Unicredit "prenota" Saccomanni per la presidenza, Palenzona lascia il vertice

A volte ritornano

Sarà l'ex direttore generale di Bankitalia nonchè ex ministro dell'Economia nel governo Letta, Fabrizio Saccomanni, il nuovo presidente di Unicredit. L'istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha infatti cooptato all'unanimità Saccomanni nel cda, come membro non esecutivo, per poi fargli prendere il posto dell'ottantaduenne Giuseppe Vita. A cedere la poltrona nel Consiglio di piazza Gae Aulenti è Fabrizio Palenzona, nel gruppo dal 1999.

Si compie così un ulteriore passaggio nel processo di revisione della governance della banca con Saccomanni che per board è «il candidato ideale» allo scranno di presidente per il triennio 2018-2021 e svolgerà peraltro un ruolo attivo nella definizione della lista per il cda al rinnovo in primavera. Lo stesso Vita, nel passare il testimone, ricorda come l'ex ministro vanti «una straordinaria esperienza del settore bancario ed una profonda conoscenza del contesto regolamentare europeo».

Un passato che potrebbe però prestare il fianco a nuove polemiche dopo quelle che hanno accompagnato la riconferma di Ignazio Visco (di cui è amico) al timone di Bankitalia: è stato direttore generale in via Nazionale quando Draghi era governatore e in quella carica era sfilato davanti ai pm come testimone per l'inchiesta sull'acquisto di Antonveneta da parte di Mps. E come ex dg di Bankitalia aveva revocato nel 2011 il divieto di fare nuove acquisizioni imposto alla Pop Vicenza di Zonin rendendola così libera di «salvare» altri istituti. La scelta di Saccomanni ha inoltre sorpreso chi si attendeva un presidente più giovane: il 22 novembre Saccomanni compirà 75 anni. L'età non gli consentirebbe di essere nominato al vertice di Mediobanca (di cui Unicredit possiede l'8,6%) e Generali (di cui Piazzetta Cuccia possiede il 13%) dove il limite anagrafico per i rispettivi presidenti è stato fissato a 70 anni. Vincoli che evidentemente non valgono per la banca di Mustier.