Tria frena il governo: "Applicare il programma nei limiti di bilancio"

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, dal G20 manda un messaggio a Salvini e Di Maio

Un messaggio per Salvini e Di Maio. Mandato da lontano, ma che - forse - arriverà all'orecchio dei due vicepremier. A spedirlo è Giovanni Tria, a due giorni dal braccio di ferro (che il ministro dell'Economia ha perso) sul nome da mettere al vertice di Cassa depositi e Prestiti.

Il ministro Tria era al G20 e parlando con i cronisti, come riporta Tgcom24, cha detto che l'incontro è stata "un'occasione per spiegare le intenzioni del governo italiano, e l'accoglienza è stata sempre molto positiva". Insomma, secondo Tria c'è tutta la buona volontà di mettere in atto il programma di governo così come uscito dal contratto tra Lega e M5s. Ma a una condizione: il mantenersi "ovviamente" in "quei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l'instabilità".

Oltre a questo, ai colleghi del G20 il titolare di via XX Settembre ha assicurato che in Italia "non si faranno manovre pro-cicliche". Un appunto: nel caso in cui la crescita dovesse rallentarsi - dice Tria - "livello di rafforzamento del bilancio e la velocità di riduzione del rapporto debito-pil sarà valutato anche dalla volontà di contrastare un possibile rallentamento dell'economia". Ma non ci sarà una manovra bis, nonostante Bruxelles chiederebbe entro l'anno una correzione dei conti pubblici di 5 miliardi.

Commenti

Gianni11

Lun, 23/07/2018 - 01:09

L'economia non va' perche le tasse sono troppo alte, caro Ministro. Pensare in maniera statica come sta' facendo non funziona. Prima si abbassano le tasse e poi l'economia riprende. Se si aspetta che riprende senza abbassare le tasse continuiamo ad andare solo in giu'. La crescita economica non puo' avvenire se non si abbassano le tasse. La decisione non sta' al Ministro, ma al Parlamento.

Popi46

Lun, 23/07/2018 - 05:56

Questo governo è frutto della mediocrità ultradecennale delle classi dirigenti che si sono alternate nelle “stanze dei bottoni”. Il lievitare del macigno “debito pubblico” è stata la naturale conseguenza. Ora siamo nell’UE, possiamo cercare di menare il can per l’aia ancora per un mesetto, ma la legge di stabilità è alle porte... e tanti cominceranno a piangere lacrime veramente amare.

flip

Lun, 23/07/2018 - 08:02

tria. tu come quasi tutti gli altri ministri8 non contate niente. siete li perchè la Costituzione lo sancisce. ma chi dirige l' orchestra su TUTTO è il pir-la casaleggio.

HappyFuture

Lun, 23/07/2018 - 08:07

NON SI PUO' CONTINUARE COSI'! Si deve gestire la NAZIONE, non i mercati finanziari! E la nazione ha bisogno di tante, tante, tante cose! Ha bisogno di LAVORO! E lavoro significa che bisongna dare l'opportunità agli italiani, i giovani specialmente di portare il pane a casa. Troveremo un ministro dell'economia che sappia dire "NO" a Bruxelles? Buona giornata

Duka

Lun, 23/07/2018 - 08:50

Il m in. Tria ha ragione ma intanto abbiamo al governo, quindi siamo governati da una banda di truffatori e imbroglioni. HANNO RACCOLTO CONSENSO ELETTORALE CON LA MENZOGNA imbrogliando povera gente disposta ad aggrapparsi a tutto anche alle mega-balle dei 5S - VERGOFGNATEVI BIFOLCHI!!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 23/07/2018 - 09:04

Allora è impossibile fare qualsiasi cosa. Strano, la sinistra l'ha sforato nettamente, che dico, l'ha sfondato, negli ultimi sette anni. A loro è sempre tutto concesso?

HappyFuture

Lun, 23/07/2018 - 12:42

Non si DEVE PIU' RIMANERE IN europa. Se non si esce dall'EURO e l'europa saremo sempre in balia di debiti che ammazzano l'economia reale. Togliere all'economia reale, per dare alla finanza è IMMORALE. Abbiamo lasciato per troppo tempo Padoan, Monti a distruggere la nazione. E ora solo un governo forte che sappia dire NO ci allenterebbe il cappio alla gola. I palliativi di Di Maio/Salvini (osteggiati dai masochisti) rimangono palliativi.