Il tribunale dà ragione a Casapound: "Nome legittimo"

Respinto il ricorso presentato dalla figlia dell'intellettuale contro il partito

È stata rigettata la richiesta presentata al tribunale da Mary de Rachewiltz, figlia di Ezra Pound, che contestava a Casapound il diritto di utilizzare quel nome, ispirato al padre.

Una lamentela che la Corte non h accolto, sostenendo che si tratta di un nome "diverso e autonomo" rispetto a quello dell'intellettuale. "L'associazione in quanto tale opera in modo del tutto legittimo", ha detto il giudice Daniela Bianchini, sostenendo che nessun pregiudizio può derivare dall'accostamento del nome del padre all'associazione.

"Un'altra battaglia vinta - commenta il leader di Casapound Italia Gianluca Iannone - Finalmente si chiude una vicenda sulla quale sono state scritte pagine di inchiostro inutile: Ezra Pound è patrimonio di tutti, dell'umanità intera, e nessuno può rivendicarne l"esclusivà senza svilire la portata del suo messaggio. Il nostro è un omaggio a un autore acuto, non conforme per eccellenza, che abbiamo amato e studiato e la cui battaglia contro l'usura è stata il primo simbolo della lotta per il diritto alla proprietà della casa sulla quale è nataCasaPound".

Commenti

Una-mattina-mi-...

Ven, 10/06/2016 - 21:10

LEGITTIMISSIMO, COME QUELLO CHE FANNO. ALTRA COSA LA LEGITTIMITA' DEI VIOLENTI DEI CENTRI ASOCIALI, IMPUNITI, INDECENTEMENTE, GRAZIE AI SODALI, UGUALMENTE CRIMINALI.