Viceministri confermati, M5S contro Del Sette

Escluso solo Zanetti (Ala-Sc), bufera sul comandante dell'Arma indagato nel caso Consip

Roma - Nessun colpo di scena nelle nomine del Consiglio dei ministri di ieri. Come previsto, la squadra del governo Gentiloni è stata completata senza scossoni con la conferma di tutti i viceministri del precedente esecutivo, ad esclusione di Enrico Zanetti, di Scelta Civica, che ha rifiutato di rimanere al Mef dopo l'estromissione dal governo di Denis Verdini, in polemica con quella che ha definito «l'antipolitica delle conferme in blocco a prescindere».

Rimane dunque viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, con le relative deleghe, Mario Giro. Al ministero dell'Interno resta Filippo Bubbico, mentre dal ministero dell'Economia e delle Finanze non si muovono Luigi Casero ed Enrico Morando. Il Consiglio dei ministri ha confermato anche Teresa Bellanova allo Sviluppo Economico, Andrea Olivero alle Politiche agricole, alimentari e forestali e Riccardo Nencini alle Infrastrutture e trasporti.

Sono stati prorogati anche gli incarichi dei vertici delle forze armate. Su proposta del ministro della Difesa Roberta Pinotti, è stato confermato comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, numero uno dell'Arma dal 2014, il cui mandato sarebbe scaduto proprio oggi, mentre capo di Stato maggiore della Difesa e capo di Stato maggiore dell'Esercito rimangono rispettivamente Claudio Graziano e Danilo Errico. Graziano, dunque, continuerà a gestire la delicata crisi del Mediterraneo e con questo allungamento di un anno del suo mandato potrà ambire ad un ruolo di primo piano a livello europeo, come alla presidenza del Comitato militare della Nato o a quella del Comitato militare Ue.

La conferma di Del Sette, invece, ha provocato qualche mal di pancia a chi, come i Cinque Stelle, non ha gradito la proroga di un incarico tanto delicato ad un generale in età da pensione e per di più indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio nella vicenda della fuga di notizie sull'inchiesta degli appalti Consip.