Trump e la Clinton scoprono le carte. E spunta il "Billary"

Per il repubblicano i rifugiati "faranno l'11 settembre bis". La democratica darà un posto da economista al marito Bill

New York - Hillary Clinton arruola il marito come «zar» dell'«economia», Donald Trump la spara grossa e afferma che i rifugiati compiranno un attacco in stile 11 settembre negli Usa. La lunga maratona verso l'election day dell'8 novembre è ormai entrata nel vivo tra i front runner delle due sponde del Potomac.

Sul fronte democratico, Hillary Clinton durante la campagna per le primarie in Kentucky ha promesso che l'ex presidente Bill sarà «incaricato di rivitalizzare l'economia» se lei sarà eletta Commander in Chief. «Perché lui sa come farlo, specialmente in luoghi poveri, o in parti del Paese rimaste tagliate fuori», ha spiegato l'ex first lady, alludendo ai successi economici degli otto anni di presidenza del marito. La candidata democratica ha deciso di puntare sino in fondo sul marito, tanto che gli osservatori stanno già parlando di un nuovo «Billary», una Casa Bianca per due. Questo nonostante per molti Bill sia stato sino ad ora un'arma a doppio taglio, poiché sebbene nessuno l'abbia sostenuta più di lui, spesso l'ha anche involontariamente danneggiata. In campo repubblicano, invece, Donald Trump è tornato a cavalcare uno dei punti forti della sua campagna elettorale, la crisi dei migranti, con un'affermazione choc. Secondo lui, i rifugiati in arrivo negli Stati Uniti da zone di guerra compiranno un attacco terroristico simile a quello dell'11 settembre.

«Ci saranno attacchi inimmaginabili, compiuti da quelle persone che stanno entrando nel Paese», ha spiegato in un'intervista radiofonica ripresa da BuzzFeed. Il re del mattone non ha dubbi, anche perché, ha insistito, «i rifugiati hanno con sé telefonini con sopra la bandiera dell'Isis. Chi paga per il loro abbonamento?». Se nei giorni scorsi Trump aveva fatto una parziale marcia indietro sull'idea di bandire i musulmani dagli Stati Uniti definendola solo un «suggerimento», ora ha riacceso i riflettori sull'immigrazione. Prima c'è stato il botta e risposta con il neo-sindaco di Londra Sadiq Khan, per il quale aveva offerto di fare «un'eccezione» al divieto di ingresso dei musulmani negli Usa. Poi lo scontro con il premier britannico David Cameron, che ha definito stupidi i suoi commenti, e a cui il miliardario ha risposto dicendosi «offeso». Infine, la nuova sparata sui rifugiati. Forse però, secondo taluni osservatori, è un modo con cui il candidato del Grand Old Party sta tentando di mettere a tacere le polemiche sui suoi rapporti con il gentil sesso, al centro di un'inchiesta pubblicata nel weekend dal New York Times. Dall'indagine sono emerse decine di testimonianze di donne che hanno tracciato un profilo del tycoon avvezzo alle avance non richieste e alle battute pesanti verso le diverse compagne e collaboratrici, a cui lui, puntuale, ha replicato dicendo: «Occupatevi piuttosto dei Clinton».

In sua difesa è sceso in campo il presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, Reince Preibus, che ha parlato di «operazione mediatica» in cui a suo parere c'è lo zampino di Hillary: «È una classica operazione Clinton», ha detto. Mentre a gelarlo ha pensato invece il presidente Barack Obama. Nel corso del discorso ai neo-laureati della Rutgers University in New Jersey Obama - pur non chiamandolo mai direttamente per nome - ha incalzato Trump sui suoi cavalli di battaglia, affermando che le sfide di un mondo in rapido cambiamento non si affrontano alzando muri. «In politica e nella vita - ha concluso - l'ignoranza non è una virtù».