La Turchia appoggia l'Italia sull'immigrazione: "Roma lasciata sola da Bruxelles"

Nel corso di una conferenza stampa, l'ambasciatore turco a Roma ha espresso solidarietà all'Italia: "Proprio come noi, il vostro paese è stato lasciato solo dall'Europa"

L’alleato che non ti aspetti: sul caso migranti, l’Italia trova un inedito appoggio da parte della Turchia, il cui ambasciatore a Roma, Murat Salim Esenli, nelle scorse ore esprime solidarietà al nostro governo sul fronte della gestione dell’immigrazione.

Intervenuto in un incontro con i giornalisti presso l’ambasciata turca in Italia, il rappresentante diplomatico del paese anatolico afferma di sentirsi particolarmente vicino alle posizioni dell’esecutivo italiano e, in particolar modo, alle recriminazioni nei confronti dell’Europa.

“L'Italia, così come in passato la Turchia – dichiara Murat Salim Esenli – è stata lasciata sola dall'Unione europea nella gestione del dossier migranti, la storia si ripete”.

Il riferimento dell’ambasciatore turco, è all’atteggiamento di Bruxelles tenuto negli ultimi anni con il suo paese: “Noi abbiamo accolto 4.2 milioni di profughi – prosegue il diplomatico – Di cui 3.6 sono siriani. Dopo tante richieste di aiuto, l’Ue si è decisa ad aiutare la Turchia solo nel 2015, quando l'ondata di profughi si è diretta verso l'Europa, ponendo le basi per l'accordo firmato l'anno successivo”.

Ma anche su questo accordo non mancano riserve da parte dell’ambasciatore: “Bruxelles non ha tenuto fede a tutti gli impegni assunti in quella sede – rivendica Esenli – finora, su un totale di 3+3 miliardi di dollari previsti dall'intesa, l'Unione europea ha stanziato a favore della Turchia solo 2.2 miliardi di dollari”.

In poche parole, secondo la Turchia dall’Ue arrivano solo promesse ma nel concreto il paese risulta lasciato solo nell’affrontare la problematica migratoria. Da qui la sponda inattesa verso Roma, a cui Esenli rivolte la propria solidarietà ed il proprio plauso per come in solitaria starebbe svolgendo il lavoro di soccorso ed accoglienza dei migranti.

La conferenza stampa dell’ambasciatore peraltro è convocata per parlare delle iniziative relative al ricordo del fallito golpe in Turchia, che il prossimo 15 luglio vedrà il suo terzo anniversario.

L’incontro con i giornalisti si trasforma di fatto in un duro attacco alle istituzioni europee. Oltre alle accuse di aver lasciato da sola la Turchia, da cui scaturisce la solidarietà verso l’Italia, Esenli ricorda che oramai non si registra più alcun avanzamento delle trattative per l’adesione di Ankara all’Unione Europea.

Nonostante le promesse – tuona ancora l’ambasciatore – E nonostante i nostri impegni anche sul fronte migratorio, non si registrano progressi nelle trattative”.

Nel ribadire il proprio sostegno all’Italia, Esenli auspica un dialogo più produttivo con la prossima commissione europea scelta dal nuovo parlamento di Strasburgo. Di certo il governo turco negli ultimi anni ha abituato a colpi di scena e provocazioni, categoria all’interno della quale catalogare l’improvvisa solidarietà all’Italia.

Ankara, nel dare sostegno a Roma, getta anche più di un occhio sulla Libia visto che l’Italia riconosce il governo di Al Sarraj a sua volta appoggiato (a suon di droni ed armi arrivate nelle settimane scorse a Tripoli) dalla Turchia di Erdogan. Un modo quindi non solo per rimarcare le divergenze con l’attuale governance europea, ma anche per cercare una comoda sponda sul caos libico in cui la Turchia appare attualmente un’attrice protagonista sul campo.

Commenti

killkoms

Gio, 11/07/2019 - 14:12

con una differenza.la turchia ha avuto 3 miliardi dalla ue!noi poco o nulla!

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 11/07/2019 - 15:03

Grottesco che ci venga data ragione da voci provenienti dalla Turchia! Invece nella UE (Unione Eccentrica) va tutto bene così: i "padroni" tedeschi, di chiara discendenza Hitleriana, fanno quello che vogliono, ergo salvano migranti nel Mediterraneo, incassano il "premio" da fonti arabo-islamiche, mentre ci rispediscono con volo aereo i migranti sbarcati in Italia e poi trasferitisi in Germania. Più di un doppio gioco, lo direi "triplo": basta fare i conti! Peggio loro o gli alleati Francesi?