Tutti i segreti di "Rousseau" il Grande fratello dei 5 Stelle

L'eredità digitale di Casaleggio testata in esclusiva da «il Giornale»: il sistema operativo per discutere e votare i disegni di legge. Con la sezione raccolta fondi e l'assistenza legale

Morto Gianroberto Casaleggio, arriva Rousseau. Se ne va il fondatore, il vero ideologo e «inventore» del Movimento Cinque Stelle e arriva il cervellone digitale, lo strumento tanto promesso e voluto proprio da Casaleggio per concretizzare il suo sogno di democrazia diretta e partecipata attraverso la rete. Un «sistema operativo» che negli ideali del guru avrebbe dovuto convogliare in un'unica piattaforma il dibattito politico, la scelta dei candidati e delle decisioni da prendere, ma persino la diffusione delle conoscenze. Di cosa si tratta? Per scoprirlo ci siamo infiltrati nel M5S e abbiamo provato a usarlo per il Giornale.

Una prima versione del «sistema operativo» (quella che gli informatici chiamano «versione alpha») era online già da fine ottobre 2013 e permetteva di votare e discutere le proposte di legge e partecipare alle varie decisioni su candidati, espulsioni, ecc. Si trattava di una bozza di quello che aveva in testa Casaleggio. Una versione rilasciata per accontentare gli attivisti e forse anche i media che volevano uno strumento concreto dopo tante parole, in un momento in cui il M5S stava diventando sempre più conosciuto e importante nel panorama politico italiano. La scomparsa del guru ha però accelerato la nascita di Rousseau, su richiesta dello stesso Casaleggio che voleva lasciare così un suo «testamento digitale». Una versione ancora grezza di quello a cui sta lavorando la Casaleggio Associati (che ha creato e gestisce la piattaforma). A cambiare è innanzitutto l'interfaccia (guarda le immagini), la grafica con cui gli utenti sono chiamati ad interagire. La funzione principale resta una sola: dibattere, modificare o votare le leggi o i provvedimenti che a vari livelli verranno proposti dai politici M5S e partecipare alle decisioni del movimento. Anche in questo caso sempre rispondendo a domande imposte «dall'alto».

Inoltre è possibile contribuire con donazioni o partecipando a varie iniziative di raccolta fondi (fund raising lo chiamano loro, ma la sostanza non cambia). Ma non solo: in Rousseau è stata integrata anche lo «Scudo della rete» (finora una sezione del blog di Grillo), in cui trovare un avvocato che possa difendere gli iscritti da eventuali cause intentate «a scopo intimidatorio» o per questioni legate alle attività del movimento. Una pratica mappa di Google aiuterà a trovare lo studio legale più vicino, mentre un link permetterà di proporsi come avvocato volontario.

Quello che è più interessante però è quello che ancora non c'è in Rousseau. In particolare verranno integrati i meetup sparsi per la rete e per l'Italia. Un modo di «centralizzare» quello che ora è frammentato (non è raro il caso di più gruppi nella stessa città), perché si possa riunire tutto sotto un unico cappello e creare una sorta di Grande Fratello a Cinque Stelle. Non è da escludere, tra l'altro, che ogni iscritto vedrà solo i meetup della propria zona, come già succede per la sezione che riguardano voti e leggi locali. Per gli iscritti sarà possibile inoltre garantiscono le descrizioni delle nuove funzioni proporre leggi e decisioni da sottoporre agli altri attivisti, oltre a dettare tempi e metodi per le scelte del movimento. Difficile però che anche in questo caso non intervenga una filtro dall'alto, al grido di «uno vale uno», ma qualcuno vale di più.

Infine la funzione più inquietante della piattaforma: una sezione di e-learning dove gli eletti M5S diventeranno docenti «per dare un supporto a chi per la prima volta entra in una istituzione per fornirgli indicazioni su come operare. Ad esempio, sul funzionamento di una commissione parlamentare o di un consiglio regionale». Insomma, una scuola a Cinque Stelle dove difficilmente verranno proposti temi e idee diverse da quelle dei vertici. E, si sa, quando si riduce sempre tutto a una sola voce difficilmente si migliora la cultura generale della popolazione.

Commenti

Gualtiero72

Sab, 16/04/2016 - 21:17

Ho sempre ammirato Montanelli. Era disposto a perdere il posto ma difendeva sempre il suo punto di vista. Non ci sono più i giornalisti di spessore e carattere di Montanelli. Lui si che si faceva rispettare. In quanto a questo articolo, e' di una inutilità' mortale. Casaleggio era molto più' in buona fede di tutti i partiti messi insieme. Ce n'è fossero di politici così. Riposi in pace ( se lo lasciate in pace). Perfino Bossi era al funerale ed ha avuto parole di ammirazione per Casaleggio, e questa sarebbe una notizia. Buonasera a tutti

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Dom, 17/04/2016 - 07:29

A me sembra il più becero komunismo ON-Line. Niente da fare, se l'italiano non puo' mettere il suo cervello all'ammasso , non é contento. lol lol lol

Gaeta Agostino

Dom, 17/04/2016 - 10:06

Gualtiero72. Il suo intervento è la riprova che il giornalista ha colto nel segno. Non una critica a Casaleggio, non una critica al movimento, ma, purtroppo per Lei, il giornalista ha voluto evidenziare come da un'idea buona possa sorgere un obbrobrio democratico. Il culto del capo,chiamalo moderatore, leader o direttorio, è tipico delle dittature. Casaleggio stesso nella sua clip "Gaia" menziona come la comunicazione può soggiogare le masse e renderle cieche e sorde ad ogni tipo di confronto e pone come esempio, aivoi rivelatore, Hitler, Stalin, Mussolini ed altri di come con la comunicazione globale si soggiogano le masse povere di spirito critico. Si è mai posto il dubbio di chi fa lo "screaning" sulla rete degli interventi degli iscritti?