Vita dura per i Carabinieri: "Niente carriera se convivi"

Il Tar del Lazio stronca un brigadiere che non aveva sposato la compagna: "Violato l'obbligo di contegno"

Convivi o hai l'amante? Se sei carabiniere, è un peccato mortale. Nell'Italia che ha rinunciato al senso del pudore, dove ormai si adottano figli partoriti all'estero da madri prese in affitto, a qualcuno è chiesto, anzi imposto, di vivere secondo norme dettate nell'Ottocento e giunte più o meno integre ai giorni nostri. Il festival del bigottismo lo ha vinto il Tar del Lazio: con una sentenza fresca di stampa i giudici amministrativi laziali hanno certificato che la carriera professionale può subire un legittimo stop se si indossa una divisa e si prende casa con una compagna. Insomma, tempi bui per militari e appartenenti alle forze dell'ordine: pochi mezzi, risorse scarse, stipendi da fame ed ora l'obbligo della castità dei costumi. La vicenda considerata riguardava un sottufficiale della Benemerita, in servizio a Bologna, che s'era visto negare una promozione. Per anni aveva vissuto con una donna senza sposarla. E sebbene l'amore tra i due fosse peraltro sfiorito, la commissione esaminatrice s'era mostrata impietosa: niente mostrine con binari. Alla base della valutazione, le qualità morali del brigadiere. Stroncato da quel rapporto sentimentale, ritenuto di contrabbando per i regolamenti (vetusti) delle forze armate, e pertanto punito con due giorni di consegna semplice, «per violazione dell'obbligo di contegno nella vita privata». Farlo avanzare di grado avrebbe significato, sentenzia adesso il Tribunale amministrativo, «indurre la cittadinanza a ritenere premiato un militare dalla condotta non esemplare». Più o meno la tesi sposata già nel 2008 dalla Corte di Cassazione: i carabinieri, come gli appartenenti alle forze armate, argomentavano gli ermellini, «sono chiamati ad una condotta esemplare a salvaguardia del prestigio del corpo di appartenenza».

Della stessa opinione il Consiglio di Stato, in campo qualche mese più tardi per respingere il ricorso di un vicebrigadiere trentino la cui unica colpa era di corteggiare una seducente barista: i due tubavano al bancone come piccioncini e i clienti, indispettiti dai ritardi nel disbrigo delle ordinazioni, protestavano con il gestore. Che alla fine, con le sue lamentele recapitate direttamente alle alte sfere, aveva ottenuto che il giovane gendarme innamorato si prendesse tre giorni di consegna. Dunque, l'immagine sopra ogni cosa. Pure per questo, nel 2010, il comandante del Nucleo radiomobile di San Donà di Piave era stato trasferito a Mestre. «Incompatibilità ambientale», sintetizzava burocratico il Comando regionale nel provvedimento. Poi impugnato davanti al Tar Veneto ma puntualmente confermato: il maresciallo aveva lasciato la moglie per un'altra donzella, ma non s'era mai premurato di separarsi formalmente dalla ex. Perciò era da punire: «La vicenda è sfavorevolmente commentata in pubblico e la situazione, seppur nata da questioni private, potrebbe degenerare in manifestazioni lesive del prestigio dell'Arma». E chissà come se la sarebbe cavata il tenente colonnello James Wilkerson se fosse stato italiano: nel 2013 il pilota americano, di stanza ad Aviano, durante una missione negli Usa se ne era andato nell'Utah con un bombardiere F 16 per far visita all'amante e metterla incinta prima di tornarsene nel Belpaese, carico di una condanna penale emessa dalla corte marziale statunitense ma presto cancellata senza vergogna, in forza dei propri poteri speciali, dal suo comandante. Paese che vai, legge che trovi. Ma i bigotti, quelli buoni, resistono solo in Italia.

Commenti

tonipier

Mar, 12/04/2016 - 09:46

" PROCESSI INDEGNI" Quanti di questi nobili togati convivono? il sottoscritto ne conosce alcuni... Ma non solo, dopo aver fatto alcuni di questi, veri disastri, sono stati trasferiti ad altre sede con gradi superiori... La garanzia di preservazione da soprusi consumati nel nome e sotto il segno della giustizia potrebbe essere assicurata o con la incriminazione di chi ha abusato del potere commessogli per ledere diritti civici o, nei casi meno gravi, con la estromissione dall'ordine giudiziario del magistrato venuto meno ai doveri del suo ministero o almeno, con un intervento di censura o di biasimo per l'atto giudiziale ingiusto ed illegittimo. (QUESTI... VENGONO PREMIATI.)

istroveneto

Mar, 12/04/2016 - 10:23

Con l'aria che si respira, se si fosse accasato con un cu ops ... gay, sarebbe stato tutto regolare e in poco tempo sarebbe scattata la carrierona.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 12/04/2016 - 12:10

....mentre POLITICI e MAGISTRATI possono fare quello che vogliono. Basta vedere la senatrice del PD che spopola i media in lungo e largo con il "compagno" molto più giovane di lei. LORO.....in DITTATURA.......POSSONO!!

bettytudor

Mar, 12/04/2016 - 12:29

Stupisce un articolo del genere su un giornale di Destra, anzi direi che è piuttosto deludente. Pretendere una condotta morale adeguata (e non la castità come, mentendo, si insinua)al ruolo che si ricopre non è bigottismo ma norma di civiltà, soprattutto se si tratta di di persone che devono garantire la sicurezza della società civile. Mi sarei aspettata un elogio della decisione del tribunale,non certo delle invettive . Invece di denunciare l’applicazione di una legge “dell’800” (come se tale periodo fosse da rigettare in toto), dovreste indignarvi dove essa è violata

bettytudor

Mar, 12/04/2016 - 12:30

Ai carabinieri si chiede moralità, ma non a deputati e diplomatici. In particolare nessun provvedimento è stato emesso contro il console italiano a Los Angeles il quale non solo convive col suo amichetto, ma lo porta ai ricevimenti ufficiali, presentandolo come il suo compagno. Di questo ahimé non vi siete stupiti affatto. Vi lamentate che la depravazione è diventata norma, ma poi vi scagliate contro chi la combatte.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 12/04/2016 - 13:37

@bettytudor Mar, 12/04/2016 - 12:30: concordo in parte. La moralità o vale per tutti a 360° o si tollera per tutti. Non credo che il Brigadiere abbia leso l'Istituzione o l'Arma, chiede solo di fare il CITTADINO ITALIANO al di fuori del servizio. Se lo possono fare POLITICI, AMBASCIATORI, MAGISTRATI......NON VEDO percè su di lui ci sia tanta moralità!!!

bettytudor

Mar, 12/04/2016 - 13:43

Volevo fare una rettifica. Naturalmente mi riferivo all'ex console e non a quello attualmente in carica.

tzilighelta

Mar, 12/04/2016 - 18:06

Ma questo è il risultato della politica di destra, bigotta e ottusa, quella che organizza i famili day, gli obiettori di coscienza, le sentinelle in piedi, i mille impedimenti nella ricerca scientifica e altre cose che ci hanno lasciato indietro rispetto al resto del mondo, di che vi lamentate!

Beaufou

Mar, 12/04/2016 - 19:32

Ma non dica stupidaggini, Iacobini, parlando di peccati mortali che non c'entrano nulla. Un carabiniere ha delle regole di ingaggio ed è tenuto ad osservarle, e soprattutto ne è a conoscenza prima di arruolarsi. Se non gli vanno bene, non faccia il carabiniere, cosa che nessuno gli ordina. I carabinieri «sono chiamati ad una condotta esemplare a salvaguardia del prestigio del corpo di appartenenza»: che c'è di male, in questo enunciato? Lei preferirebbe dei carabinieri con una condotta discutibile o leggera? Io no.

PatriaNuova

Mar, 12/04/2016 - 23:59

Questo articolo è semplicemente ..........demenziale. Nell'Arma la convivenza è regolarmente accettata tanto che viene regolarmente notificata al proprio comandante dal militare stesso al fine di ricevere i benefici di legge. Quello che non è tollerato - giustamente - sono i comportamenti non lineari del personale tali da caustificare sanzioni o trasferimenti d'autorità ( tali sono quelli per incompatibilità ambientale).