Un test fatto a 3 anni svela i criminali del futuro

Fattori decisivi la deprivazione e lo stato mentale. Ma forse non c'era bisogno di una ricerca

Erica Orsini

Londra I criminali del futuro? Li puoi identificare sin da bambini. Ricorda un tantino gli studi di lombrosiana memoria, quello appena pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour che rivela come la propensione alla criminalità si possa evincere già alla tenera età di tre anni. La cosa bella è che questi bambini non hanno per forza un destino segnato, poiché grazie a queste previsioni è possibile trovare un modo per cambiare in meglio il percorso della loro esistenza.

Oggi un quinto della popolazione è responsabile di quattro quinti dei crimini, due quinti del totale dell'obesità, tre quarti delle famiglie con un genitore che usufruiscono di due terzi dei benefit assistenziali. Secondo la rivista, un test di soli 45 minuti sui bambini per controllare il loro quoziente intellettivo e la capacità di autocontrollo, combinato con le informazioni su maltrattamenti e deprivazioni consente agli scienziati di prevedere con accuratezza come diventeranno da grandi. I risultati fanno parte di uno studio durato 38 anni e avviato da un gruppo di scienziati neozelandesi che hanno seguito dalla nascita un migliaio di persone. Nel momento in cui il gruppo ha raggiunto la mezza età gli studiosi hanno scoperto che tendenza a crimine, disoccupazione e scarso stato di salute appartenevano tutti alla stessa sessione e che questo poteva venir identificato già nell'infanzia.

I due fattori più significativi che producono questo risultato sono la deprivazione e lo stato mentale, una definizione che comprende intelligenza, capacità specialistiche, abilità linguistiche, tendenza alla frustrazione e mancanza di perseveranza. E preso, da solo, è sempre lo stato mentale che aiuta a prevedere gran parte dei successi della vita. Diciamolo, forse non era necessario uno studio di 38 anni per capire cose che il semplice buon senso ci avrebbe aiutato a comprendere. Venire a sapere che il crimine trova terreno fertile in persone che hanno avuto un'infanzia difficile, con problemi familiari e lavorativi è un po' come scoprire l'acqua calda. E che questo lo si possa conoscere già quando il soggetto ha 3 anni ricorda veramente le orecchie a punta degli esperimenti lombrosiani.

Forse sorprende di più la parte dello studio che rivela come soltanto una minima percentuale della popolazione usufruisca dei servizi pubblici. Solo il 20% usa normalmente il servizio sanitario nazionale, frequenta i tribunali, chiede i benefit per l'assistenza. Un terzo invece non ha mai approfittato di questi servizi quindi di fatto queste persone rappresentano i contribuenti che pagano le tasse per supportare gli altri anziché se stessi. Gli autori dello studio hanno dichiarato che trovare un sistema per aiutare i bambini considerati a rischio ad avere una vita migliore, in modo che non diventino in seguito un peso sulle spalle del welfare, andrebbe a vantaggio proprio di coloro che poi sono destinati a pagare per tutti. Più facile a dirsi che a farsi. La vita reale +non è solo un test da laboratorio.

Commenti

ohibò44

Mer, 14/12/2016 - 13:03

Scusate il mio pessimismo ma quel “modo che non diventino in seguito un peso sulle spalle del welfare” mi terrorizza: nei paesi si sta studiando come alleggerire il peso del welfare ‘eutanasizzando’ i vecchi malati terminali. Al peggio non c’è limite, perciò se i bambini non dovessero rispondere agli aiuti ricevuti potrebbero …..