La polizia ingaggia le oche per vigilare sul Bronx cinese

Più efficienti della tecnologia, più affidabili dei cani Pechino le usa come 007. E in Italia sono un antifurto

La storia narra che nel 390 a.C. sarebbero riuscite a salvare Roma dall'assedio dei Galli. Da allora si rincorrono leggende che vedono come protagoniste le oche. In versione animali da guardia. Perché, come le famosissime oche capitoline insegnano, questi grandi pennuti in materia di sicurezza possono rivelarsi più efficienti dei cani. E per questo vengono spesso impiegati per tenere lontani ladri e malintenzionati.

Il motivo sta nelle loro caratteristiche comportamentali: le oche sono dotate di una vista acuta durante il giorno e di un istinto particolarmente vigile, inoltre sono estremamente territoriali. Ma non finisce qui. I pennuti non vedono bene durante la notte e quindi tendono a non mangiare quando si trovano al buio, in questo modo sono meno inclini a finire preda di trappole avvelenate rispetto ai tradizionali «guardiani» a quattro zampe. Senza dimenticare il loro udito fuori dal comune e la loro abitudine a difendersi in gruppo. Tutto questo fa sì che le oche diventino molto aggressive quando qualcuno cerca di avvicinarsi al loro territorio: il semplice starnazzare in coro è capace di mettere in fuga un ladro o, almeno, di attirare l'attenzione di padroni di casa e vicini. Ecco perché sempre più spesso i grandi pennuti bianchi fanno capolino nei recinti delle case di campagna e di diverse aziende. Al posto dei cani. O insieme a loro.

Anche perché, a dispetto dei tanti luoghi comuni, questi animali non sono affatto stupidi. Secondo diverse ricerche scientifiche, le oche sono in grado di distinguere persone e suoni estranei dagli stimoli familiari. E quindi di dare l'allarme solo quando è strettamente necessario. Sarà proprio per questo che recentemente un gruppo di animali è stato «assunto» dalla polizia cinese. La provincia di Xinjiang è una delle più pericolose del Paese, qui il numero dei crimini è più alto della media. Così le forze dell'ordine si sono rese conto che i cani non bastano, anche perché troppo spesso finiscono avvelenati o drogati. Di qui la decisione di assoldare un gruppo di oche che, a detta del capo della polizia locale, sarebbero «coraggiose, affidabili e acute». Al punto da essere riuscite a tenere in custodia un ladro che aveva appena provato a svaligiare una casa. Più vicina alle nostre latitudini c'è Giuditta, un'oca da guardia molto nota a Siziano, in provincia di Pavia. É stata adottata da una residente quando era ancora un pulcino e da allora la segue ovunque, anche in auto. La sua amica umana racconta di lei che è molto territoriale, e proprio per questo si è immediatamente rivelata una perfetta scaccia ladri. Adesso vive nel giardino della cooperativa della sua padrona, tenendo lontano chiunque voglia entrarci con cattive intenzioni a suon di starnazzi e dolorose beccate. Lo stesso esempio è stato seguito da alcuni abitanti di Luneo, piccola frazione agricola in Veneto. Qui ai super tecnologici sistemi di allarme i contadini preferiscono ancora i rimedi naturali. E così si sono dotati di efficientissime oche da guardia.

«Questi animali arrivano dove la tecnologia non può arrivare racconta Massimo Zaratin, referente locale per il sindacato degli allevatori Federfauna . Di notte se ne stanno in silenzio perché temono animali predatori come volpi e cani, sono in grado di percepire movimenti sospetti nel raggio di 200 metri. Se qualcuno si avvicina al recinto iniziano a starnazzare svegliandoci subito e mettendo in allarme anche tutti gli altri animali da cortile. Per noi è un aiuto davvero prezioso, considerato che spesso i malviventi entrano dai campi. Chi arriva scappa, la confusione provocata dalle oche è troppa». Chi ha già assunto i suoi guardiani pennuti giura che i furti sono diminuiti. E che in casa sono arrivate nuove amiche. Simpatiche, intelligenti ed efficienti.