Uggetti torna sindaco, l'ira degli alleati

Il primo cittadino di Lodi lascia i domiciliari e si riprende la carica. Sel: non doveva

Cristina Bassi

Milano Appena tornato libero, si è presentato in municipio. Come se niente fosse e facendo molto arrabbiare gli (ormai ex?) alleati di Sel. Simone Uggetti, il sindaco Pd di Lodi arrestato lo scorso 3 maggio con l'accusa di turbativa d'asta, si è rimesso la fascia tricolore.

Ieri il gip lodigiano Isabella Ciriaco, dopo il primo rifiuto di una settimana fa, ha accolto la richiesta di revoca degli arresti fatta dai difensori e ha rimesso in libertà Uggetti e il suo presunto complice Cristiano Marini. Il sindaco era stato prima in carcere a San Vittore e poi, dal 13 maggio, ai domiciliari. Tecnicamente con la revoca della misura cautelare è decaduta anche la sospensione della carica di primo cittadino. Allo stesso modo l'ex vice presidente della Regione Lombardia Mario Mantovani, a processo da ieri a Milano per corruzione, concussione e turbativa d'asta, era tornato in carica in Consiglio dopo la scarcerazione. Anche se si era dimesso da vice di Maroni.

Uggetti ha immediatamente esercitato il proprio diritto. «È già accorso in municipio per incontrare la sua giunta - denunciano le consigliere di Sel Michela Sfondrini e Alice Sari - e pare intenzionato a fare esattamente ciò che abbiamo ritenuto per tutta la durata del suo allontanamento inaccettabile e inammissibile: tornare per ricominciare da dove era stato interrotto». È nel proprio ufficio di sindaco che Uggetti avrebbe commesso i reati per cui è indagato, truccando la gara per la gestione di due piscine pubbliche scoperte. Sel chiede che i consiglieri di maggioranza si dimettano e lo stesso ha chiesto l'opposizione al primo cittadino. Il vicesindaco facente funzioni, Simonetta Pozzoli, aveva spiegato che la giunta deve prima mantenere impegni urgenti. Tra questi anche l'apertura di una delle due piscine oggetto del bando sotto accusa, la Belgiardino. Solo dopo gli assessori decideranno il da farsi in accordo con Uggetti.

«È stato 33 giorni in carcere, non può essere contento - spiega uno dei legali del sindaco, l'avvocato Pietro Gabriele Roveda -. Il suo è un arresto che poteva essere evitato». Non è escluso che la difesa del primo cittadino presenti nei prossimi giorni un'istanza di patteggiamento o la richiesta di rito abbreviato. Intanto il gip ha accolto quella del pm Laura Siani, che ha condotto le indagini, di procedere con il rito immediato. Il processo partirà il prossimo 21 luglio a Lodi e vedrà alla sbarra, oltre a Uggetti e Marini, il presidente della Wasken Boys Luigi Pasquini e il responsabile unico del procedimento della gara al centro dell'inchiesta, il vicesegretario generale del Comune Giuseppe Demuro.