Torna in auge il pull jacquard di Gianni Agnelli

L'antico marchio di maglieria scozzese risorge in Italia ed elimina le lane che pizzicano

Firenze Drumohr è uno dei più antichi marchi di maglieria del mondo, fondato nel 1770 in Scozia dove freddo e umido non mancano mai tanto che proprio qui hanno inventato il wiskey, i palid e quei pullover di shetland che grattano da morire le pelli delicate, ma tengono un caldo sensazionale.

Dopo secoli di gloriosa storia l'azienda ha dovuto chiudere i battenti finché nel 2006 l'imprenditore bresciano Michele Ciocca non ha rilevato il marchio deciso a ridargli nuova vita. Le prime mosse sono state tanto prudenti quanto intelligenti: capire la storia di Drumohr, avviare la produzione in Italia, eliminare tutto ciò che gratta la pelle ferma restando la capacità dei pullover di riscaldare chi li indossa.

Adesso sono arrivati Jan e Carlos Baker, una coppia fantastica nella vita e nel lavoro: insieme fin dai tempi della scuola di stilismo in America dove entrambi sono nati anche se vivono da talmente tanti anni a Milano che certi quartieri (per esempio Brera) senza di loro non sarebbero la stessa cosa. Insomma i due hanno disegnato una gran bella collezione rivisitando con garbo infinito una storia divertente. Negli anni Settanta Gianni Agnelli scoprì un motivo jacquard tipico di Drumohr che tecnicamente si chiama «razer blade» (ovvero «lametta») anche se lui, chissà perché, lo chiamava «biscottino». Insomma ogni anno a Natale l'avvocato ordinava per tutti i suoi amici un pullover con questo disegno a dire il vero piuttosto chic anche perché si presta a innumerevoli abbinamenti di colori. «Noi li abbiamo rifatti: grandi, piccoli, enormi, di tutte le tinte del mondo» raccontano Jan e Carlos. Dire che i biscotti piacciono a tutti è poco.

DFed