Trovati morti i tre italiani scomparsi sul Monte Bianco

Luca, la fidanzata e il fratello scivolati in un canalone

Tutti morti. Nel giorno del compleanno di Luca. Ancora legati, come tre amici veri, nella vita come sui monti. Luca Lombardini, 31 anni proprio quel maledetto 7 agosto; suo fratello Alessandro, tre anni di più e tanta esperienza come finanziere del soccorso alpino di Bardonecchia; Elisa Berton, 28 anni, fidanzata di Luca e grande appassionata di montagna oltre che campionessa di mountain bike sono stati inghiottiti da un canalone che scende per 300 metri dalla Petite Aiguille Verte, quota 3512.

Un compleanno da festeggiare, la passione per i monti, condivisa e indomita, nonostante proprio il papà dei fratelli Lombardini una decina di anni fa avesse perso la vita anni fa, sempre in Francia, per un malore dopo una giornata di sci. Ognuno ha il suo destino, si erano detti a Orbassano e Bruino, i paesi dei ragazzi. E loro belli e solari, seri e allenati alla montagna non avevano rinunciato. Tante gite, tante foto in cui sorridono insieme. Martedì scorso erano pronti: volevano scalare il monte Bianco. In questa afosa estate di divieti e numero chiuso, la via normale francese è chiusa, il versante italiano non è in buone condizioni.

Restava loro la via delle creste o, meno probabilmente, la via invernale dei primi scalatori dell'agosto 1786. Entrambe vanno prese da Chamonix: quest'anno, il collegamento dall'Italia è chiuso. È qui che si dirigono i tre piemontesi, ma un altro guasto ferma anche la funivia per l'Aiguille du Midi e creerà pure un piccolo equivoco fra toponimi nelle prime ricerche. Una delle vie al Bianco passa, infatti, per le Grands Mulets, ma la loro auto viene trovata ai piedi degli impianti delle Grands Montets. Unendo questa informazione con l'ultimo sms di Elisa che ora suona tragico - «Funivia chiusa, niente Bianco, facciamo qualcosa di più facile» - la gendarmeria francese e i soccorsi piemontesi, con i colleghi di Alessandro si spostano verso la zona dell'Aiguille Verte che si raggiunge appunto da Argentiere e da quegli impianti dove i ragazzi sono stati avvistati per l'ultima volta alle 7.50 di martedì 7 agosto. Intanto a Courmayeur nel pomeriggio si scatena l'inferno: una frana in val Ferret fa due morti e annuncia un maltempo diffuso. Anche sul versante francese il meteo si fa pessimo e fa interrompere le ricerche scattate subito perché i cellulari dei ragazzi suonavano a vuoto dalla mattina e perché per quella gita si va e si torna in giornata.

Elicotteri, anche droni, oltre a diverse squadre di uomini li hanno cercati per 48 ore, setacciando la zona, nonostante il caldo e il maltempo rendessero i canali franosi e la neve pericolosa. Ieri, ultima chance: ecco, un radar arrivato da Marsiglia che capta onde anche di cellulari spenti. Luca lo trovano così, per primo. Lo recuperano col verricello, tagliando la corda cui presumibilmente sono legati Elisa e Alessandro, che restano ancora li sul monte, perché il maltempo non permette per ora ai soccorritori di calarsi nel couloir che scarica rocce e neve.