«Tassisti come gli scafisti» Berlino arresta 30 italiani

Fermati con immigrati a bordo. La difesa: «Non sapevamo chi erano». Rischiano 10 anni di carcere

La Germania manda un bacio in Frontex all'Italia. La Frontex Plus del ministro Angelino Alfano, per essere precisi, che ieri a Berlino ha riscosso l'appoggio del collega tedesco, Thomas de Maizere, nella gestione molto problematica, delle migliaia di profughi che ogni giorno partono da uno dei tanti porti della Libia fuori da ogni controllo e sbarcano nelle coste dell'Italia meridionale. I familiari di Angelo Tavecchio, 45 anni, titolare di un'attività di noleggio con conducente a Pianezze (Vicenza), pensano però si tratti di un bacio di Giuda: nel corso degli ultimi mesi il tassista vicentino e un'altra trentina di colleghi italiani sono stati arrestati dalla Polizei teutonica con l'accusa di traffico di clandestini e di favoreggiamento dell'immigrazione irregolare.

«L'Italia in questo momento ha un ruolo di particolare responsabilità o gode del nostro pieno appoggio», solfeggia de Maizere dopo aver annunciato il sostegno tedesco a Frontex Plus «sempre che l'Italia e gli altri Paesi del Mediterraneo si impegnino a registrare i richiedenti asilo».

Questo è un piccolo problemino costato caro ad alcuni trasportatori professionisti che in buona fede, assicurano i rispettivi avvocati, hanno portato alcuni profughi dall'Italia alla Germania o in altri Paesi del Nord Europa. Tavecchio, per citare il caso rivelato da il Giornale di Vicenza , è in carcere dal 22 luglio a Hof, nell'Alta Baviera e, secondo i codici tedeschi, rischierebbe una condanna dai 3 ai 10 anni. Lui e altri avrebbero organizzato questi viaggi pensando di essere in regola. Del resto, quando i profughi vengono trasferiti dalla Sicilia al Veneto non sono sottoposti ad alcuna misura restrittiva o di controllo.

«Non è mica obbligatorio sapere chi portiamo - ha spiegato Pierpaolo Campagnolo, presidente della cooperativa tassisti vicentini -. Molti profughi li abbiamo portati noi via dalla città, non c'è una legge che ci impone di chiedere l'identità. Idem dicasi per il noleggio con conducente».

Fabio Forin, padovano, è un altro che ha provato sulla propria pelle l'approccio tedesco alla questione. Manca solo che Angela Merkel richiami in servizio gli efficienti vopos a suo tempo in servizio nelle garitte di Berlino Est, e l'azzardo dei tassisti italiani potrebbe essere ricordato con un requiem. «Forin era stato contattato da una persona che conosceva - racconta l'avvocato che lo ha difeso, Carlo Bottoli - per andare a Milano a prendere delle persone. Mi ha detto che si è trovato davanti uomini eleganti, con lo smartphone ultimo modello: nulla che facesse pensare a dei clandestini. E comunque la normativa non permette a un conducente di chiedere dei dati». Tutto a posto fino a quando, a pochi chilometri da Monaco di Baviera, Forin è stato fermato. «Di punto in bianco - rivela Bottoli - gli hanno preso il passaporto e il cellulare. Poi lo hanno spogliato e lo hanno buttato dentro una cella».

A differenza del vicentino Tavecchio, a Forin è andata bene, visto che è stato scarcerato dopo qualche giorno. Ma la famiglia sta pensando di chiedere i danni, dal momento che ritengono censurabile il comportamento della polizia tedesca e illegittima la carcerazione.

Di esempi simili ce ne sono parecchi. Una trentina nella sola Baviera, e chissà quanti più a Nord. Può essere che qualcuno abbia commesso degli errori, ma risulta difficile pensare che tutti siano delinquenti abituali da meritare la galera. Il ministro Alfano, ebbro di gioia per il bacio in Frontex, ha assicurato il proprio impegno. Per tirare fuori gli italiani dalle galere tedesche? Non proprio. «Assicuriamo alla giustizia tedesca - ha detto al collega de Maizere - tutta la nostra cooperazione di polizia. Salutiamo con favore ogni iniziativa dell'autorità tedesca che stronchi chiunque affronti tale traffico. E siamo pronti a ogni azione congiunta e comune per attenuare e risolvere il fenomeno».

Messa così, i profughi possono girare liberamente per l'Italia mentre i tassisti che danno loro in passaggio devono finire in galera. Intanto i migranti continuano ad arrivare. A Vicenza, per citare la provincia del tassista in gattabuia, ne sono arrivati 50 negli ultimi due giorni. Metà di questi ha già preso altre strade. Si ha motivo di ritenere che siano già in Germania.

Commenti
Ritratto di alejob

alejob

Gio, 04/09/2014 - 12:37

Dieci anni di carcere per i tassisti Italiani che portano immigrati in Germania sono TROPPO POCHI.