Zaia: "Profughi nel Nordest? Aiutiamoli a casa loro"

Il governatore del Veneto respinge al mittente la proposta di Alfano di istituire hotspot per migranti nel nord-est: "Non si possono accogliere tutti in Italia. Occorre distinguere tra profughi e migranti economici. E occorre farlo in Africa"

Luca Zaia non ci sta. Il governatore del Veneto respinge al mittente la proposta del ministro dell'Interno Angelino Alfano di istituire degli hotspot per la raccolta e l'identificazione dei migranti nel Nord-Est.

Anche se per ora le località più calde sono quelle del Brennero e del Tarvisio, il leghista sembra battagliero. E chiede al governo di accogliere solamente chi scappa dalle guerre e non i cosiddetti "migranti economici": "La verità - attacca Zaia - è che qui si continua a parlare di ospitalità indifferenziata mentre bisognerebbe cominciare a distinguere chi ha davvero bisogno da chi viene in Italia e nella Ue con altri scopi".

"È ormai provato: due terzi dei cosiddetti profughi - prosegue - non fuggono né da situazioni di guerra né da situazioni di violenze o carestie".

La ricetta di Zaia è quella proposta da tempo dal Carroccio: istituire gli hotspot direttamente in Africa o in Asia, nei Paesi da cui i migranti partono per arrivare in Europa. "Bisognerebbe aiutarli a casa loro, ricavare dei corridoi umanitari e creare dei centri raccolta sotto l'egida internazionale. E lì, soltanto lì, effettuare la cernita fra profughi e semplici emigrati economici", attacca il governatore del Veneto.

La colpa, però, sarebbe del governo: "La verità è che l'Italia non ha voce in capitolo, ha sprecato il semestre di presidenza della Ue, in una parola è rimasta sola. E ora che l'Austria ha chiuso le frontiere ci chiediamo dove si accumuleranno tutti gli immigrati provenienti dalla rotta balcanica e in quale direzione si potrebbero dirigere una volta che potessero uscire dall'hotspot. Ve lo dico in quale direzione: resterebbero in Italia come lo sono rimasti tutti gli altri".

@giovannimasini

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