Tornano i satanisti nel biellese Profanata una tomba a Oropa

Un mese fa nella stessa zona un episodio identico

Una tomba aperta, il cadavere disfatto, le ossa sparse barbaramente nei paraggi. È lo spettacolo raccapricciante che sabato, alle prime luci del giorno, si è trovato di fronte un visitatore che ha avuto la sfortuna di entrare per primo nel cimitero monumentale di Oropa, in provincia di Biella. Un luogo conosciutissimo, visto che si trova accanto al celebre santuario situato a quasi 1200 metri di altitudine, dedicato alla Madonna nera e - secondo la tradizione - risalente al quarto secolo dopo Cristo.

La tomba in questione era all'interno di una cappella privata che appartiene a una famiglia di Torino. È una di quelle che si trovano nella parte superiore del cimitero, una zona poco vigilata perché per raggiungerla bisogna percorrere un sentiero. Venerdì notte qualcuno è riuscito a forzarla, ha aperto la bara di una persona morta da anni e ha compiuto la profanazione.

Il nucleo investigativo dei carabinieri guidato dal maggiore Massimo Colazzo, che ha effettuato i primi rilievi e che si occupa delle indagini insieme alla squadra mobile della polizia, spera di avere un aiuto decisivo dalle immagini dalle telecamere di sorveglianza. In attesa di un riscontro oggettivo, comunque, la pista più accreditata è quella dei riti satanici.

Quello di Oropa, infatti, non è un episodio isolato. Lo scorso 29 maggio al cimitero di Cossila San Grato che si trova a una dozzina di chilometri di distanza, era successo qualcosa di molto simile. Anche lì i vandali avevano aperto due tombe, avevano estratto dalle bare le salme di due donne sepolte a metà degli anni Sessanta e ne avevano fatto scempio. E se in quel caso gli inquirenti non avevano potuto esaminare nessun filmato perché non ci sono telecamere né all'interno del cimitero né lungo la strada che bisogna percorrere per raggiungerlo, alcuni dettagli erano apparsi inequivocabili: il pentacolo rovesciato e il 666 - che nell'Apocalisse rappresenta il numero della Bestia - disegnati sul pavimento sono simboli tradizionalmente utilizzati dagli adoratori del Diavolo. E il peso delle lapidi rimosse aveva fatto pensare che ad agire fossero state non meno di quattro persone.

Era da tempo che nel Biellese non si registravano più casi del genere, ma la forte similitudine nel modus operandi - purtroppo - fa prendere corpo all'ipotesi che in quella zona possa essere attiva una setta satanica.