Un'azionista tenta il suicidio in banca

Si barrica nella sede di Veneto Banca. Ha perso due milioni

Treviso - Prima il fratello e ora la sorella. Ci aveva provato l'anno scorso, Claudio Fagan, 62 anni di Montebelluna, azionista e correntista di Veneto Banca, a togliersi la vita. E ieri un altro disperato gesto da parte della sorella: Mara Fagan, 54 anni, insegnante alla scuola elementare. I fratelli Fagan ieri mattina si sono presentati nella sede storica di Veneto Banca a Montebelluna (Treviso), barricandosi all'interno per quasi cinque ore, per riavere indietro i propri soldi, quasi due milioni di euro, e per avere delle risposte. La donna si è piantata sul braccio sinistro una siringa carica di insulina e ha minacciato di premerla qualora non avesse parlato con i vertici di Veneto Banca. Vertici che non esistono più, vista la procedura di liquidazione e quindi nessuno aveva titolo per parlare.

Subito è scattato l'intervento dei carabinieri, allertati dai dipendenti della filiale, e del maggiore Sabatino Piscitello che ha contattato i commissari liquidatori giunti sul posto. Ma la donna, nonostante questo, ha cominciato a premere la siringa e a quel punto i militari sono riusciti a bloccarla. È stata trasportata d'urgenza in ospedale, dove è stata sottoposta a una terapia farmacologica. Non è in pericolo di vita. Stesso copione l'anno scorso. Il fratello, ex dirigente di una casa farmaceutica fallita, aveva tentato il suicidio negli uffici del centro direzionale dell'istituto, sempre nello stesso modo, estraendo una siringa di insulina e minacciando di farla finita. Lui e la sua famiglia non hanno più nulla.

Prima del tracollo di Veneto Banca, Fagan e i suoi parenti detenevano azioni per due milioni di euro. «Ho perso tutto, volevo uccidermi», aveva detto. Come fece, il 28 novembre 2015, il pensionato di Civitavecchia, Luigino D'Angelo, 68 anni, ex operaio dell'Enel. Lui aveva perso 100mila euro che aveva investito sulle obbligazioni subordinate di Banca Etruria. I risparmi di una vita azzerati dalla sera alla mattina e così lui aveva preso una corda e si era impiccato.

Ma in Veneto i casi non mancano. Anche Antonio Bedin, pensionato di 69 anni, ex perito chimico, a giugno dell'anno scorso, si è sparato nella sua casa a Montebello Vicentino in provincia di Vicenza. Aveva comprato 8mila azioni della Popolare di Vicenza, per un valore che nel 2015 era di quasi 500mila euro, poi sceso a 800. Anche lui non aveva più nulla.