Tangentopoli si fermò davanti al Pci. D'Ambrosio disse: "Mani pulite è finita"

Il pm del Pool nel '93 mi confessò: il marcio è già emerso. Ecco perché le mazzette "rosse" non travolsero il partito

A volte modesti dettagli aiutano a capire. A volta la concatenazione precisa degli avvenimenti può sfuggire nel frastuono generale. A maggior ragione se l'epopea di cui parliamo è quella di Mani pulite, oggi sotto i riflettori per il venticinquesimo compleanno. L'opinione pubblica si è divisa, anzi accapigliata, perché il Pool non riuscì a espugnare Botteghe oscure, così come aveva travolto il ponte di comando della Dc e del Psi. E ciascuno dei protagonisti a distanza di tanto tempo racconta i passaggi di quella storia controversa e cerca di spiegare perché lo squadrone di Mani pulite si arenò davanti alle mura della cittadella rossa.

Dunque, un piccolo episodio può fornire gocce di informazione a chi vuol capire, senza teoremi e tabù. Era la primavera del 1993 e lavoravo per l'Europeo, il settimanale di casa Rizzoli. Il direttore Myriam De Cesco mi aveva chiesto di seguire proprio l'indagine milanese che stava squassando i palazzi del potere. Un pomeriggio arrivai dunque a Palazzo di giustizia. Era la prima volta o una delle primissime occasioni che avevo di entrare nel tempio della giustizia italiana. Com'è sempre stato da quelle parti, a dispetto di mille annunci di cambiamento e razionalizzazione delle abitudini e dei comportamenti, a quell'ora non c'era nessuno o quasi e io mi aggiravo, perplesso, per quei lunghissimi corridoi che mi ricordavano i quadri di De Chirico. Conoscevo a grandi linee l'intricata geografia del Palazzaccio, se non altro perché figlio di avvocati, ma vagavo con un certo disagio in quegli ambienti, sonnacchiosi a quell'ora, in cui si stava riscrivendo la storia d'Italia.

Mi ritrovai nell'interminabile corridoio della Procura, al quarto piano, il punto nevralgico della rivoluzione di rito ambrosiano. Camminavo e qualcuno mi veniva incontro: era Gerardo d'Ambrosio, il procuratore aggiunto, il coordinatore del Pool, in quel momento con Di Pietro, Borrelli, Davigo e Colombo uno degli uomini più famosi d'Italia. Mi squadrò, io mi presentai. Due minuti, qualche battuta con il suo inconfondibile timbro napoletano denso di ironie e umorismo, poi il procuratore mi rifilò la notizia che quasi non entrava nella mia testa: «Mani pulite è finita».

Lui parlava, io ascoltavo sgranando gli occhi, incredulo per lo scoop che stavo arpionando senza nemmeno aver buttato l'amo. La sostanza del ragionamento era che il più era stato fatto. Tangentopoli era stata svelata e il marcio attaccato. Formulai qualche domanda, tornai in redazione pronto a ricevere i complimenti della direzione che puntualmente arrivarono.

Capivo e non capivo il perché di quella clamorosa confessione. Come mai un magistrato così navigato si era spinto fino a quel punto? Preparai il pezzo che fu pubblicato nei giorni successivi con grande enfasi e fu ripreso dai telegiornali. Lui, visto l'inevitabile clamore, accennò un mezzo dietrofront, qualcosa smentì e qualcosa smussò ma il messaggio era chiaro.

E quella «lettera» aveva un destinatario: Tiziana Parenti, il pm del Pool che indagava sulle presunte mazzette versate proprio al Pci-Pds e cercava di avanzare su quello che allora i quotidiani chiamavano pomposamente il fronte orientale di tangentopoli. In quelle settimane cruciali l'inchiesta era arrivata davvero a un passo da Botteghe oscure. Molti osservatori ritenevano che la svolta fosse vicina. Ancora un po' e pure il vecchio, glorioso Partito comunista sarebbe franato sotto il piccone del Pool. C'erano grandi aspettative, ma anche enormi difficoltà. Per la struttura del partito e dei suoi quadri, gente all'antica che non era certo disposta a piegarsi davanti al vento di Mani pulite. I personaggi alla Greganti, per capirci, rimanevano in cella senza fiatare, alimentando leggende e voci di ogni tipo. Certo, non correvano come centometristi per raccontare a Di Pietro quel che sapevano e inguaiare qualcun altro come facevano i loro colleghi del pentapartito. C'erano poi i rapporti complicati della Parenti con il resto del Pool: la pm, già alle prese con un contesto ostico, non godeva di grande simpatia e stima presso gli altri magistrati. Fuori le claque si dividevano: la Parenti veniva beatificata dai moderati, D'Ambrosio, da sempre icona della sinistra e in una futura seconda vita, anni dopo, parlamentare dei Ds, scaldava le platee dei compagni. E poco importava che a proposito di piazza Fontana e della morte di Pinelli non avesse sposato la vulgata più facile che voleva l'anarchico vittima della violenza di Stato.

Quell'intervista arrivò in testa alla pm come un missile. O almeno così la prese lei: qualche settimana dopo, incrociandola nel solito corridoio, fu lei a dirmi poche parole colme di sconforto: «Quell'articolo mi ha delegittimato».

Chissà cosa replicherebbe D'Ambrosio che oggi purtroppo non c'è più e non può ribattere. Probabilmente la partita sarebbe finita allo stesso modo. Chissà. Alla fine gli assediati si salvarono e il partito pagò un prezzo tutto sommato accettabile alla grande tempesta: gli arresti decimarono la corrente dei miglioristi, scaricati come succursale dei corrotti del Psi. Il fronte orientale, che era stato fatale a Napoleone, lo fu anche a Mani pulite. E quella sconfitta, inattesa, raffreddò gli entusiasmi di una parte del Paese. Cominciava, fra divisioni e spaccature, un'altra storia che va avanti ancora oggi.

Commenti

Giacinto49

Sab, 18/02/2017 - 08:41

Una lettera che probabilmente partiva da molto più lontano!

diesonne

Sab, 18/02/2017 - 09:31

diesonne bisognerebbe processare il pool per omissione di atti di ufficio

unosolo

Sab, 18/02/2017 - 09:37

chiedo scusa evidentemente una ricompensa da parte del PCI ci fu , mi sembra che uno dei magistrati fu eletto nel fortino rosso , dove iniziò la carriera politica , quello non fù un ringraziamento ? forse sbaglio nel ricordarlo , oggi si chiamerebbe baratto o ? CRAXI ? un EROE ! la storia man mano ritorna a galla ,,,

@ofuts

Sab, 18/02/2017 - 10:00

Si sarebbe finalmente saputo chi e come gestiva i rubli dall'Urss. E non si doveva. Ordini dall' alto. Molto in alto.

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

VittorioMar

Sab, 18/02/2017 - 11:47

...HANNO RESTITUITO QUESTI "PRESTITI"???.... ALLORA E' PRASSI CONSOLIDATA...!!!

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Sab, 18/02/2017 - 12:05

Bisognerebbe addirittura fare un film, comico, per ricordare come a DiPietro fu steso un red carpet oceanico nel collegio da cui lo stesso PD fece sgombrare in fretta e furia un suo eletto. Fu una festa dell'Unità quotidiana, quotidiani gli inchini e gli applausi a cotanto magistrato ( che si faceva dare soldi dai suoi imputati....), applausi scroscianti come se provenisse direttamente da Mosca. Il popolo comunista aveva un altro eroe. Una precisazione: il film non saprei proprio a chi farlo fare visto il comunistaio cinematografaro che imperversa in questo povero paese.

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Sab, 18/02/2017 - 12:24

E' possibile che ci sia qualche altro fascicolo "dimenticato" in cassaforte?

agosvac

Sab, 18/02/2017 - 12:33

Probabilmente tutta la questione sta in quelle poche parole "d'ambrosio, da sempre un'icona della sinistra e ....anni dopo, parlamentare dei Ds"!!! Come avrebbe potuto distruggere il partito che poi, sia pure con altro nome, lo avrebbe ospitato e riverito???

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Sab, 18/02/2017 - 12:36

I comunisti alla Napolitano erano tifosi dell'URSS e qualsiasi cosa questo Partito comunista facesse loro lo legittimavano come intoccabile; sono stati sempre dalla parte sbagliata questi fratelli. A distanza di anni si ripetono ed ora come burattini, absit iniura verbis, sono comandati come nella Spagna del 1930 dalla Massoneria che passa le Leggi già preconfezionate e basta un certo polverone ed è fatta; non vogliamo Dio e peggio per i cristiani che lo vogliono. Forza Italia e Shalòm.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 18/02/2017 - 12:40

Tangentopoli si fermò davanti al Pci e si fermò pure la stampa. Come continua a fermarsi ancora oggi davanti agli eredi di quel pool. Anche quando si finge di criticarli, come in questo caso, non si dice niente di nuovo. Al massimo si accenna qualche sospetto, ma mai denunce chiare e precise. Del resto anche le denunce servono a ben poco. Vedasi l'inchiesta di Alan Friedman sul complotto che portò alle dimissioni di Berlusconi nel 2011 ed alle precise e documentate responsabilità di Napolitano. E' successo qualcosa? No, niente, tutto tace. E' la stampa, bellezza.

Giorgio Colomba

Sab, 18/02/2017 - 12:41

Cioè, D'Ambrosio disse "Tangentopoli è finita" fermandosi davanti al Pci e poi divenne senatore del già Pci: per la serie, la non politicizzata giustizia italiana...

nick2112blu

Sab, 18/02/2017 - 12:52

La storia seguente fino ai giorni nostri ha dimostrato che il PCI e quel che restava del potere politico negoziarono il salvataggio rinunciando alle proprie prerogative in favore della Magistratura militante. Agli eventi di quegli anni è riconducibile lo squilibrio istituzionale di cui l'Italia soffre ancora oggi.

Nedo3000

Sab, 18/02/2017 - 12:55

L'articolo dimentica di accennare del Panfilo Britannia della svalutazione della Lira e Privatizzazione delle banche pubbliche italiane che furono acquistate con sconto dai poteri forti che i soldi ancora ce li avevano ... La solita autoreferenziale Magistratura ad orologeria, cieca con alcuni e ferrea con altri.

soldellavvenire

Sab, 18/02/2017 - 13:09

il picì non aveva il potere di fermare i giudici: qualcun altro, sì; nessuno impediva invece di istituire un gruppo di magistrati che indagasse il picì: come mai non l'avete istituito? neanche dopo che eravate riusciti a chiudere mani pulite non siete riusciti a formare una commissione d'inchiesta sui comunisti, nemmeno all' apice del potere, nemmeno un processo a quelli che per cinquanta anni hanno costituito "l'opposizione": sarà forse che si corrompevano tra loro?

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 18/02/2017 - 13:22

Che tangentopoli fu un colpo di stato è ormai chiaro. Sostituzione dopo 70 anni della maggioranza centrista ladra con il pci riverniciato ladro 2 volte. Sarebbe bello sapere chi erano i pupari, magari tutto telediretto dall'estero.

Ritratto di Leon2015

Leon2015

Sab, 18/02/2017 - 13:23

Mi manca un'organizzazione come le b... colorate, ma alla rovescia.

carpa1

Sab, 18/02/2017 - 13:57

Chissà quanti di quegli id.ioti che ancor oggi continuano ad elogiare e votare il PD, ex DS, exPDS, ex PCI c'erano al tempo dei fatti ricordati nell'articolo. Come si può vedere, non ostante abbia cambiato la pelle come le vipere, è sempre rimasto fedele alle sue origini. Avrà pure imbarcato gentaglia che bazzicava in altri partiti più o meno di c-sx (come i catto-comunisti) ma nella sua essenza è sempre rimasto un partito fedele alla Russia leninista, cioè alle idee marxiste. Ecco perchè la magistratura, dove il colore rosso ha preso il sopravvento probabilmente per via che la partigianeria rossa se n'è appropriata al termine del conflitto, non ha fatto altro che il suo dovere; e non solo da tangentopoli in poi, ma preparando per bene il terreno già dal termine del conflitto (che per i rossi, peraltro, non terminò con la resa tedesca ma andò ben oltre con l'assassinio di molti cittadini inermi)..

gian paolo cardelli

Sab, 18/02/2017 - 14:33

Leggete con attenzione l'idiozia di soldellavvenire delle 13.09: "il PCI non aveva i poteri per fermare i giudici"... poi D'Ambrosio e Di Pietro furono mandati in Parlamento dal PCI... soldellavvenire: vada a nascondersi.

diwa130

Sab, 18/02/2017 - 14:48

Forse la verita' e' più' semplice, gent.mo Zurlo, non c'era nessuna trama di partito da scoprire. Lo so che brucia per molti ammettere che c'era (ripeto c'era) un partito diverso dagli altri , che poi si e' sciolto e diventato tutt'altro, anzi come gli altri. Ma il PCI era un'altra cosa, nel bene e nel male, con i suoi scheletri politici e le sue relazioni con Mosca, tagliate solo con la segreteria Berlinguer. Se non avessimo avuto il divieto USA e avessimo potuto usare le capacita' di tale partito coinvolgendolo in un governo (la grande coalizione l'avevano inventata loro con il compromesso storico), oggi l'Italia avrebbe un'altra storia. Invece le scelte le sappiamo, Craxi e la DC ha raddoppiato il debito pubblico, istituzionalizzato il malaffare e lasciato tutta questa rumenta sulle nostre spalle. Ci pensi un attimo. Forse l'inchiesta si e' fermata perché' non c'era più' nulla da scoprire.

COSIMODEBARI

Sab, 18/02/2017 - 15:13

Se non si fosse fermato davanti al PCI, oggi non saremmo con le pezze sul deretano. Perchè sarebbero entrati dentro i vari Napolitano&Compagni e non avremmo avuto neppure i vari Prodi, Monti e Renzi

Trinky

Sab, 18/02/2017 - 15:52

Il Kompagno Graganti....vero Di Pietro?

Ritratto di Anna 17

Anna 17

Sab, 18/02/2017 - 16:09

Di pietro e compagnia bella altro non furono che il braccio armato per distruggere tutti gli avversari del P.C.I. Si sono prestati a far finta di far giustizia ma non toccarono mai quelli di sinistra. E dopo 25 anni vengono ancora a rigirare le dita nella piaga?? Buffoni, mani pulite consegnò il paese al P.C.I. e fu l'inizio della rovina degli italiani. Ovunque la sinistra è arrivata al potere, ha postato miseria dolore, lacrime e morte. Nessuna eccezione.

Ritratto di wilegio

wilegio

Sab, 18/02/2017 - 16:49

@unosolo sì, ricordo bene! Tale di pietro antonio, che fu candidato nel blindatissimo e rossissimo collegio del Mugello, dove non poteva perdere. Ma allora un bel "che c'azzecca lui con il Mugello?" non lo disse nessuno.

Ritratto di tomari

tomari

Sab, 18/02/2017 - 17:16

Il Grande Magistrato Nordio, ci provò ad indagare il PCI, trovò dei faldoni MOLTO interessanti. Si ripropose di esaminarli il giorno dopo, ma...guarda caso, nell'armadio trovò solo scatole vuote e i nastri che erano serviti ad impacchettarli. Chissà perché!

Antonio43

Sab, 18/02/2017 - 17:40

Diwa 130 ma quel miliarduccio di Gardini? Per non parlare di tutti rubli di Mosca! Sarebbero dovuti servire per portare il paradiso socialista anche da noi, per la sua gioia probabilmente. Altrocchè se c'era da scoprire!

unosolo

Sab, 18/02/2017 - 18:19

le cose che scottano si bruciano o si segretano , è accaduto e lo faranno sempre , sappiamo che gonfiavano i rimborsi e sono arrivati ai vertici istituzionali , truffano e sono ai vertici , noi poveri disgraziati nel girone dei tassati e derubati , ladri , allora è vero altro che storie ,.

m.nanni

Dom, 19/02/2017 - 07:40

la realtà è che mani pulite ha scassato il Paese e i comunisti come non mai si sono letteralmente ingoiato il potere tutto. ed ora fanno finta di scindersi in mille rivoli, ma in realtà vogliono annacquare la batosta referendaria, spaccare la destra e niente voto anticipato all'Italia e agli italiani.