Vuoi cambiare abitudini? Ti bastano appena 21 giorni

La bizzarra teoria dello psicologo Usa Maltz continua a convincere. Ma c'è chi dice che ce ne vogliono 66...

Sperare in un miracolo, o di trasformare radicalmente la nostra vita, le nostre stanze, il nostro aspetto e le nostre abitudini mentali, richiede olio di gomito e tempi indeterminabili. Ma liberarci di piccole zavorre in meno di un mese è possibile: lo ripete da anni la teoria del dottor Maxwell Maltz, autore del libro Psicocibernetica già negli anni '60. Stando alla sua analisi una teoria a tratti contestata e vituperata, ma che in molti casi funziona, a riprova di quanto venga diffusa ai nostri giorni in 21 giorni possiamo acquisire ottime abitudini, e liberarci di tanti rituali distruttivi che ci siamo auto-inflitti nel corso degli anni. Ventun giorni per fare una (piccola) rivoluzione.

Andiamo a esempi pratici. Lottiamo con la bilancia e temiamo giustamente i rischi di una pessima alimentazione da anni, siamo prede routinizzate della nostra stessa gola. Ebbene, se da oggi per tre settimane esatte ci imporremo stoicamente di fare delle piccole rinunce, di rispettare un regime più sano, è molto probabile che tra 22 giorni gli attacchi dell'astinenza non saranno così spaventosi. Il nostro organismo avrà metabolizzato quei sacrifici quotidiani che richiedono in media tre settimane per diventare solidi e sostenibili nella nostra quotidianità. Lo stesso può succedere nel rapporto col disordine. Una piccola rassettata quotidiana, anche per pochi minuti al giorno, se reiterata per ventun giorni, può rivoluzionare non solo l'aspetto della nostra casa, ma quell'esigenza di ordine intorno a noi tale che mantenerlo concretamente non sarà più un incubo. L'attività fisica può, avviata per 21 giorni, diventare un altro piccolo must delle nostre giornate: tutto sta a resistere secondo questa teoria per 21 giorni senza deroghe. Lo stesso può succedere alla brutta abitudine di rimandare a chissà quando gli impegni principali della giornata: se cominceremo, e continueremo per 21 giorni, a dar loro la priorità, alla fine delle tre settimane non lo faremo più così malvolentieri.

Un piccolo miracolo potrebbe avvenire anche alle nostre abitudini psicologiche: cioè indugiare ogni giorno su pensieri stressanti e di nessun'altra utilità che rallentare le nostre operazioni e toglierci il buonumore: se siamo in grado di bloccarle ogni giorno per 21 giorni, dopo tre settimane non dovremmo sentirne la nostalgia.

Il look più adatto all'ufficio ci porta via tempo e fatica? Imponiamoci di ottimizzare dieci minuti al giorno in questa direzione: è un'altra di quelle missioni realizzabili, che è possibile, cioè, trasformare in routine in poche settimane. Stesso dicasi per aggiungere una mezz'oretta al giorno allo svago condiviso coi nostri bambini; alla lettura di un bel libro; perfino all'abitudine (acquisibile) di rispondere quotidianamente alla posta elettronica che non ci piace, ma della quale è cortese e necessario occuparci. E ancora, in 21 giorni è possibile assumere la sana abitudine di annotare su un diario tutto ciò che abbiamo realizzato nell'arco della giornata, e che improrogabilmente faremo domani. Facciamolo per tre settimane e potremmo non farne più a meno.

Teoria dibattuta, però. Secondo uno studio più recente della dottoressa Philippa Lally (University College of London, 2009), i giorni necessari per acquisire una nuova sana abitudine e sempre una alla volta sarebbero in media 66. La ricerca, difatti, effettuata su 96 volontari e su abitudini semplici da acquisire (un esempio è mangiare un frutto dopo pranzo, oppure correre per 15 minuti ogni giorno) dimostra che i volontari hanno impiegato tra i 18 e i 245 giorni per introdurre la nuova abitudine. La teoria dei ventun giorni sarebbe, dunque, una stima al ribasso, un'iniezione di ottimismo, che all'inizio degli anni '60 veniva divulgata per provare a correggere caratteristiche deleterie ma trasformabili o addirittura possibili da cancellare. La ricetta è la più antica del mondo, e tutta a base di volontà.

Commenti

giuliana

Mar, 04/10/2016 - 11:07

I "fioretti" (piccole rinunce o piccole buone azioni quotidiane da offrire alla Madonnina) chiesti ai bambini durante il mese di maggio erano un ottimo esercizio per rafforzare la propria volontà. Da riscoprire.

manfredog

Mar, 04/10/2016 - 23:23

Ma quale volontà; la volontà, casomai, arriva dopo, ma deve essere fortemente ed efficacemente supportata, altrimenti dura poco. Forti paure ed ognuno ha le sue, che ti spingono ad agire in un certo modo e quasi sempre per il tuo bene, oppure forti motivazioni, interne o anche esterne, che possono essere cose o persone (meglio le persone). mg.