Trovate nel covo di via Gradoli ma stranamente ne manca una

Roma Diciassette audiocassette inedite (più una scomparsa). È questo il titolo del nuovo capitolo dell' affaire Moro, che da 37 anni percorre come un fiume carsico la storia e la controstoria dell'Italia. La notizia arriva dalla commissione bicamerale di inchiesta «sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro» e se non altro ha il pregio di far conoscere l'esistenza di questo organismo che opera e dà da fare, si spera, a 60 parlamentari in nome di un delitto di quasi due generazioni fa: un presidente (Giuseppe Fioroni, Pd), due vicepresidenti (Gaetano Piepoli del Pi e Lucio Rosario Filippo Tarquinio di Forza Italia), due segretari e a 55 membri, 28 senatori e 27 deputati (ma solo perché il presidente è un deputato).

Uno dei membri, il deputato del Pd Gero Grassi, annuncia che «il presidente Giuseppe Fioroni ha acquisito diciassette cassette audio-registrate ritrovate tra i reperti del covo brigatista di via Gradoli grazie al lavoro della dottoressa Antonia Giammaria, magistrato distaccato presso l'organismo parlamentare». Il valore di tali reperti potrebbe essere enorme: «Non risulta - spiega infatti Grassi - da nessun atto giudiziario che il contenuto di queste cassette sia mai stato ascoltato e verbalizzato». Dove siano state nascosti questi diciassette nastri in un appartamento che è stato rivoltato in ogni centimetro più e più volte è solo uno dei tanti misteri italiani, non certo il più misterioso. Con in più un piccolo giallo aggiuntivo: «Da quel che si conosce dagli atti erano 18 le cassette registrate ritrovate nel covo e mai ascoltate: a oggi ne manca dunque una». Dove sarà finita? Boh. Certo è che la commissione non vuole che ne spariscano altre: «Per il momento - tranquillizza Grassi - le cassette sono dunque nella cassaforte della Commissione, presto ne conosceremo il contenuto e ne valuteremo la sua rilevanza per le nostre indagini».

Il primo problema per la commissione sarà quella di trovare un mangianastri in grado di riprodurre le 17 cassette. Su e-bay e a Porta Portese stanno giù lucidando il modernariato. Il più importante quello di gestire l'aspettativa degli storici sul contenuto di quelle lunghe ore di reperti audio. «Il riserbo e la prudenza - avverte il vicepresidente della commissione, il deputato Gaetano Piepoli - sono l'unica bussola che la ricerca della verità ha per non smarrirsi nel labirinto delle infinite ipotesi. C'è pertanto assoluto bisogno che il lavoro della commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro sia operosamente solidale in questa direzione anche in futuro».