Quel vicepremier che usa le parole dei terroristi

La stessa formula usata da Al Qaeda e dal Califfato per sentenziare la guerra ai cristiani: il Papa è un crociato

Il vicepremier turco ha usato contro il Papa che abbraccia i fratelli armeni, assassinati in massa al tempo dell'impero ottomano, la stessa formula usata da Al Qaeda e dal Califfato per sentenziare la guerra ai cristiani: è un crociato. Ha detto testualmente Nurettin Canikli davanti a un gruppo di giornalisti: «Le attività del Papa e del papato portano le tracce e i riflessi della mentalità delle Crociate». Il numero tre di Ankara, ritenuto in ascesa, ha pesato bene la formula di condanna, non si è fermato al rammarico per parole ritenute inopportune. Ha giudicato il Papa e il complesso delle sue opere e azioni come fomentatori di guerra. Canikli non ha riproposto uno di quei gesti formali tipo il richiamo dell'ambasciatore o la convocazione del nunzio, o annunciato note di protesta che poi sono oggetto di analisi degli esperti, ritiene il caso disperato: e si è rivolto perciò all'opinione pubblica interna ed internazionale con una mirata dichiarazione di odio, tanto più pericolosa perché fatta da un perfetto interprete del capo dello Stato Erdogan. Stupore del Vaticano, ma non troppo. Il fatto è che i diplomatici non sono riusciti a frenare il Papa, come avevano assicurato ai turchi. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha cercato di parare il colpo e ha sostenuto l'ovvio e cioè che Francesco non intende lanciare nessuna crociata ma gettare ponti di pace. E' proprio questo che la Turchia non vuole accettare: i ponti, quando siano basati sul riconoscimento della verità, sono per Erdogan lesioni alla sua volontà di potenza. E sente come minaccia ai suoi disegni egemonici chi gli ricordi debiti e colpe, sia pure dei suoi antenati ideologici. Il problema è che ad essi lui ispira la sua politica di oggi. Il Papa dicendo genocidio, è come avesse detto: il Re è nudo. Non era previsto che papa Francesco a Yerevan, capitale dell'Armenia, durante questi tre giorni nello Stato caucasico evocasse la realtà maledetta e tremenda del genocidio usando l'unica parola adeguata. Jorge Bergoglio aveva anticipato in pubblico che non avrebbe ripetuto quella definizione, scandita in san Pietro il 12 aprile del 2015. Non ce n'era traccia nei discorsi scritti. Ma poi incrociando lo sguardo con le semplici persone e non con le carte, ha visto che la verità dei fatti tocca a un testimone di Cristo come compito supremo più che le carezze fasulle della diplomazia. La misericordia soccorre il viandante calpestato, versa «olio e vino» sul corpo martoriato, non trova parole per edulcorare il male. Certo aprendo i cuori al perdono, alla comprensione, al superamento persino della morte inflitta a un milione e mezzo di persone, ma senza rinunciare alla pietà per le vittime che gridano dalle loro croci. Le giornate armene del Papa si intitolano al primo popolo che ha accettato il battesimo, nel 310 dopo Cristo. Dopo di allora questo popolo non ha avuto un solo secolo senza che la sua terra fosse invasa. Da mongoli e persiani. Fino al genocidio perpetrato al tempo dell'Impero Ottomano, ordito scientificamente dal governo dei «Giovani Turchi» a partire dal 24 aprile 1915. «Per aberranti motivi» ha detto il Papa: «Tutto accadeva mentre le grandi potenze internazionali guardavano dall'altra parte». Francesco parlava di vicende di cento anni fa, ma vede bene che è in corso un altro genocidio, che ha per vittime i cristiani specie ancora una volta gli armeni ed altri popoli presenti da secoli in Medio Oriente, come gli yazidi. E tuttora le potenze internazionali insistono a girarsi dall'altra parte. Si occupano di Brexit come fosse la catastrofe assoluta, e fingono di non vedere scorrere il sangue a fiumi. Gli armeni sono cristiani di una specie particolare. Propriamente non si sono mai separati da Roma, semplicemente non parteciparono a un Concilio nei primi secoli, per cui non hanno fatto proprie alcune definizioni sulla Trinità. Ieri il Papa romano e il Papa armeno (si chiama proprio così), il katholikos Karekin II hanno firmato una dichiarazione congiunta che fa «correre verso l'unità piena» questi fratelli che non hanno ragioni di stare divisi. A Etchmiadzin, il Vaticano armeno, si custodisce la lancia con cui il centurione Longino aprì e squassò il costato di Cristo, da cui uscirono cascate di benedizione. Per questo la croce qui più della morte indica la resurrezione.

Commenti

elalca

Lun, 27/06/2016 - 09:04

porga l'altra guancia Santità

Gaeta Agostino

Lun, 27/06/2016 - 09:18

I turki si lamentano, e di che cosa? della verità forse? Il Papa ha fatto bene a ricordare al mondo l'eccidio armeno, ha fatto bene a non aver paura della reazione dei turki, facessero così i grandi della terra. E poi ci chiamano "crociati" in senso dispregiativo, bisognerebbe ricordare a questi barbari che le crociate furono fatte per liberare i territori cristiani invasi dai maomettani "misericoriosi" che passavano, e passano, a fil di spada i cristiani solo inquanto tali. E noi cxxxxxi europei vorremmo dialogare con questi assassini e per giunta ci facciamo invadere senza reagire, anzi chi lo fa viene tacciato di razzismo.

Angelo664

Lun, 27/06/2016 - 09:18

La Turchia farebbe bene a starsene con i suoi amici arabi fuori dall'Europa a meno che i Turchi per bene si rivoltino e mettano sotto terra il nuovo dittatore islamico che si sta installando in quel paese colpo dopo colpo.

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tempus_fugit_888

Lun, 27/06/2016 - 09:28

Quale dei due ha il miglior stilista?

orso bruno

Lun, 27/06/2016 - 09:51

C'è ancora qualche demente che sostiene l'entrata della TURCHIA nella UE ?

magnum357

Lun, 27/06/2016 - 10:08

Quindi Erdogan è un terrorista, punto!!! E non entrerà mai nella UE !!!

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ilvillacastellano

Lun, 27/06/2016 - 10:21

Con Erdogan mi sembra si verifichi la stessa cosa che si avrebbe con un bambino viziato nel caso lo si rimproverasse, convinto com'è questi che, nonostante le marachelle fatte, non lo si dovesse riprendere mai. Purtroppo queste sono forse anche le conseguenze degli abbracci e sbaciucchiamenti dati in precedenza, in visite pastorali precedenti, agli imam ed allo stesso Erdogan ed anche ad altri islamici altrove. A chi cioè quelle cose non le meritava, volendo infatti forse significare con tali effusioni che tutto era perdonato e che si ritornava "fratelli". Ecco perché poi, in questo viaggio, risentire dal papa la parola... (1 di 2)

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ilvillacastellano

Lun, 27/06/2016 - 10:22

..."tremenda "genocidio"" non ha fatto molto bene a questi signori turchi. Questo infatti è l'equivoco, in cui si cade molto spesso a causa dell buonismo cristiano o non cristiano, ma soprattutto di maniera e ad ogni costo. Certi atteggiamenti remissivi o che sembrino tali, ipocriti o meno, a volte (spesso) portano ad ulteriori nefandezze. Ecco perché la fermezza di un momento nei nostri atteggiamenti molte volte è più utile con certuni, coi male intenzionati, che affrontare con questi cento o più battaglie dopo. A buon intenditor poche parole. (2 di 2)

Giacinto49

Lun, 27/06/2016 - 10:59

Più che evocarle o biasimarle, alle crociate, faresti bene a starci ...attento!

vianprimerano

Lun, 27/06/2016 - 11:25

Io intanto proporrei di costruire un muro gigantesco (stile muraglia cinese con tanto di guardie) il confine turco e i due Stati europei di Bulgaria e Grecia in modo che dalla Turchia non entri piu' una sola singola persona in Europa. Attenzione non e' solo un fatto di religioni diverse, di lingue ed etnie differenti quelle tra Turchia e Europa, ma e' sopratutto una differenza di valori: mettere queste due diversissime realta' assieme significherebbe distruggerle entrambe per la gioia dei Rothschild. Quindi io direi a quel punto di rompere qualsiasi relazione diplomatica e politica con i turchi e infischiarcene altamente di quello che pensano. Se poi si offendono, chi se ne frega: una persona veramente evoluta spiritualmente non si offende mai, l'offesa e' solamente una reazione del misero e patetico ego!

Italiano_medio

Lun, 27/06/2016 - 11:29

TURCHIA FUORI DAL MERCATO UE IMMEDIATAMENTE. E' evidente che con questa gente non si può fare alcun tipo di accordo.

xgerico

Lun, 27/06/2016 - 11:36

Guardate questi due come si son "bardati"! Mi dispiace per Francesco che anche lui si sia adeguato ai finimenti!

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Ausonio

Lun, 27/06/2016 - 12:33

Davvero stupidi questi turchi. Se la prendono con un loro alleato, questo "papa"al soldo dei massoni e del globalismo che è tutto meno che cristiano.

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Ausonio

Lun, 27/06/2016 - 12:35

E la Neuropa massonica schiava di USA e Sion vuole i turchi in Europa... sbattendo la porta in faccia alla Russia, unico stato oggi degno dell'appellativo di Nazione in Europa.

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Ausonio

Lun, 27/06/2016 - 12:41

Basta pensare agli alleati dell'UE per capire che fogna sia l'UE: Arabia Saudita, Turchia, Israele, Qatar.... E non dimentichiamo la cooperazione alacre al progetto di distruzione etnico-culturale tramite l'invasione arabo-africana

Tuvok

Lun, 27/06/2016 - 12:50

Purtroppo l'UE è attualmente in trattativa con la Turchia in merito al suo ingresso nel circolo degli eletti. Questo fatto ha avuto un grosso impatto a favore del brexit. Sul Daily Mail sono stati pubblicati centinaia di commenti il cui contenuto era più o meno "non sapevo per chi votare, ma non voglio stare in una UE in cui uno degli stati membri è la Turchia, per cui voterò LEAVE." Altri paesi in trattativa, sono la SERBIA, il MONTENEGRO, l'ALBANIA e la MACEDONIA. Potenziali futuri membri: BOSNIA ED HERZEGOVINA E KOSOVO. Si salvi chi può. I dati sono nel sito della UE: http://ec.europa.eu/enlargement/countries/check-current-status/index_en.htm

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Ausonio

Lun, 27/06/2016 - 13:13

Giusto.... prossimo pregiatissimo membro UE sarà il Kossovo, ossia il centro di smistamento in Europa di: 1) droga, 2) traffico di organi, 3) prostituzione, 4) "migranti" invasori... Un altro regalo del nostro padrone USA. E per giunta islamico-albanese. Ha tutte le carte in regola per far parte del mondo atlantista, non c'è che dire.

ziobeppe1951

Lun, 27/06/2016 - 14:06

Ilvillacastellano..pienamente d'accordo

agosvac

Lun, 27/06/2016 - 14:36

Cerchiamo un po' di capire l'odio che gli integralisti islamici hanno per i "crociati". I crociati, guidati dai templari che sul loro scudo avevano il simbolo della croce, in anni ormai lontani, riuscirono a liberare Gerusalemme dal dominio islamico. Costituirono un regno cristiano nel cuore dell'Islam. Nessun islamico riuscì a batterli, furono battuti solo dalla mancanza di supporto da parte di chi li aveva mandati lì a conquistare i luoghi in cui aveva predicato Gesù. Furono costretti a ritirarsi, ma non furono mai battuti. Ecco perché l'Islam odia i crociati, perché non riuscirono mai a sconfiggerli.

Controcampo

Mar, 28/06/2016 - 23:47

L'intervento dei templari o crociate a sua volta venne richiesto dall'imperatore Bisanzio allo scopo di liberare la terra santa occupata dagli islamici ottomani che volevano islamizzare il pianata a partire da Gerusalemme. Quindi, un intervento necessario provocato dalle prepotenze e violenze di quel tempo esercitate seguaci del sedicente profeta Maometto. In poche parole, se non ci fossero state le crociate, il mondo sarebbe tutalmente islamizzato e tutti saremmo stati costretti a sottostare alle pressioni e proibizionismi che ancor oggi sopprimono il medio oriente e tutti gli stati guidati da regimi musulmani. Grazie alle crociate, invece, tutto questo non è avvenuto e l'occidente gode le sue libertà che nel mondo musulmano non esistono!