Torna nel cassetto il "decreto dignità". L’approccio statalista non funziona

Anche sul caso Ilva si rischia che l’investitore scappi dal Paese

A ffrontare i problemi e le potenzialità della gig economy oppure le grandi vertenze del lavoro come uno spot elettorale può essere dannoso per il nostro Paese e per le sorti dimigliaia di lavoratori e famiglie. La stessa scelta,fatta dalministro DiMaio, di tenere per sé due deleghe come lavoro e sviluppo economico fa capire che il governo del cambiamento punta ad occupare le prime pagine dei giornali piuttosto che risolverele emergenze. Nellamigliore delle ipotesi, la strategia è quella di rinviare sine die la soluzione di problemi così complessi. Ieri, al termine dell’incontro con alcune aziende del food delivery, nessuna traccia del «decreto dignità», ma un tavolo di confronto con sindacati e imprese, proprio come aveva suggerito Forza Italia nei giorni scorsi. Un’inversione a U per il leader grillino dopo gli annunci e le neanche tanto velate minacce. Per trovare soluzioni serve dialogo con e tra le parti coinvolte. Forza Italia propone un nuovo modello di tutele con una rinnovata disciplina assicurativa e previdenziale del lavoro autonomo, organizzato e coordinato dalle nuove piattaforme tecnologiche. Auspicabili anche forme di cooperative mutualistiche tra lavoratori autonomi per costruire un nuovo welfare integrativo. Per i rider e per gli altri lavoratori della gig economy, penso che sia possibile costruire un set di tutele che possano garantire le loro retribuzioni - anche nei casi di malattia, infortunio e maternità - e la loro sicurezza, senza l’estensione forzata della qualificazione giuridica di lavoratori subordinati. Il «decreto dignità» - nelle bozze circolate e che ci auguriamo di non rileggere - riproponeva il solito schema manicheo tra lavoratori veramente autonomi che possono permettersi di scegliere il committente e lavoratori che possono contare solo sugli istituti tipici della subordinazione: uno stampo tipicamente paternalista e neo statalista. Anche gli incontri «risolutivi» sulla vertenza Ilva, promossi da Di Maio in queste ore, non hanno ancora portato a nulla se non a un rinvio a spese dei contribuenti. Il ministro, dopo aver messo nel congelatore le idee tardo ambientaliste di Grillo - che voleva realizzare a Taranto sull’area di una delle più grandi acciaierie d’Europa un «parco archeologico» - non ha saputo, almomento, prendere decisioni concrete sulla vertenza Ilva. Se non si riesce a trovare un’intesa entro il 30 giugno, c’èil rischio cheil colossoindustriale ArcelorMittal – che si è aggiudicato la gara - vada via, spalancando un baratro davanti alle migliaia di lavoratori e all’economia di un intero territorio. Di Maio,entro tale data, riuscirà a prendere una decisione?

*Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati

Commenti

Beaufou

Mar, 19/06/2018 - 09:51

"Di Maio,entro tale data, riuscirà a prendere una decisione?". Domanda retorica: Di Maio che deve decidere sulle sorti di un'acciaieria? Ma fatemi il piacere. Chiederà lumi a questo e a quello (magari a qualche affamato di mazzette...) e affiderà un compito "esplorativo" a qualche figuro equivoco, per sentenziare, alla fine, che occorre prendersi ancora un po' di tempo per "valutare bene la situazione". Nel frattempo, Arcelor-Mittal avrà già declinato l'invito. Con Di Maio, Ilva si ridurrà a un ammasso di rottami rugginosi che si spenderà un patrimonio per smaltire, con contorno di sequestri, denunce e processi.

Ritratto di MaddyOk

MaddyOk

Mar, 19/06/2018 - 09:58

Riparte il fango su DI MAIO...ricordo che il giuramento dei ministri è avvenuto 1° giugno cioè 18 giorni fa............

mcm3

Mar, 19/06/2018 - 11:32

Ancora c'e' chi la fa parlare, chiedetigli che ha fatto negli ultimi 10 anni

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Mar, 19/06/2018 - 12:45

Infatti, che ha fatto lei quand'era al governo? Una disastrosa riforma (che reca il suo nome) dell'Università

Ritratto di Sarudy

Sarudy

Mar, 19/06/2018 - 15:00

…. brutti he stanno diventando questi fi FI e la Gelmini una delle peggiori