Toccare i diritti acquisiti è smontare la democrazia

Le pensioni sono frutto di un contratto col cittadino che deve essere rispettato. La sentenza della Consulta è il primo passo

Pensionati in attesa in un ufficio dell'Inps

La diversità fra il trattamento pensionistico riservato ai cittadini comuni e il vitalizio di cui gode la classe politica è la fotografia della degenerazione della democrazia, già prevista dai liberali dell'Ottocento immediatamente dopo la Rivoluzione francese. La previsione era stata che i rappresentanti avrebbero preso il posto del popolo che essi rappresentavano e i cui diritti avrebbero dovuto tutelare e la sovranità sarebbe passata dal popolo ai suoi rappresentanti, che l'avrebbero usata spesso a proprio esclusivo beneficio, riproponendo il modello di Antico regime appena dissolto. Che la peculiarità della democrazia rappresentativa - che assegna, sì, al popolo la sovranità, ma ne delega l'esercizio ai suoi rappresentanti - abbia prodotto la distorsione citata è sotto gli occhi di tutti. La pensione, per chi, negli anni lavorativi, ha regolarmente versato i contributi, indipendentemente dall'entità che avrà la stessa pensione che sarà erogata, non è una forma di carità che lo Stato esercita a propria esclusiva discrezione e condizionata dalla situazione finanziaria della Pubblica amministrazione, ma un diritto maturato grazie a un contratto stipulato dal cittadino con lo Stato. È un diritto inalienabile che non dovrebbe essere soggetto ad altra condizione oltre a quelle del contratto stesso.

Le altalenanti condizioni in cui, da noi, versa la finanza pubblica hanno finito col riverberarsi sullo Stato sociale, il cui funzionamento è diventato una variabile dipendente dai conti pubblici.

Nelle condizioni di congiuntura economica e finanziaria favorevoli, lo Stato del benessere (welfare) funziona persino in modo eccessivo, sperperando spesso risorse che, altrimenti, potrebbero, e dovrebbero, essere utilizzate meglio se non fossero disperse secondo criteri eminentemente politici e elettoralistici.

Quando la congiuntura economica e finanziaria è negativa, a prevalere è la ragion di Stato, interpretata dalla classe politica secondo i propri interessi e i diritti dei cittadini diventano una variabile dipendente dalla congiuntura. In Italia, la prevalenza di una cultura collettivista e socialistica ha provocato un esercizio dello Stato sociale non secondo criteri di giustizia e di equità, bensì secondo una logica tipicamente socialistica di tipo sovietico in base alla quale a pagare le spese della cattiva congiuntura e della necessità di tener fede agli impegni presi dallo Stato sociale nei confronti dei suoi cittadini sono i cittadini ritenuti più abbienti.

È una forma di redistribuzione della ricchezza che avvantaggia politicamente chi detiene i cordoni della borsa e li apre o li chiude secondo criteri suoi propri per trarne vantaggio, di volta in volta, elettorale.

Il caso delle pensioni che sono erogate secondo le circostanze finanziarie e gli interessi della classe politica, è sintomatico della degenerazione democratica, e cioè del passaggio della sovranità dal popolo ai suoi rappresentanti, che finiscono con assumere le sembianze del monarca assoluto dalla cui volontà dipendevano le sorti dei cittadini. Dopo la Rivoluzione francese - che aveva semplicemente sostituito la sovranità del monarca assoluto con quella del popolo e, quindi, dei suoi rappresentanti - erano nate le condizioni della degenerazione della democrazia grazie alla prevalenza accordata al principio socialistico di eguaglianza di fatto, più che di fronte alla legge, come prescrive lo Stato moderno di diritto, rispetto a quello liberale di libertà.

La decisione del governo Monti di non indicizzare le pensioni maggiori era già stata un'arbitraria violazione del contratto sulla base delle condizioni finanziarie della Pubblica amministrazione, che sono diventate in tal modo prioritarie rispetto ai diritti dei cittadini.

I governi Letta e Renzi l'hanno successivamente adottata e applicata, fingendo di ignorare che la pensione non è una forma di carità pubblica erogata dallo Stato o, meglio, dal governo, secondo criteri soggettivi, ma un diritto maturato in ossequio a un contratto stipulato fra i cittadini e lo Stato che non ammette deroghe.

La cancellazione dell'indicizzazione delle pensioni è ora stata condannata dalla Corte costituzionale, la cui sentenza dovrebbe essere applicata nei confronti di tutti i pensionati secondo i termini stessi del contratto, ovvero dopo un certo numero di anni lavorativi durante i quali il lavoratore e il suo datore di lavoro versano i contributi che daranno vita al trattamento pensionistico.

Bene ha fatto, dunque, la Corte costituzionale a ribadire che la discrezionalità nella indicizzazione delle pensioni da parte del governo è una inaccettabile violazione del principio pacta sunt servanda sul quale si fonda la legittimità dello Stato moderno e che l'indicizzazione va, perciò, ripristinata nei confronti di tutti, non solo delle pensioni minori come si propone di fare il governo in aperta applicazione di (falsi) criteri di equità e di giustizia sociale che si traducono in una palese forma di ineguaglianza di fronte alla legge fra i cittadini, cioè in violazione dello Stato moderno.

Con la sentenza che ordina di ripristinare l'indicizzazione di tutte le pensioni, non solo di quelle minori, la Corte ha individuato un primo passo verso il ripristino, da noi, della democrazia liberale rispetto al totalitarismo socialista di matrice sovietica che aveva fatto uscire l'Italia dal novero dei Paesi occidentali.

piero.ostellino@ilgiornale.it

Commenti

Luxmundi

Dom, 17/05/2015 - 15:06

Ricalcolare TUTTE le pensioni in essere col contributivo. A chi ha ricevuto già tutto quello che ha effettivamente versato va tolta. In un paese sano le cose devono essere uguali per tutti

moshe

Dom, 17/05/2015 - 21:17

Toccare i diritti acquisiti è smontare la democrazia ..... ..... ..... SOPRATUTTO SE I DIRITTI ACQUISITI SONO DI PERSONE CHE HANNO GUADAGNATO COL LAVORO QUANTO GLI SPETTA ..... ..... ..... se lo mettano bene in testa i bast...i che ci governano !!!!!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 17/05/2015 - 21:23

quindi, renzi non rispetta la consulta e non gli fanno niente, mentre berlusconi ha dovuto rispettare la consulta e gli hanno fatto di tutto. dov'è la democrazia?? ce lo volete dire voi, scemi di sinistra? :-)

Ritratto di RENZI

RENZI

Dom, 17/05/2015 - 23:09

Luxmundi i diritti acquisiti inalienabili possono essere anche il suo diritto di avere una proprietà' privata , il suo diritto di avere la cittadinanza Italiana , il suo diritto di votare in libere elezioni ...se lo ricordi compagno ....

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 17/05/2015 - 23:27

C'è un grande malinteso alla base di quanto sta succedendo ai diritti negati ai pensionati. NOI ITALIANI NON CONOSCIAMO IL SIGNIFICATO DI DEMOCRAZIA. Ce lo stanno dimostrando i comunisti a cominciare da Napolitano che ha messo al governo gente non eletta dai cittadini. HA APPLICATO LA DEMOCRAZIA DITTATORIALE DEI TRINARICIUTI.

GVO

Dom, 17/05/2015 - 23:39

....maledetti comunisti siete e sarete sempre il cancro del mondo...

Pigi

Dom, 17/05/2015 - 23:48

Francamento mi sfugge il nesso tra democrazia e pensioni. E se i soldi non ci sono? Se il PIL crolla del 50%, per i motivi più disparati, bisogna mantenere a tutti i costi il reddito dei pensionati, magari prendendo i soldi dai conti correnti dei cittadini, oppure con una patrimoniale del 10% sul valore degli immobili? Ci hanno sempre detto: i lavoratori di domani pagheranno le pensioni dei lavoratori di oggi. Se i lavoratori di oggi guadagnano meno, verseranno meno tasse e contributi e anche le pensioni devono essere più basse. Cosa credete che i soldi arrivino dal cielo?

m.nanni

Lun, 18/05/2015 - 00:26

illuminante riflessione di Ostellino. peccato che i bolscevichi adesso dicono che la costituzione non è più sacra, per cui sia per Berlusconi che per affamare il popolo italiano i patti possono essere disfatti ed anche la retroattività applicata. Renzi doveva starci cento giorni, approvare tre riforme e poi a casa. sta entrando nel merito di ogni questione, occupando anche i retrobottega del potere. ora vuole livellare tutti al ribasso e allora un popolo che intravede il rischio di essere affamato da un potere neppure votato o legittimato dal popolo, ha diritto si o no di ribellarsi apertamente?

Ritratto di wilegio

wilegio

Lun, 18/05/2015 - 00:26

Ma, a parte qualsiasi considerazione morale, di Diritto, di consuetudine ecc.ecc., è ammissibile che una SENTENZA (che non è un parere) della corte costituzionale non venga rispettata? Se cediamo anche su questo ultimo fondamento della nostra costituzione, dove siamo arrivati? A quale titolo possiamo continuare a definirci un paese democratico?

Ritratto di wilegio

wilegio

Lun, 18/05/2015 - 00:37

Luxmundi a me lei non sembra molto illuminato, francamente! Anch'io sono inca...ato nero con molte persone che conosco, più o meno della mia età, che sono andate in pensione dopo 15 anni 6 mesi e 1 giorno (puramente teorici) di lavoro. Avevano, all'epoca del loro pensionamento, fra i 35 e i 40 anni, lavoravano nel settore pubblico e, fra riscatto degli anni di studio, figli (sempre con gravidanze a rischio), malattie dei figli, aspettative e altri stratagemmi, hanno lavorato praticamente niente, versato ancor meno, ma prenderanno la pensione per una cinquantina d'anni, mese più mese meno. A questa gente cosa farebbe lei, Luxmundi? Tutti a vivere sotto un ponte? Non credo che si possa risolvere così semplicisticamente la questione.

Ritratto di alfredido2

alfredido2

Lun, 18/05/2015 - 07:43

Ho una pensione "alta" più di 3.000 €/mese ; guadagnata con più di 40 anni di contribuzioni come dirigente di azienda.E' giusto che le nostre pensioni siano bloccate mentre non lo sono gli stipendi di chi lavora ,avendo stesso nostro livello di guadagno. Io sono in pensione da circa 10 anni con assegno mensile bloccato.Mi sembra una vera ingiustizia contro la quale nessuno reagisce. Penso che pochi della nostra categoria andrà ancora a votare ?

Tuthankamon

Lun, 18/05/2015 - 08:17

Le pensioni devono garantire una vita dignitosa, ma anche essere proporzionali alle contribuzioni. Quando c'e' un cumulo questo deve trovare qualche limite. In Italia c'e' troppa disparita' tra le pensioni minime e quelle di coloro che nell'ambito politico-statale hanno "cumulato" piu' assegni, quasi sempre ai vertici delle varie amministarzioni. Detto questo, con una pensione media, io non sono disposto s concedere niente a uno Stato come il nostro che sta spendendo per motivi evidentemente ideologici come l'immigrazione clandestina, l'aborto gratuito,eccetere (per fare degli esempi) argomenti sui quali l'informazione e' nebulosa, ma la spesa e' altissima!! Per questo non intendo rinunciare nemmeno a 1 centesimo!

mariolino50

Lun, 18/05/2015 - 08:50

Luxmundi Te si che sei furbo, peccato che il contributivo è una truffa, le paercentuali di ricalcolo sono false e infime, andava considerata l'inflazione reale, e non quella che dice il governo, e allora i conti sarebbero diversi.

midimettodaitaliano

Lun, 18/05/2015 - 09:15

Il 42,6% dei pensionati italiani percepisce una pensione mensile inferiore a 1000 euro (dati Istat) benché sia stata calcolata col retributivo. Con un ricalcolo secondo il contributivo, questa fascia di pensionati, che già tira la cinghia, sarà alla fame e dovrà essere necessariamente sostenuta con l'assistenza. Non si capisce perché la questione deve risolversi in un'insensata querelle tra poveri: giovani senza lavoro e vecchi con pensioni miserabili. La lotta deve esserci, dura, nei confronti di chi ha condotto e conduce così male l'Italia e si è riempito le tasche rubando tutto ciò che poteva. Ad esempio: che fine hanno fatto i contributi versati da chi non prenderà mai una pensione non avendo raggiunto i 20 anni di contribuzione??? Meditate....

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Lun, 18/05/2015 - 09:27

La consulta con la sentenza che mette in difficoltà Renzi-no ha appena messo nero su bianco che le pensioni in essere non possono essere toccate nel loro importo,poichè è il risultato di un'accordo scritto (legge) che non può essere cambiato retroattivamente. Cosa diversa è la cosiddetta pensione sociale, che altro non è che un'assegno di povertà,la quale viene ricevuta anche dai genitori di stranieri residenti in Italia,per la quale veniamo presi per i fondelli dal mondo intero,poichè una volta tornati in patria sono considerati furbi benestanti. Luxmundi con la propria affermazione produrre un nuovo illecito che porterebbe a nuovi risarcimenti e comunque già da adesso i lavoratori sono in un regime misto.I politici,con i loro vitalizi e le baby pensioni,questo si si potrebbe limitare per quelle in essere e tagliate quelle a divenire.Il chiasso di per sè non produce nulla se non il brusio di fondo.

Luxmundi

Lun, 18/05/2015 - 09:54

Il ricalcolo delle pensioni più basse dovrebbe comportare un'integrazione di tipo sociale dell'importo, secondo parametri di reddito minimo vitale, valutando anche la situazione economica dell'avente diritto. La forbice va usata sulle multiformi pensioni d'oro

giovauriem

Lun, 18/05/2015 - 09:58

la consulta ha emesso quella sentenza per che si trattava , anche dei loro soldi (non lavorati) ed è ovvio che quanto toccheranno le pensioni da 1.500 euro in giù , la consulta emetterà una sentenza contro i cittadini .

Tuthankamon

Lun, 18/05/2015 - 11:38

Non facciamoci illusioni. Tutti i governi italiani non esitano a toccare anche le pensioni piu' basse, ma quelli di sinistra eccellono in questo sport! In famiglia ho avuto il caso di una pensione di meno di 600 Euro cui sono stati decurtati ulteriori 2 (due) Euro alla cui titolare hanno inviato una lettera per "spiegare il prelievo". In sostanza i due euro/mese di un anno erano in realta' serviti a fare quella pratica! Non ci sono parole!!

Luxmundi

Lun, 18/05/2015 - 21:25

Se i diritti acquisiti sono sbagliati per un errore di conteggio all'origine bisogna pur porre rimedio. Se uno prende una pensione d'oro, ha già avuto tutto quello che ha versato ed è benestante non vedo perché continuare a far piovere sul bagnato quando ci sono zone aride... per gli altri bisogna comunque perpetuare verificando caso per caso per garantire una situazione dignitosa