Twitter e politica, Gasparri è il più social: "Sono multitasking"

Il senatore di Forza Italia è il politico più attivo sul social network: scrive 134 tweet al giorno. E lui ci spiega perché

Dall’ampolloso politichese alla sintesi e all’immediatezza dei 140 caratteri di Twitter. Così cambia la comunicazione e il linguaggio della politica grazie ai social network. Che sia effettivamente un bene o un male è difficile stabilirlo, ma è certo che con Facebook e Twitter è inevitabile che il dibattito si sposti sulle bacheche online. Uno studio – “Tweet Politics” – condotto da Comin&Partners e Eikon strategic consultin ha passato ai raggi X le conversazioni (più o meno accese) politiche e istituzionali su Twitter: la ricerca ha preso in considerazione 150mila messaggi di 700 parlamentari tra il 1 ottobre e il 30 novembre. I risultati? Il politico con il maggior numero di follower non è Matteo Renzi, ma Beppe Grillo. Ma il vero cinguettatore seriale della politica italiana è Maurizio Gasparri: il senatore di Forza Italia (e vicepresidente del Senato) scrive 134 tweet al giorno. IlGiornale.it gli ha riconosciuto il primato.

Senatore Gasparri, ha vinto la medaglia d’oro come politico più attivo su Twitter.

"Ecco, una precisazione. Non è che allora non lavoro: essendo attivo tante ore al giorno ho anche il tempo per twittare. Si tratta di messaggi di pochi caratteri, che portano via pochi secondi".

Si vede, è uno stakanovista: ne scrive quasi 134 al giorno.

"Sì, ma non stiamo parlando mica di letteratura. In un post ci sono al massimo 140 caratteri: ci vuole ben poco a scriverlo. Poi, tra l’altro, per la stragrande maggioranza sono retweet. E comunque io sono multitasking, non certo da oggi".

L’arena della politica o comunque del dibattito si è trasferita in larga parte sulle bacheche dei social network. Il che è da vedere se sia positiva o negativa come cosa.

"Funziona così. Sono sempre stato particolarmente attento ai progressi nel modo di fare comunicazione, fin dagli anni Novanta, dai tempi di Alleanza Nazionale e dall’arrivo di Internet. Twitter è estremamente comodo".

Ma è anche il modo più facile per litigare a colpi di hashtag. Anche lei, ultimamente, è stato protagonista di una contesa.

"Certo, il litigo è una deriva negativa del mezzo, così come la moltiplicazione eccessiva del messaggio, che sfocia nello spam. Spesso accade che c’è chi provoca e fa polemica aprioristica, spostando il baricentro dell’attenzione su altro rispetto al nocciolo iniziale del tema o della discussione. Devo imparare a non cascarci".

Tre motivi per i quali usa Twitter così tanto?

"L’immediatezza della comunicazione, la sintesi e la possibilità di interloquire con un personaggio importante o con il cittadino in maniera così facile, diretta".