Zaia in vantaggio e Toti in corsa. Regionali, rischio fuga dal voto

Primi sondaggi sulle elezioni del 31 maggio. Il centrodestra avanti in Veneto: +10%. E in Liguria il candidato di Fi tallona la Paita (Pd): distacco di soli 4 punti. Rischio astensionismo per il ponte del 2 giugno

Roma - Conferme e sorprese, l'incognita astensione e l'onda lunga del renzismo che inizia a incresparsi e a perdere di intensità. In vista delle Regionali del prossimo 31 maggio iniziano a circolare molti sondaggi e rilevazioni del consenso. Numeri non privi di spunti interessanti dal punto di vista politico, con partite, come quella ligure, molto più aperte del previsto.

Naturalmente bisognerà mettere in conto diverse variabili. L'evoluzione della campagna elettorale, la composizione delle liste o il «generale primavera», visto che con mossa non esattamente geniale le elezioni sono state fissate in coincidenza con il ponte del 2 giugno. Ma al netto di queste premesse iniziano a emergere alcuni elementi. In Veneto, ad esempio, il governatore uscente Luca Zaia - secondo scenaripolitici.com - viene dato al 41,5%, circa 10 punti avanti ad Alessandra Moretti del Pd al 31,5%. Dietro Jacopo Berti (M5S) al 12% e Flavio Tosi (ex-Lega) all'11%. A livello di liste è testa a testa tra la Lega, che insieme alla Lista Zaia, è data al 31% (contro il 15% delle Europee 2014), poco sopra al Pd che insieme alla Lista Moretti è al 28,5% (9% meno che alle Europee). Seguono M5S al 12,5% (alle Europee era al 20%), le liste a sostegno di Tosi sopra il 7% e a Forza Italia al 7% (dimezzata rispetto alle Europee). Secondo il sito Affaritaliani.it la forchetta tra Zaia e la Moretti sarebbe addirittura più ampia e toccherebbe i 19 punti percentuali. Il governatore uscente, però, non abbassa la guardia. «Il sondaggio migliore» commenta «è quello delle elezioni: noi lavoriamo da 20 anni, e non abbiamo mai avuto sorprese».

Molto interessanti i dati provenienti dalla Liguria. Il Secolo XIX ha pubblicato ieri una rilevazione circolante nei palazzi romani che attribuirebbe a Raffaella Paita il 33,5% (compreso l'1,3% di Liguria Cambia) mentre Giovanni Toti sarebbe al 29,1%; Alice Salvatore del M5S è stimata al 23,2%; Luca Pastorino - civatiano del Pd che aggrega le minoranze Dem e le varie anime tradizionali di sinistra - è fermo al 12,8%. A preoccupare sarebbe soprattutto il trend della Paita, visto che le rilevazioni la darebbero in forte discesa. Matteo Renzi si dice pronto a fare comizi per lei.

In Campania Stefano Caldoro mantiene un discreto vantaggio nei confronti dell'antagonista Vincenzo De Luca. Un sondaggio realizzato dall'Istituto Datamedia Ricerche vede il presidente uscente al 40,6% delle preferenze contro il 36,5% del sindaco di Salerno. Molto distaccati gli altri candidati alla poltrona di Palazzo Santa Lucia a partire da Valeria Ciarambino (M5S) che si attesta al 14%. Molto ampia l'area del non voto, con un 56,1% complessivo. Infine la Puglia dove, secondo scenaripolitici.com Michele Emiliano, sostenuto da Pd e Sel è al 45%, quasi 10 punti avanti allo sfidante Francesco Schittulli dato al 35,5%. Buon risultato per Antonella Laricchia del Movimento 5 Stelle al 17%. Riccardo Rossi (L'Altra Puglia) è al 2,5%. Le rilevazioni scontano, però, la confusione legata all'assetto ancora «variabile» del centrodestra, con il braccio di ferro in corso sulle liste tra Forza Italia e i fittiani e uno strappo che potrebbe rivoluzionare l'elenco degli iscritti alla corsa per la guida della Regione.

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