Un'altra mancia ai professori dal governo bonus da 500 euro

Dopo gli 80 euro arriva la «carta» per l'aggiornamento professionale, così Renzi prova a placare le proteste per la sua riforma. Fi: misura generica. M5S: marchetta

RomaMatteo Renzi chiude la bocca agli insegnanti che protestano con un bonus di 500 euro per la formazione. Il premier lo annuncia in un tweet , in cui posta anche la foto della sua firma in calce al decreto.

Succede alla vigilia dell'incontro, fissato per oggi pomeriggio, tra il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e i segretari generali dei sindacati scuola, che ha come primo punto all'ordine del giorno proprio la formazione dei docenti. Alla vigilia anche delle iniziative in molte città d'Italia contro le misure del governo, che prevede un presidio davanti al Miur con fiaccolata finale.

Tempismo perfetto, quello del presidente del Consiglio, che sbaraglia i giochi con la nuova mossa dal sapore molto elettorale. Un modo per acquisire consenso attraverso la distribuzione di una carta elettronica con i 500 euro per l'acquisto di libri, corsi, software, hardware, ingressi a eventi culturali utili per l'aggiornamento professionale. Per quest'anno scolastico il denaro arriverà direttamente agli insegnanti di ruolo di ogni ordine e grado di istruzione, compresi i neoassunti e solo per il prossimo sarà distribuita la carta.

Ma la mossa di sbloccare il bonus per i professori viene subito criticata dalle opposizioni. Il Movimento 5 stelle parla, senza mezzi termini, di «marchetta elettorale». E avverte: «Se Renzi e Giannini pensano di poter comprare il consenso dei docenti con 500 euro, che messi direttamente in busta paga ricordano tanto il trucchetto degli 80 euro con cui il Pd vinse le elezioni europee, allora si sbagliano di grosso».

La responsabile di Fi per scuola e università Elena Centemero giudica un errore escludere dal bonus dirigenti scolastici e personale amministrativo e considera il provvedimento troppo generico: sarebbe stata «opportuna e necessaria da parte del Miur l'indicazione degli ambiti nei quali svolgere l'aggiornamento», come competenze digitali, strumenti per l'integrazione di alunni disabili e stranieri e nuove richieste del mercato del lavoro.

«Renzi sigla ancora una volta la politica delle marchette», protesta il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Fabio Rampelli, usando lo stesso termine dei grillini.

Ma premier e ministro si godono, dopo tanti attacchi, questo momento di grazia. La Giannini sottolinea che è un altro «impegno mantenuto», che con «la Buona Scuola la professione insegnante torna finalmente ad essere valorizzata», che sono investimenti importanti e duraturi nel tempo. Il ministro spiega che oltre ai fondi per la carta, 381 milioni all'anno, sono previsti 40 milioni annuali per la formazione in servizio e 200 per la valorizzazione del merito. «Si tratta - sottolinea - di evidenti segnali di attenzione concreta da parte del governo nei confronti dei docenti». Il sottosegretario Davide Faraone inquadra tutto nella «Fase 3», con 55mila nuovi docenti arrivare nelle scuole tra fine novembre e primi di dicembre.

Nei sindacati c'è chi applaude al bonus -formazione, come il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi: «Riconoscere le spese sostenute dagli insegnanti per la propria professione deve avere carattere strutturale. È una scelta del governo che accogliamo positivamente». E chi è più critico, come il segretario generale dell'Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo: «Giusto investire sulla formazione, ma pochi euro non bastano. Oltretutto, il decreto sulla carta elettronica si inserisce in una riforma della scuola che resta un vero disastro».