Alla veglia funebre botte da orbi

Valentina Raffa

Veglia funebre con botte da orbi ad Avola (Siracusa). Perché se la morte è una livella, come diceva il grande Totò, questo non vale per gli eredi. E così qualcuno dei figli dell'uomo da poco deceduto non ha gradito la spartizione dei beni voluta dal padre e ha assestato qualche battutina di troppo che non è passata inosservata ai presenti. I destinatari di quelle frasi pungenti non hanno accusato, silenziosi, il colpo, facendo finta di niente. Tutt'altro. Hanno reagito di brutto. Ed è scoppiato il finimondo.

Ancora qualche commento e giù via con spintoni, schiaffi e calci dinanzi alla salma che era stata sistemata nella stanza da letto. E presto la rissa si è trasferita in strada, in contrada Piana di Renzo. I vecchi rancori mai sopiti, già emersi nelle scorse settimane, quando erano nate accese discussioni tra parenti per l'eredità, sono esplosi con tanto di arretrati intorno alla mezzanotte di mercoledì. Le grida, la confusione, gli schiocchi sonori dei colpi bene assestati, a quell'ora hanno richiamato il vicinato che si è presto riversato in strada. Qualcuno ha telefonato ai carabinieri di Avola per un urgente intervento. Impossibile, infatti, per i vicini riuscire a separare i sette contendenti, tutti imparentati tra loro, che continuavano a inveire l'un contro l'altro e a picchiarsi con violenza tanto che un uomo e due donne stramazzavano a terra feriti per fortuna solo lievemente.

I militari dell'Arma sono riusciti a separare i rissosi e a sedare gli animi furibondi. I sette contendenti, alcuni dei quali erano tornati in casa a proseguire come se nulla fosse accaduto la veglia funebre, sono finiti in pronto soccorso all'ospedale «Di Maria» di Avola, dove sono stati curati. Ne avranno dai due ai dieci giorni. E a conti fatti, in qualche modo sono stati «livellati»: tutti feriti, tutti scontenti e tutti denunciati all'autorità giudiziaria per rissa e per lesioni personali.