Tre Cristi, gourmet ma senza sprechi

I l quarto cristo è lui, Franco Aliberti, magro e ieratico come un nazareno, arrivato da Scafati (Salerno) a dire qualcosa di nuovo in quel di Milano, cosa non facile visto che qui hablan perfino troppe voci. Eppure il Tre Cristi, all'ombra dei grattacieli di Porta Nuova, si sta pian piano ritagliando un suo spazio.

Merito, dicevamo, di Franco, e del suo staff giovanissimo (parola di merito per la bionda maître Monica Angeli, che fa onore il suo cognome in un locale in cui l'onomastica religiosa non è priva di senso). La sua cucina è - lui che nasce pasticciere e quindi educato al rigore - circolare, giottiana. Coerente fino all'estremo, senza spigoli. Prima idea: ingredienti poveri, mischiati come carte da un illusionista, proposti in ogni consistenza. Seconda idea: nessuno spreco ma un utilizzo delle parte meno nobili che lui però nomina «cavalieri» (come gli piace dire). Terza idea: semplicità non come trascuratezza e superficialità ma come lavoro di scavo. Ciò non rende il piatto concettuale e riottoso ma anzi lineare e pulito. Ce ne fossero.

Dal menu chilometrico (nel senso che precisa la «distanza» del piatto da Milano) peschiamo Panettone&Zabaione entrambi salati, i saporosi Ceci con castagne e cime di rapa, i Piedini di vitello con insalata e ortaggi (Castello), il Ravilo porro e patata, il Biancostato con cicoria (magnificissimo). Per finire la Mela, con vaniglia, biscotto e spezie.

Franco è cuoco pensatore. Da patròn e non solo chef (con la contaminazione della compagna e prossima moglie Lisa Casali, blogger e scienziata ambientaler, una che - per dire - qualche anno fa dedicò un libro alla cucina con la lavastoviglie) concepisce il locale in senso rinascimentale, in ogni sua parte. Come per il centrotavola in ceramica, che riproducono veri ortaggi poveri. Ma povero è chi non prova i Tre Cristi, ecco.

Tre Cristi, via Galileo Galileo 5, Milano. Tel. 0229062923. Mail: www.trecristimilano.com. Prezzo medio senza vini: 90 euro