Per il dopo terremoto tante idee ma zero soldi

L'esecutivo ancora senza risorse. Tra le ipotesi lo stop al pagamento di bollette e mutui

Roma Tante idee, pochi soldi. Il decreto per gli aiuti alle popolazioni terremotate è lungo e dettagliato, stabilisce la costruzione di un «fondo speciale per la ricostruzione», prevede pure che sarà alimentato da «risorse dirette» e «finanziamenti agevolati». Quello che non è chiaro è dove verrà preso il denaro. Il bilancio dello Stato, si sa, è quello che è e finora l'unica cifra messa nero su bianco sono i settanta milioni complessivi per il 2016 che serviranno a garantire «un sostegno al reddito per lavoratori dipendenti e autonomi impossibilitati a riprendere la loro attività». Per il resto speriamo nell'Europa.

Cinque capitoli, cinquantanove articoli, La bozza del maxi emendamento è pronta per essere approvata dal Consiglio dei ministri. Manca però ancora la parte che riguarda le risorse. Sicuri al momento sembrano solo i settanta milioni del 2016: cinquanta per «i lavoratori subordinati nel settore privato» che non possono usufruire di altri ammortizzatori sociali, venti per gli autonomi, rappresentanti e professionisti. È prevista poi una ancora non meglio specificata «indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale, con la relativa contribuzione figurativa, della durata di 4 mesi, in favore dei lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo, impossibilitati a prestare l'attività».

Ma per rimpinguare le risorse a disposizioni si punta molto sul Fondo di solidarietà dell'Unione europea, nel quale confluiranno anche le donazioni dei cittadini. E al commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani verrà intestata una apposita contabilità speciale aperta presso la tesoreria statale su cui sono assegnate i fondi.

Si va inoltre verso uno stop di altro anno alle tasse: nei Comuni colpiti, «la sospensione dei termini per l'adempimento fiscale» verrà prorogato fino al 30 settembre 2017. La ripresa della riscossione dei tributi avverrà «senza l'applicazione di sanzioni e interessi, mediante il pagamento di 18 rate». E ovviamente niente più Tasi o Imu per i fabbricati caduti o inagibili. Tra le altre misure: stop alle bollette, ai contributi per le pensioni e ai mutui, finanziamenti agevolati, il congelamento delle rate dei Comuni del sisma con la Cassa depositi e prestiti, la facoltà di posticipare i termini di bilancio e del conto annuale per il personale, il blocco fino al 31 dicembre dei processi civili e penali.

«Non vi lasceremo mai soli», dice il governatore del Lazio Nicola Zingaretti parlando ad Amatrice. E Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza, assicura che «il governo si impegna a tenere accesi i riflettori sul terremoto perché non cada una cortina di silenzio». Speriamo che riesca anche a trovare i soldi.MSc