Ultimo ballo a Riccione: muore di ecstasy a 16 anni

È crollato in mezzo alla pista, davanti ai due amici con cui era in vacanza. Si cercano gli spacciatori

nostro inviato a Rimini

Morire a sedici anni per colpa di una pasticca. Di un gesto semplice, veloce ma altamente irresponsabile. Morire per la fatale leggerezza di un attimo.

È successo ieri mattina all'alba. Erano passate da poco le quattro quando un'ambulanza ha raggiunto il celebre Cocoricò, uno dei locali più in voga della Riviera romagnola.

Lì ogni sabato sera più di ottomila persone si ritrovano per ballare e divertirsi. Lì, però, per Lamberto Lucaccioni il divertimento e la spensieratezza sono finite all'improvviso e brutalmente. Lo ha stroncato un arresto cardiaco. Lamberto aveva sedici anni. L'età giusta per chi cresce con l'impazienza di entrare in discoteca. L'età sbagliata, però, se ti si presenta l'occasione di assumere droghe micidiali. Nello specifico, dicono i medici che l'hanno soccorso, dovrebbe essersi trattato di una pasticca di Mdma (ovvero l'ecstasy). Il giovane corpo di Lamberto- che era venuto in Riviera da Città di Castello (Perugia) in vacanza con due amici- non ce l'ha fatta e giace ora nella camera mortuaria dell'ospedale Ceccarini. La magistratura ha disposto ulteriori esami tossicologici per accertare la natura delle sostanze assunte, mentre i carabinieri di Riccione si stanno impegnando per ricostruire gli ultimi momenti del giovane e dei suoi amici e soprattutto per individuare chi e come avrebbe dato al giovane il «veleno» che lo ha ucciso. Al riguardo hanno disposto anche il sequestro delle immagini delle telecamere a circuito chiuso del locale.

Sulle spiagge di Riccione ieri pomeriggio non si parlava d'altro. Soprattutto tra i giovani. La tragedia consumatasi al «Cocco» (come lo chiamano da queste parti) non era così imprevedibile, dicono. Visti i numeri e vista l'atmosfera che si respira il sabato sotto la piramide di acciaio e ferro della celebre discoteca romagnola. «I ragazzini vanno là per spaccarsi» tuonano i più grandi, i ventenni. Però, poi, si scoprono tutti concordi nell'ammettere che no, proprio non è possibile fare controlli più severi e selettivi.

Tutta la città si sente devastata per la tragedia. Ed è lo stesso primo cittadino che si assume il compito di portavoce della comunità. «Oggi è un giorno di lutto - spiega, commossa Renata Tosi -. Nulla, nessun provvedimento che si potrà adottare, darà sollievo alla famiglia di questo ragazzo». Il sindaco già ieri pomeriggio era al suo posto in Comune per una riunione d'urgenza della giunta. Per fare il punto - dicono - e per discutere tutti gli aggiornamenti offerti da medici, carabinieri e proprietà del locale. I ben informati parlano di una giunta intenta anche a ipotizzare misure estreme, se utili per stroncare sul nascere un fenomeno come questo.

E pensare che nemmeno un mese fa proprio i responsabili del Cocoricò (considerata una delle migliori discoteche d'Europa) avevano ideato insieme con chi porta avanti la comunità di recupero di San Patrignano una festa-evento per combattere la diffusione della droga e dell'alcol tra i giovani. L'auditorium della comunità, il 26 giugno scorso, si è trasformato in una discoteca, con dj di livello come Claudio Coccoluto e Luca Agnelli alla consolle.

Ieri i responsabili della Comunità hanno preferito affidare il loro pensiero a un comunicato. Dove si punta l'indice contro la crescente tolleranza verso gli abusi e contro l'idea che «divertimento e trasgressione debbano sempre essere associati» nell'immaginario dei giovani.