"Troppo potere mediatico ai pm. La giustizia italiana è una follia"

Piero Sansonetti, direttore del nuovo quotidiano "il Dubbio", in edicola da martedì: "Le toghe fanno politica, riforma necessaria"

Si chiama il Dubbio, esce in edicola martedì e per 5 giorni la settimana, ha 16 pagine, full color, una redazione di 13 professionisti: è il nuovo quotidiano diretto da Piero Sansonetti. Che ha come editore la Fondazione del Consiglio nazionale forense.

Insomma, sarà il giornale degli avvocati. Con quale obiettivo?

«La linea politico-editoriale sarà quella dell'avvocatura, che si riassume così: i diritti avanti a tutto. Si propone di spezzare il predominio di un pezzo della magistratura sul mondo dell'informazione italiana e così anche la supremazia del potere giudiziario su quello politico».

E questo nome, Il dubbio?

«Fa riferimento al ragionevole dubbio verso ogni accusato. Ai diritti della difesa, che sono il fondamento dello stato di diritto. Da noi gran parte della stampa è giustizialista, amplifica le accuse, gli avvisi di garanzia, gli arresti e quando poi gran parte dei processi finisce con l'assoluzione, si scrive che è stata negata la giustizia e non c'è un colpevole. Se si sostengono le ragioni della difesa si passa per complici, così spesso vengono considerati gli avvocati di un accusato. Questa etica della colpevolezza va contrastata».

Sarà un nuovo Garantista?

«Sarà un quotidiano apertissimo, in cui parleranno tutti. Non sarà né con il governo né con l'opposizione, né di destra né di sinistra, né con Renzi né con Berlusconi. Aperto al dialogo, su tutto e con tutti».

Però, diciamolo, sarà un giornale contro le toghe.

«No, perché ce ne sono di ottime e noi vogliamo fare un giornalismo senza risse e insulti, beneducato. Contro il giustizialismo, sì. Contro quella parte forcaiola dei magistrati e della stampa, sì. Contro quel potere politico in ginocchio davanti alla magistratura, sì».

Che ne dici dell'uscita critica di Renzi sulle lentezze dei magistrati, dopo il caso Guidi, cui ha replicato l'Anm Basilicata?

«Un'uscita coraggiosa, perché è raro che un politico osi sfidare le toghe. È vero che si comincia con le accuse e non si arriva mai ai processi. Non hanno interesse a celebrarli i magistrati stessi. Altro che accuse agli avvocati sulla prescrizione: nel 70 per cento dei casi interviene in fase di indagini preliminari, quando la difesa non ha certo potuto ritardare l'iter. I guai dipendono dai tempi lunghi della giustizia. Ma quando Renzi l'ha detto, immediatamente l'Anm ha reagito. Perché è una forza politica, polemizza col governo, interviene sulle leggi da fare e come, mette in discussione continuamente l'equilibrio tra i poteri. È impressionante. In questo scambio di battute c'è il riassunto della follia che è oggi la giustizia».

Serve la famosa riforma.

«Non la fa nessuno. Non l'ha fatta Berlusconi, non la fa Renzi. E l'opinione pubblica viene spinta dal sistema dell'informazione sempre dalla parte della pena e della forca. Così, anche i diritti alla privacy scompaiono».

In prima pagina ci sono Panama papers e intercettazioni dello scandalo petrolio.

«E qualcuno si chiede se la fuga di notizie sui conti off-shore sia legale? Nessuno. O se lo siano le intercettazioni della Guidi (che ha fatto benissimo a dimettersi, beninteso) e degli altri? Nessuno. Chi si pone la questione che in Italia ci siano mille volte più intercettazioni che in Gran Bretagna? Il rispetto delle regole, il diritto alla difesa, non interessa nessuno».

Commenti

Beaufou

Gio, 07/04/2016 - 09:08

Non sono proprio della parte politica di Sansonetti, ma lo considero uno dei pochi sinistri intellettualmente onesto e preparato, fin dai tempi in cui interveniva saltuariamente a "Zapping" prima maniera. La sua analisi dei mali della giustizia italiana non si può non condividere totalmente. "In questo scambio di battute (fra Renzi e l'ANM) c'è il riassunto della follia che è oggi la giustizia". Esattamente. Chapeau. Non dice , come dico io, che è da azzerare e rifondare, ma se dice che la giustizia oggi è una follia, mi pare che il concetto sia implicito.

giolio

Gio, 07/04/2016 - 09:08

a me queste persone con il look da barboni disoccupati non mi fanno simpatia .E....fate vivere anche i parrucchieri per diamine.........

claudioarmc

Gio, 07/04/2016 - 09:22

Si sveglia ora il personaggetto

Ritratto di llull

llull

Gio, 07/04/2016 - 09:27

Sansonetti sostiene le stesse ragioni sostenute fino alla nausea da Berlusconi. Che sia diventato berlusconiano? Non credo ma con tutto ciò si vede chiaramente che le sue affermazioni sono solo una questione di buon senso. Lo era quando le stesse cose le affermava il cav e lo sono anche ora che le dice Sansonetti.

egi

Gio, 07/04/2016 - 09:32

Sta a vedere che anche la sinistra si è svegliata, ora si rende conto di aver dato tutto il potere ai giudici per opportunità politica e così si sono fregati.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Gio, 07/04/2016 - 09:32

dirò... non mi ha convinto per niente. come fa a dare del coraggioso renzi, quando lui stesso non ha fatto nulla per impedire la magistratura di accanirsi su Berlusconi? e come mai non si parla di attacchi di Berlusconi alla magistratura politicizzata? cioè, per sansonetti c'è solo renzi che è coraggioso, e Berlusconi no? ma fatemi il piacere! e poi, che vuol dire che Berlusconi non ha fatto la riforma? eccome se l'ha fatta: gli sono stati sottratti gli effetti giuridici di quella riforma! la corte costituzionale ha invalidato uno ad uno ogni riforma di Berlusconi! questo però non lo dice sansonetti! eh.... allora sta dicendo bugie anche sansonetti!!

Ritratto di centocinque

centocinque

Gio, 07/04/2016 - 09:35

Caro Sansonetti, dubito che chi fa il magistrato abbia la coscienza a posto: la semplice durtata dei processi è la prova di un modo di lavorare che si chiama scaldare le seggiole e rubare lo stipendio

timba

Gio, 07/04/2016 - 09:55

Aggiungo. Visto che già nel 94 il Berlusca aveva sollevato e previsto il problema delle pensioni (e l'avete giustiziato sulla pubblica piazza, ora realizzate che aveva ragione), visto che è dal 94 che parla di magistrati politicizzati e con manie di protagonismo (e l'avete giustiziato sulla pubblica piazza, ora realizzate che aveva ragione), visto che era contro la guerra in Libia (voi ed il vostro mentore re Giorgio l'avete obbligato a farla, ed ora gli date ragione), visto che si era tenuto amico Putin (ed ora con le sanzioni avete fatto perdere 4 miliardi di euro alle imprese italiane), visto che aveva criticato Sarkosy e Merkel (e adesso realizzate che aveva ragione)... Magari rivalutarlo a livello di statista ed ammettere che è sempre arrivato anni luce prima di voi soprattutto in politica estera??

buri

Gio, 07/04/2016 - 09:59

tanti auguri, visto il vostro schieramento avverso a certa magistratura vi serviranno

oubaas

Gio, 07/04/2016 - 15:19

...che vomitevole "voltagabbana" .....

tonipier

Gio, 07/04/2016 - 17:08

"SONO SENZA CONTROLLO" una vergogna per il popolo ITALIANO subire affronti disumani, Non solo fanno politica a senso unico...ma sono soprattutto telecomandati da noti studi legali...compreso altri legami. ( vorrei capire da dove parte la prima vera mafia?)

oubaas

Sab, 09/04/2016 - 18:33

...Sansonetti ? una vergogna nella vergogna.....

ARGO92

Dom, 24/04/2016 - 10:46

anche lui come tutti i sinistrati quando gli fa comodo SCOPRE L ACQUA CALDA

tonipier

Dom, 24/04/2016 - 16:03

" IL DECLINO DEI VALORI DELLA AVVOCATURA" Una categoria professionale vale quanto valgono i suoi rappresentanti. Il prestigio ed il decoro di una organizzazione o di una assemblea rappresentativa sono in rapporto diretto con la sagacia e con la onorabilità di coloro i quali concorrono alla sua costituzione. il vertice di una organizzazione non può che riflettere la qualità della sua base. Una assemblea o rappresentanza elettiva non è che la proiezione delle qualità morali e sociali dei rappresentanti.

tonipier

Dom, 24/04/2016 - 16:12

"IL DECLINO DEI VALORI DELLA AVVOCATURA" Se gli ordini professionali avessero avvertito, sia pure ad intervalli irregolari, la necessità di rivendicazione del primato e della pari dignità dei propri rappresentanti rispetto alle espressioni della funzione giurisdizionale, l'avvocatura non sarebbe stata emarginata o relegata in posizione di subalternità nei rapporti con la magistratura, soprattutto nei rapporti con magistrati meno provveduti di adeguato senso di eticità e di controllo, proclivi alla arroganza, alla elusione del dovere di riconoscimento e di rispetto del ruolo e della funzione degli avvocati. Le tare della arroganza contagiano spesso il personale della cancellerie e delle segreterie degli uffici giudiziari.