Le tessere fantasma dei sindacati

Il 50% delle deleghe sospette è nel settore privato: manca un sistema di certificazione credibile

Numeri a sei zeri, numeri da far pesare sui tavoli delle trattative, numeri da sbandierare in piazza nello sciopero generale in un sabato di shopping pre-natalizio. Ma, in fin dai conti, numeri ballerini. Sono i numeri dei sindacati italiani. Dodici milioni e trecentomila iscritti solo per Cgil, Cisl e Uil. È il nuovo esercito della Triplice fra lavoratori attivi, disoccupati e pensionati, soprattutto. Una potenza economica e politica, almeno sulla carta. Possono affondare il Jobs act nel pantano e occupare i talk show. Ma chi rappresentano, davvero, i sindacati? Ecco il dilemma. Perché poi questi numeri roboanti, alla «prova del nove» delle verifiche incrociate tra i vari enti e organismi di controllo (quando ci sono...), tremano paurosamente. E si scoprono almeno due milioni di tessere «fantasma», “autocertificate” al ministero del Lavoro ma senza fondato riscontro. Nell'ultima sfilata in piazza San Giovanni a Roma, Susanna Camusso si è esibita in una nuova versione di «Ufo Robot», per sbeffeggiare Matteo Renzi. Quanto al super potere dei sindacati di far esplodere le tessere, invece, la musica sembra non cambiare mai.

UNA FOTOGRAFIA D'INSIEME

Per avere la tessera del sindacato bisogna iscriversi e versare l'1 per cento del proprio stipendio come contributo, che il datore di lavoro trattiene direttamente dalla busta paga. Per i pensionati funziona allo stesso modo, ma la comunicazione in questo caso va fatta all'istituto previdenziale che effettua la trattenuta. La Cgil pubblica i dati sugli iscritti regione per regione e per categorie. Al 31 dicembre 2013 il sindacato rosso per eccellenza può vantare 5.686.210 tesserati, di cui 2.998.198 pensionati. Le Regioni in cui è più presente sono la Lombardia (914.362) e l'Emilia Romagna (821.758). La Cisl di Anna Maria Furlan conta 2 milioni e 311mila iscritti «attivi», 2 milioni di pensionati e altre 54mila tessere «speciali», in totale fanno 4.372.280 tesserati dichiarati. La Uil, dove Luigi Angeletti ha da poco lasciato il timone a Carmelo Barbagallo, dichiara 1,3 milioni di lavoratori attivi, 582mila pensionati e altri 288mila sotto la voce «II affiliazione». In tutto fanno 2.216.443 tesserati, anche se il numero - fanno sapere - «non è comprensivo delle iscrizioni brevi manu a livello categoriale e territoriale». Sugli iscritti all'Ugl, finita in passato al centro delle polemiche sull'affidabilità dei numeri autocertificati, si è sviluppata una sorta di letteratura parallela. Ad oggi l'Unione generale del lavoro dichiara 2.013.148 iscritti, di cui 458.697 pensionati. Mentre gli ultimi dati forniti dalla Confsal riportano 1.055.000 tesserati, compresi circa 400mila pensionati. E nel calderone, secondo le stime, vanno considerati altri tre milioni di aderenti alla galassia delle sigle minori. In definitiva, sarebbero oltre 18 milioni gli italiani «sindacalizzati». Ma è davvero così?

È UN SINDACATO PER VECCHI?

A dispetto delle ultime crociate a difesa dell'articolo 18 e contro «i licenziamenti indiscriminati», il core business dei sindacati è rappresentato soprattutto da chi non lavora più: i pensionati. Solo tra Cgil, Cisl e Uil 5,5 milioni «autocertificati» sul totale di 12,3. La prima cartina di tornasole è costituita dall'Inps, che è in grado di «estrarre» il numero degli iscritti ai sindacati, sigla per sigla. Gli ultimi dati disponibili, diffusi dalla Confsal in un rapporto dedicato proprio al fenomeno delle tessere «gonfiate», si riferiscono al 1° gennaio 2012. Ebbene, sono 5.682.075 i pensionati delle cinque grandi confederazioni «certificati» da Inps, Inpdap e dagli altri istituti previdenziali. Invece, stando ai dati dichiarati da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal ne risultano 6.435.557. Balza agli occhi la discrepanza in casa Ugl (oltre sette volte superiore il dato dichiarato rispetto a quello «reale»), ma anche per la Cgil circa 212mila pensionati e altri 104mila per la Cisl non sembrano trovare riscontro. Minime, invece, le differenze in casa Uil e Confsal. Ad ogni modo, in tutto fanno 753.482 pensionati «di troppo». Settecentocinquantamila tessere in eccesso fanno sorgere più di un legittimo sospetto.

MISTERO DI DOMINIO... PUBBLICO

Districarsi nella giungla di comparti e di sigle del settore pubblico non è semplice, ma i cervelloni dell'Istat aiutano ad orientarci. Sappiamo che i lavoratori attivi nella macchina della pubblica amministrazione sono circa 3,3 milioni. In questo ambito, per verificare le cifre fornite dai sindacati possiamo affidarci a un ulteriore confronto. Dalla fine degli anni Novanta l'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, raccoglie le deleghe in servizio nel pubblico impiego ovvero le trattenute in busta paga. A novembre 2012 l'Aran ha stilato la «prima rilevazione automatizzata della rappresentatività», censendo oltre 300 organizzazioni sindacali e conteggiando 1.282.000 lavoratori tra gli «statali». Però i conti non tornano di nuovo. Sommiamo i lavoratori attivi del pubblico impiego dichiarati dalla Cgil (601.962), dalla Cisl (319.170) e dalla Uil (345.543), più circa 170mila dalla Confsal. L'Ugl, per bocca dell'ex segretario Giovanni Centrella, rivendicava «il 7,6% di tesserati nel pubblico impiego» in relazione alle cifre attestate dall'agenzia, pari a circa 97.500 lavoratori. In totale, abbiamo 1.534.715 tessere. Finiamo quindi per ritrovarci 250mila iscritti in sovrannumero, considerando solo le cinque confederazioni maggiori. Spiegabile solo in parte con il fatto che l'Aran, nel suo monitoraggio, non contempla settori come sicurezza, ambiente, magistratura o professioni universitarie.

AFFARI PRIVATI

Anche qui le zone d'ombra si allungano. In Italia sono circa 19 milioni i lavoratori attivi nel privato (lo dice l'Istat). La statistica può esserci ancora una volta utile. Il Cnel fissa al 33,8% il tasso medio di sindacalizzazione in Italia, dato in controtendenza rispetto all'Europa a 27, in cui - secondo la Commissione europea - il tasso oscilla attorno al 25% tra i lavoratori dipendenti. Non resta che un ultimo controllo incrociato. Andando cioè a sottrarre al totale degli iscritti (pubblico più privato) dichiarati da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal gli iscritti certificati dall'Aran. Ed ecco la cifra monstre di 7,6 milioni di iscritti nel settore privato. Ma in virtù del tasso al 33,8%, i lavoratori del privato «sindacalizzabili» potrebbero essere al massimo 6,5 milioni. Qui invece lo stesso rapporto toccherebbe il 40%. E solo nelle cinque principali confederazioni, senza considerare le sigle minori. Un buon 6% su 19 milioni di lavoratori, insomma. Pur calcolando un possibile margine di errore, significa un altro milioncino abbondante di tessere senza apparente giustificazione. Il conto finale è presto fatto e supera quota due milioni di iscritti, diciamo così, «fantasma».

CHIAREZZA CERCASI

Tessere «gonfiate»? O addirittura «false», come ha azzardato l'eurodeputata del Pd Pina Picierno in polemica con la Camusso e sollevando un polverone mediatico? Difficile provarlo. Ed è proprio questo il punto: emerge un'esigenza di chiarezza e trasparenza. Proprio quella che i sindacati pretendono dai politici e dagli imprenditori, o dai «padroni», se preferite. Serve un serio controllo esterno sui numeri dei sindacati, bilanci compresi. A gennaio scorso Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno varato le regole del Testo unico sulla rappresentanza sindacale con l'obiettivo di misurare il «peso specifico» nel settore privato a livello nazionale e aziendale. Un sistema che incrocia le deleghe rilevate dall'Inps e i voti raccolti alle elezioni delle Rsu, come avviene nel pubblico impiego. Spetterà al Cnel calcolare la rappresentanza di ciascuna sigla e sono previste sanzioni per chi sgarra. L'accordo tuttavia è rimasto inattuato, piovono ricorsi, nel frattempo lo stesso Cnel finisce nella tagliola renziana con il ddl costituzionale già approvato dal Senato e ora invischiato nelle sabbie mobili della Camera. Riguardo allo zoccolo duro dei pensionati, infine, una soluzione ci sarebbe - come ha suggerito Giuliano Cazzola, ex dirigente Cgil -: impedire all'Inps la riscossione permanente delle deleghe e obbligare al rilascio delle tessere anno per anno. Naturalmente ai sindacati non va giù. In questi tempi di crisi, centinaia di migliaia di anziani risparmiatori delusi busserebbero alla loro porta con le letterine di revoca tra le mani...

Commenti
Ritratto di bobirons

bobirons

Lun, 08/12/2014 - 12:53

Nel caso in cui potessi accertare l'esistenza di una tessera a mio nome presso un sindacato procederei immediatamente per le vie legali accusando di truffa, millantato credito, falso in atti d'ufficio ed ogni altro capo che un esperto legale potesse trovare oltre, naturalmente, la richiesta di un sostanzioso indennizzo per l'uso arbitrario del mio nominativo. I sindacati italiani sono stati i veri nemici dei Lavoratori. Ora sono anche peggiorati.

Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Lun, 08/12/2014 - 12:53

E'da quando sono in pensione che temo abbiano proditoriamente aggiunto il mio nome su qualche lista, per ricavarne qualche "beneficio". Ed il fatto, mi da molto fastidio.

Giovy99

Lun, 08/12/2014 - 13:03

E i soldi che incassano con la trattenuta sindacale quanti sono e come vengono spesi? Ci referendum dei Radicali che li abolì...ma come al solito è raggirato pure quello! http://www.investireoggi.it/economia/beppe-grillo-la-casta-dei-sindacati-e-i-privilegi-che-nessuno-racconta

unosolo

Lun, 08/12/2014 - 13:13

risarcimenti , ci vogliono giudici che ci fanno prendere quei soldi che ci hanno sottratto , soldi che i governi ultimi hanno tolto ai servizi come sanità e sicurezza , non scordiamoci quella uscita di un ministro o ex ministro sui vigili del fuoco che accusavano di non avere soldi per la benzina delle autopompe , " non pagate l'affitto e mettete la benzina " ecco come si sono comportati ci hanno tolto ai servizi per passarli a parassiti che succhiano da anni i nostri soldi e nessuno ha fatto accertamenti , quindi ora ci risarciscano del troppo con interessi quelli che i pensionati e lavoratori hanno perso.

Ritratto di llull

llull

Lun, 08/12/2014 - 13:26

A me piacerebbe vedere anche un BILANCIO di una qualsiasi organizzazione sindacale. Ma per motivi ignoti, queste organizzazioni sono esentate dal redigere questo documento, obbligatorio per tutti gli altri. Qualcuno conosce il motivo di questo trattamento speciale?

flip

Lun, 08/12/2014 - 13:32

secondo il bilancio al 31/12/2013 il costo della tessera CGIL e di circa 4,09 euro per un' incasso teorico di euro 23.264.717,00 compresa la Fiom che ha in tutta Italia 351.432 tesserati) L'UIL nel bilancio al 2013 non da l'indicazione del n° degli iscritti però dichiara un tesseramento di euro 26.306.285,00 (in leggera crescita rispetto al 2012). (come mai il probabile introito è superiore a quello della CGIL)? la CISL non comunica il n° dei tesserati però dovrebbe avere un' introito da tesseramento di euro 19.034.908.70 (ma ha una perdita di esercizio 2013 di euro 568.027,789). le letture dei tre bilanci non sono di facile interpretazione. Se volete divertirvi sui siti delle tre confederazioni sono riportati tutti i bilanci.

mariolino50

Lun, 08/12/2014 - 13:34

Giovy99 Guarda che essendo volontari come fanno ad essere aboliti, devi firmare opportuna delega per le trattenute, e la puoi revocare in qualsiasi momento, nessuno ti obbliga a firmare. La signora del pd-l dovrebbe pensare alle sue di tessere, che in confronto ai sindacati neanche si vedono, e la fanno da padrone con i voti regalati e senza iscritti, da che pulpito viene la predica.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 08/12/2014 - 13:39

Bisognerebbe cominciare con il sopprimere la possibilità (obbligo in realtà) di trattenere in busta paga o sulla pensione le quote relative e lasciare ai sindacati l'obbligo di recuperarle direttamente dagli interessati! Secondariamente sarebbe l'ora di concretizzare dopo oltre sessanta anni i decreti attuativi degli articoli 39 e 40 della costituzione "più bella del mondo". Perché fino a prova contraria e sempre secondo la costituzione tutti i sindacati italiani sarebbero "fuori legge" almeno quanto lo é oggi un parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata fuori legge!

Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Lun, 08/12/2014 - 13:40

Restiamo in attesa delle giustificazioni dei 3 Moschettieri senza Re. Forse questa volta la Camusso sarà costretta a sostituire l'elmetto rosso con quello da cuoca per una trasmissione d'arte culinaria.

Nonmimandanessuno

Lun, 08/12/2014 - 13:44

Molti anni addietro scoprii che, mia madre -casalinga mai entrata in un ufficio pubblico perchè sorda al 100%, e mio padre, operato che viveva da anni sulla sedia a rotelle- sarebbero andati in una sede della CGIL a firmare la delega. Non ho messo le mani addosso a chi mi aveva risposto "se facciamo la trattenuta per la tessera si vede che hanno firmato" solo perchè era una povera sciocca donna. Oggi li denuncerei come persone non come organizzazione.

laura

Lun, 08/12/2014 - 14:08

E' successo questo: Domanda di pensione per tramite CGIL. Delega infilata in mezzo agli altri documenti da firmate. Nonostante la delega fosse stata stracciata (non restituita senza firma)proprio per non dare adito a "confusione", l'INPS ricevette autorizzazione alla trattenuta!Ovviamente venne inviato fax all'INPS spiegando che nessuna delega era stata firmata quindi non provvedere alla trattenuta. Credete che questo sia un caso isolato?.

antipodo

Lun, 08/12/2014 - 14:20

Societa'a delinquere. Iscritti consapevoli beati beoti.

Ritratto di illuso

illuso

Lun, 08/12/2014 - 14:56

Possibile che in questa italietta non ci sia un ente pubblico con i conti in ordine? Porca miseria, penso che quando si farà un forte sciopero fiscale sarà sempre tardi. Questi sciacalli iene e avvoltoi non hanno nessun diritto di appropriarsi dei sudori di chi lavora,quindi i contribuenti non devono sentirsi in dovere di farsi derubare.

Ritratto di ALESSANDRO DI PROSPERO

ALESSANDRO DI P...

Lun, 08/12/2014 - 15:07

Non si puà esprimere un proprio commento con la "Mannaia" dei 1000 caratteri che può produrre "Efficienza di epressione nel completo senzo compiuto".Anni fa si avvertiva il Commentatore di aver superato tale regola e lo stesso aveva tempo di poterlo ridurre.Comunque questa "Regola" lascia a desiderare quando la tolleranza di espressioe è minima. Provate VOI a fare un commento come merita ed in senso compiuto ed anche ristretto.

tonipier

Lun, 08/12/2014 - 16:11

" SONO UNA POTENZA REALE" Un collegamento impressionante, sono intrufolati in tutti i settori. La democrazia italiana è figlia del crimine e per questo continua a caratterizzarsi come matrice di crimini. Se si tengono nel debito conto i rilievi che precedono, si possono meglio comprendere le ragioni per le quali la democrazia politica italiana nei suoi modi di essere e di divenire, non è mai rimasta indenne dalle tare della illegalità, del sopruso, della propensione al delitto e alla ricerca delle scorciatoie, degli espedienti.

Giunone

Lun, 08/12/2014 - 16:16

AL DIRETTORE: Per favore continuate a tirare fuori dagli armadi gli scheletri di questi sindacati, iniziando dalla loro emperatrice. Forse così i creduloni si toglieranno la mortadella dagli occhi. Sono questi altarini in primis, che bloccano la voglia al flusso d'investitori stranieri.

Azzurro Azzurro

Lun, 08/12/2014 - 23:14

l'80 per cento sono pensionati, controllano il 20% dei lavoratori. Se fossero abolito i lavoratori guadagnerebbero molto di piu'. Questi adorano ancora Stalin. Andate a lavorare bidoni komunisti

Azzurro Azzurro

Lun, 08/12/2014 - 23:16

abolizione dei sindacati hanno fatto solo danni