone, ora chiusi in cassaforte o in speculazioni finanziarie a rischio ridotto. Soldi e mattoni non hanno bisogno di respirare, possono stare ovunque. Questa è Genova per noia, che nella sue rete sotterranea ha visto inghiottire anche i suoi giornali. Fino agli anni Novanta aveva tre quotidiani, ora un foglio con un editore genovese non esiste più. Nel 1992 Il Lavoro venne acquistato dal gruppo Repubblica. Nel 2014 sono arrivati i piemontesi, gli eredi della famiglia Agnelli, e si sono comprati Il Secolo XIX, testata storica per la città. Ormai fanno tutti parte dello stesso gruppo, quello che va in pagina si decide a Torino o Roma. Due anni fa ha chiuso i battenti anche Il Corriere mercantile, il più antico quotidiano italiano del pomeriggio.

Genova non ha più operai, perché non ha più fabbriche, non ha più l'immagine storica del «camallo», anche se il porto resta il primo nel Mediterraneo. «Ci mancherebbe non restasse il primo, fa tre milioni di container all'anno, ma ha strutture per 10. È trascinato dalle grandi multinazionali, ma bloccato dai veti incrociati della città e dalle scelte sbagliate del ministro Delrio, che ascolta solo la Serracchiani e investe sul Nordest», spiega Giorgio Carozzi, giornalista e voce storica di quel che accade in porto. Genova è una città vecchia, che si vede solo da mare, quando si arriva e quando si parte. È città di passaggio. Anche il turismo a Pasqua morde con numeri da record, ma poi fugge.

Con l'elezione diretta del sindaco era sempre stata guidata dalla sinistra. Giuseppe Pericu, un avvocato socialista, mai digerito dall'ala rossa della coalizione, è stato l'ultimo a far respirare un luogo inanimato. Grazie a Pericu arrivarono nel 2001 i soldi del G8, tre anni dopo quelli per la Capitale europea della cultura. Soldi spesi anche bene, per rendere più bello il cuore antico del centro. Chi è passato da Genova se ne sarà accorto, ma non si è fermato. «Un luogo di avvocati con i loro mobili da collezione e di commesse che gli avvocati alla sera accompagnano alla stazione», cantava sempre Fossati. Ora certi avvocati sono andati a Roma, a lavorare con la giunta Raggi: l'invasione dei genovesi, la chiamano nella Capitale. Chi guarda Genova è del 1988, Fossati qualche anno dopo ha scritto anche la Canzone popolare. Nel 2002 la regalò all'Ulivo in cerca di un nuovo inno. Dopo disse: «Oggi non lo farei più». Fossati ha scritto canzoni meravigliose e ha fatto una cosa rara tra i poeti: nel 2012, a 61 anni, ha chiuso la carriera. Un cittadino perfetto per la sua città.

Commenti
Ritratto di gianky53

gianky53

Lun, 26/06/2017 - 09:53

Se è vero che il porto fa solo tre milioni di container all'anno pur avendo strutture per dieci milioni bisogna far crescere quei tre milioni... No?

il sorpasso

Lun, 26/06/2017 - 10:06

E solo l'inizio!!!

Ritratto di capcap

capcap

Lun, 26/06/2017 - 10:10

Le priorità sono: mettere in sicurezza i torrenti che attraversano la città, valutare gli sprechi e ridurli, allontanare le risorse umane negative ed ascoltare e mettere in atto, le esigenze dei cittadini. I nuovi eletti saranno in grado di procedere? capcap

Marzio00

Lun, 26/06/2017 - 12:57

"Ahi genovesi, uomini diversi d’ogne costume e pien d’ogne magagna, perché non siete voi del mondo spersi?" giudizio di Dante Alighieri valido ancor oggi per quei pochi genovesi rimasti in una città che ha vissuto per molto e troppo tempo sugli sfarzi antichi! Nei genovesi è innato il masochismo pur di non vedere il vicino riuscire in un'impresa: Costa Crociere - con sede a Genova - ha abbandonato la sua citta e scegliere così Savona per realizzare un terminal crociere moderno e sicuro avendo trovato ostacoli nelle autorità genovesi che hanno preferito il mausoleo del Silos abbandonato sulle banchine del centro città!

Malacappa

Lun, 26/06/2017 - 13:36

Poco a poco cascano,forza Italia sveglia recuperiamo il nostro paese fuori i traditori.

ciruzzu

Lun, 26/06/2017 - 14:05

Conoscete male i portuali,vero che la maggioranza è a sinistra ,ma da anni questa sinistra li ha delusi ed è rimasto un manipolo di irriducibili,ma la compagnia ha sempre avuto al suo interno fra i lavoratori una forte componemnte di persone che non facevano mistero di essere fascisti.

ciruzzu

Lun, 26/06/2017 - 14:12

Dante se dicveva che i Genives erano oieni di magana , li conosceva poco.Vero che c'è persino il detto che esiste ilmugugno a Genova, ma il Genovese pur imprecando, mugugnando ha sempre affrontato le avversita' dalle piccole a quelle enormi, e non si è mai arreso.Parlo del Genovese antico, o almeno quei Genovesi che avevano mantenuto una certa tradizione, ,ma dopo gli anni 60 il tessuto meraviglioso di Genova e dei suoi quartieri è stato innondato da scelte dei governi nel volerlo cambiare ed essere meno combattivo, vedi le centinaia di migliaia di gente del sud che è arrivata

acam

Lun, 26/06/2017 - 15:54

Malacappa Lun, 26/06/2017 - 13:36 "Poco a poco cascano,forza Italia sveglia recuperiamo il nostro paese fuori i traditori." forse parli cosi perché non hai ancora realizzato che molti traditori sono fuori ma se altri ce ne sono staranno bene attenti per il momento a farsi notare, usciranno fuori solo quando i dinei saranno molti, lì è il vero busillis, fini casini etc. erano lecchini raffunatu saranni stati i soli, me lo auguro ma... tenere gli occhi aperti non nuoce, non si è ancora vinto nulla.

acam

Lun, 26/06/2017 - 15:57

Malacappa Lun, 26/06/2017 - 13:36 "Poco a poco cascano,forza Italia sveglia recuperiamo il nostro paese fuori i traditori." forse parli cosi perché non hai ancora realizzato che molti traditori sono fuori ma se altri ce ne sono staranno bene attenti per il momento a farsi notare, usciranno fuori solo quando i dinei saranno molti, lì è il vero busillis, fini casini etc. erano lecchini raffinati saranno stati i soli? me lo auguro ma... tenere gli occhi aperti non nuoce, non si è ancora vinto nulla. Il popolo ora ha aperto gli occhi e se silvio si è ancora sbagliato o i suoi alleati non mantengono le promesse, allora ciaoneee...

elio2

Lun, 26/06/2017 - 16:52

Da che mondo e mondo, il declino economico e culturale, è sempre stato l'unico obbiettivo raggiungibile da una amministrazione di sinistra, non a caso, la storia insegna, che nessuna nazione al mondo è mai sopravvissuta ad un regime comunista.

OttavioM.

Lun, 26/06/2017 - 17:06

Ormai il PD tracolla ovunque,pure nelle roccaforti rosse. Gli elettori li hanno abbandonati,hanno fatto bene,che ha fatto il PD per gli italiani in questi anni?

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 26/06/2017 - 17:32

La gente non ne può più di voi. Prendetene atto, falsi democratici.