Tante chiacchiere, zero proposte: i big M5S superati dai "peones"

Gli aspiranti premier Di Maio, Di Battista e Fico sono i deputati che hanno presentato meno ddl

Uno vale uno, non proprio. Se si parla di proposte di legge presentate in Parlamento, nel M5S Stelle la fanno da padrone i «peones». Invece gli aspiranti candidati premier sono piuttosto pigri. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, la «forza tranquilla» dei pentastellati, il grillino in doppiopetto, è fermo a una sola proposta. Di Maio è primo firmatario di un ddl sulla «prevenzione e la repressione dei delitti contro l'ambiente, per la salvaguardia ambientale e per la riqualificazione delle scuole e degli spazi urbani». Non è ancora iniziato l'esame in commissione.

Il deputato «rockstar» Alessandro Di Battista aveva invece presentato una proposta sull'«esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani residenti all'estero». Ma l'atto è stato stralciato. Una curiosità: il leader della minoranza dem Roberto Speranza, protagonista con Di Battista di un violento litigio alla Camera nei primi mesi della legislatura, aveva avuto un'idea simile sul voto degli italiani all'estero. Fa meglio l'ortodosso Roberto Fico: due disegni di legge come primo firmatario di cui uno assorbito e divenuto legge.

Ma chi conosce, nella truppa pentastellata, Giuseppe L'Abbate? O Chiara Gagnarli? Quest'ultima, eletta nella circoscrizione Toscana, ha depositato come prima firmataria ben sei proposte di legge. La sua passione sono gli animali: la Gagnarli ha presentato alla Camera un ddl sul «Divieto di allevamento, cattura e uccisione di animali per la produzione di pellicce». E si è occupata anche dell'aliquota sul latte vegetale e i suoi derivati. Anche L'Abbate si occupa di agroalimentare, tra «disposizioni sulla produzione del gelato artigianale di alta qualità» e riordino dell'anagrafe equina. Ivan Della Valle, deputato, presenta tra le sue otto proposte di legge la «disciplina della qualificazione professionale per l'esercizio della professione di estetista». Luigi Gallo, deputato campano, firma nove proposte di legge. Tra cui l' «introduzione dell'insegnamento del mandolino nelle scuole secondarie di primo grado».

Poi c'è l'ossessione per le commissioni d'inchiesta. Da quella sulla «deindustrializzazione» lanciata dal palermitano Riccardo Nuti. A quella sulla vicenda dei marò firmata dal deputato Daniele Del Grosso. Il campione di proposte Gallo, lancia la commissione d'inchiesta sul fallimento della compagnia di navigazione Deiulemar. Fino al disastro della nave Moby Prince. Altro argomento su cui, secondo la senatrice Sara Paglini, dovrebbe indagare il Parlamento. La poi fuoriuscita dal M5S Serenella Fucksia, proponeva nel 2014 l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla Siae. E, ancora in tema di web e libertà d'espressione, c'è Stefano Lucidi, con la «modifica dell'articolo 21 della Costituzione in tema di libero accesso a Internet».

Commenti
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gian td5

Lun, 09/01/2017 - 09:42

Fantastici questi pentastellati, con tutte le difficoltà che affliggono gli italiani, si affannano a occuparsi di cose meno che marginali, si dimostrano più buffoni loro che il loro capo.