Tajani: sciocco fermare la Tav Berlusconi, appello a Salvini

Il presidente del Parlamento Ue visita i cantieri e riceve la telefonata del Cav: «Matteo sia coerente, nessuno stop»

Casco bianco e gilè fosforescente giallo Antonio Tajani va a vedere i cantieri della Tav con i suoi occhi. Il presidente del Parlamento europeo a mezzogiorno è a Saint-Martin-La-Porte, in Francia, per visitare la sezione transfrontaliera della linea Torino-Lione. Là si scavano con la fresa i primi 9 chilometri del tunnel di base del Moncenisio. Si è già oltre la metà dell'opera e solo ieri sono stati «bucati» 25 metri di galleria, quasi un record.

«Fermare la Tav è una sciocchezza enorme - dice Tajani, che è anche vicepresidente di Forza Italia -, mi auguro che il governo cambi idea perché si perderebbero 15mila posti di lavoro e ci sarebbe un danno enorme all'ambiente e alla sicurezza». L'incidente di Bologna, fa notare, dimostra che è più sicuro il trasporto su ferro.

Dalla Francia Tajani si sposta sul fronte italiano, nella Val di Susa centro delle violente contestazioni e infatti si fa vedere giusto una ventina di persone con bandiere No Tav. Lì incontra militanti e amministratori azzurri e arriva la telefonata di Silvio Berlusconi. «Dobbiamo chiedere a Salvini - dice il leader - che si comporti con coerenza con gli ideali di centrodestra. La Tav è un'opera proficua, dev'essere fatta e ci auguriamo che la Lega, che è al governo, impedisca di bloccare l'opera. Noi vigileremo, saremo intransigenti». Tajani ribadisce che questa è da sempre la posizione di Fi e che oggi si rischia di «sprecare milioni e milioni per il capriccio di qualche rappresentante di governo, che non si rende conto della importanza di non isolare l'Italia dal resto della Europa». Poi raccomanda: «Le scelte sulle infrastrutture si facciano pensando alla crescita del Paese». Ai membri dell'esecutivo giallo-verde che premono per il blocco, come il ministro delle Infrastrutture del M5s, Tajani lancia una sfida: «Toninelli venga a vedere, non può informarsi con 4 militanti no Tav e avendo come consulente qualche leader no Tav o solo leggendo qualche carta. Mi auguro che i ministri che non hanno neppure visitato il cantiere e non hanno cognizione del nodo infrastrutturale vengano a documentarsi».

L'invito è anche al vicepremier Luigi Di Maio. Per Dario Gallina, presidente degli industriali torinesi, la visita del presidente dell'Europarlamento è «un segnale importantissimo». C'è anche il governatore dem del Piemonte, Sergio Chiamparino, che non è preoccupato dall'analisi costi-benefici di Toninelli, ma dal fatto che vede «un pregiudizio». Per Tajani è chiaro: «Non fare la Tav costa più che farla. Da parte dell'Italia, con Francia ed Europa, ci saranno dei costi e da pagare delle penali». Fa i complimenti alle aziende e agli operai, per i lavori che procedono speditamente. «Quest'opera - dice -incentiverà turismo e commercio». Una stoccata a Alessandro Di Battista, che in un video dal Messico definiva la Tav «un'opera inutile». «Fra chi pontifica e non fa niente, sdraiato su un'amaca in vacanza e gli operai che stanno in cantiere a realizzare un futuro diverso per i propri figli, io sto sempre dalla parte degli operai».

Gli chiedono se Berlusconi gli lascerà il passo, lui svicola: «Sono un militante di Fi, un leader ce l'abbiamo». Poi lancia Alberto Cirio come candidato del centrodestra in Piemonte.

Commenti

tonipier

Gio, 09/08/2018 - 11:34

" RINUNCIARE SAREBBE UN DISASTRO PER IL FUTURO ITALIANO"

Luigi Farinelli

Gio, 09/08/2018 - 12:04

Si! Sarebbe veramente sciocco, ma anche molto peggio.E non solo per la TAV.

TitoPullo

Gio, 09/08/2018 - 12:45

Ma "Dibba" non é una cosa seria!!

venco

Gio, 09/08/2018 - 14:02

Il cav. se voleva essere ascoltato doveva accettare Foa, adesso quel che dice vale niente.

cir

Gio, 09/08/2018 - 16:51

meglio fermarla e costruire tre piramidi tipo CHEOPE , piu' utili e redditizie.

Ritratto di Finfurfen

Finfurfen

Ven, 10/08/2018 - 07:56

Farei qualcosa di piú redditizio al presente che fori nei monti per andare e venire dalla Francia: cose vecchie d'altri tempi, denaro buttato