Quella tesi di laurea usata come consulenza

L'azienda tra i cui soci compare Lara Comi avrebbe prodotto un documento copiato da una tesi online come consulenza all'impresa di Marco Bonometti. La fattura da 31mila euro è ora al centro dell'indagine sull'europarlamentare azzurra

Una consulenza da 31mila euro che in realtà sarebbe invece una tesi di laurea disponibile online. Sarebbe stato questo a insospettire i pm di Milano che hanno indagato Lara Comi e Marco Bonometti per finanziamento illecito ai partiti.

Si tratterebbe di un documento da 107 pagine intitolato "Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffè": una tesi di laurea in "Metodi statistici per il web marketing" firmata da Antonio Apuzza e pubblicata nell'anno accademico 2014/2015 sul sito dell'Università Luiss di Roma. L'obiettivo dell'elaborato era quello di "analizzare il Made in Italy e il mercato nazionale ed internazionale del caffè" partendo da una serie di questionari somministrati ai visitatori durante l'Expo 2015 di Milano.

Uno studio che - secondo i pm - sarebbe stato invece copiato e usato per giustificare un bonifico da 31mila euro effettuato dal presidente di Confindustria Lombardia a favore dell'europarlamenta di Forza Italia, candidata azzurra anche alle prossime Europee.

Commenti
Ritratto di Fradrys

Fradrys

Mer, 15/05/2019 - 18:01

Quindi Comi si sarebbe fatta pagare una cosa non sua: non trovo nulla di illecito da parte del Fisco o, peggio, della Magistratura! Al massimo poteva contestarlo Bonometti... Mi sa che sono le solite toghe da politica, niente di nuovo da 20 anni a questa parte. Purtroppo!

acam

Mer, 15/05/2019 - 18:42

se fusse vero semo messi proprio maluccio, il made in itali non ha bisogno di tesi per essere valorizzato piuttosto il come ampliarne la fama. Ma é vero che la comi si è prestata a questo? o è un iperattiva immaginazione procedurale per trovare motivi profilanti? qui i neologismi sono necessari per descrivere un quadro inquietante alquanto ripugnate.

uberalles

Mer, 15/05/2019 - 20:31

Famiglia Renzi docet...

emilio ceriani

Mer, 15/05/2019 - 23:43

Al Giornalista Giovanni Corato vorrei chiedere come può verificarsi che una fattura emessa da una Società venga liquidata mediante bonifico a favore di un Socio? Questo è quanto ho inteso leggendo l'articolo.

Ernestinho

Gio, 16/05/2019 - 05:49

Certamente una fattura così cara fa pensare! Anche se per i "politicanti" ed i loro "amici" sono solo noccioline!

Ernestinho

Gio, 16/05/2019 - 05:50

Aho! Ma non si salva proprio NESSUNO!

John Black

Gio, 16/05/2019 - 08:56

@Fradrys: forse non le è ben chiaro che il problema sta proprio nella "prestazione" farlocca. Se non impossibile, è diciamo alquanto improbabile che quei soci siano sprovveduti che buttano quattrini nella spazzatura con nonchalance. Poi semmai ci sta - anzi è verosimile - che i ruoli e la consapevolezza fra socio e socio siano stati differenti.

buonaparte

Gio, 16/05/2019 - 09:48

la comi è stata ripresa anche dal parlamento europeo perchè aveva messo sua madre come collaboratrice a spese del parlamento ed ha dovuto licenziarla chiedendo scusa giustificandosi che non lo sapeva , cosa assurda ed impossibile da credere.

Ritratto di Fradrys

Fradrys

Gio, 16/05/2019 - 11:29

@John Black, spero non voglia nascondersi dietro un dito o, peggio!, fingere di non capire: se si fosse trattata di "truffa" sarebbe stato il truffato (Bonometti) a sporgere querela; invece a lui andava bene così (vai a capire i motivi). Ha fatto regolare fattura, lui. Ha pagato regolarmente le tasse su questa, lei. Zero problemi fiscali, quindi! E nessun reato, visto che alla truffa non si provvede "d'ufficio" e visto che, per esserci "truffa", occorre avere un truffato e Bonometti non si sente truffato! E quindi... la solita toga politica in soccorso rosso! :(