Il popolo delle rate raddoppia i debiti per arrivare a fine mese. Reati in aumento, processi nel 2013

Eurispes: prestiti in aumento del 100%, spesso per beni primari. Nel 2007 tenore di vita a picco. <a href="/a.pic1?ID=236704" target="_blank"><strong>Il presidente della Cassazione assolve le toghe</strong></a>: ritardi scandalosi ma colpa delle leggi

Ormai si potrebbero definire «rate salvavita». Già, perché gli italiani, tra fiammate d’inflazione e salari bloccati, dovrebbero ridursi a lavorare anche di notte per tirare a campare. Invece ci sono loro, i pagamenti dilazionati che aiutano gli italiani a mantenere un tenore di vita decoroso nonostante le difficoltà economiche quotidiane.
Si compra tutto subito e si paga dopo. Così un italiano su quattro, ricorre sistematicamente al credito al consumo e ormai compra tutto a rate, dai libri al dentista, dalle vacanze estive agli elettrodomestici. Una boccata d’ossigeno per far quadrare i conti a fine mese. Nonostante tutto, solo una famiglia su tre (38,2%) arriva al 27 del mese senza acqua alla gola, mentre sono pochissime (13,6%) quelle che riescono a risparmiare qualcosa (e riscoprono la passione per i Bot). Il resto della popolazione si arrangia come può. Circa sei milioni di italiani integrano i redditi familiari ufficiali con il secondo lavoro in nero, con il quale intascano mediamente 1330 euro al mese in più.
Il quadro tratteggiato dall’Eurispes nel suo rapporto annuale sull’Italia è desolante soprattutto perché - avvertono gli esperti - negli ultimi dodici mesi la situazione economica delle famiglie è peggiorata quasi nel 50% dei casi, la percentuale delle famiglie che ricorre ai prestiti personali è raddoppiata, passando dal 5 al 10% e la fiducia è ai livelli più alti degli ultimi sei anni.
Indebitati. Le famiglie chiedono prestiti per fronteggiare i debiti. che nel primo semestre del 2007 sono cresciuti del 9,9% rispetto all’anno prima A pesare sono i mutui per la casa e il credito al consumo (+17,6%). La regione più indebitata è la Lombardia. Ma non è un segnale di opulenza. «Nessun dinamismo economico, solo necessità» avverte Eurispes.
Cambia lo stile di vita. Salari bloccati e carovita stravolgono anche lo stile di vita collettivo. I tagli alle spese hanno penalizzato tempo libero, viaggi, vacanze, regali. Non solo. Il 74,4% degli italiani ha limitato le uscite serali e molti hanno sostituito la pizzeria o il ristorante con cene a casa di amici. Inoltre il 63% ha rinunciato al cinema e favore delle cassette a noleggio, mentre il 50,4% ha acquistato in Tv la partita snobbando lo stadio. Per la spesa grossa preferisce il discount e per gli acquisti di abbigliamento e calzature aspetta i saldi stagionali oppure seleziona capi decorosi negli outlet.
Esplode il sommerso. Tanti espedienti, lavoro nero compreso, per sopravvivere decorosamente. Non a caso Eurispes ha definito gli italiani col doppio lavoro «stakanovisti per sopravvivere». In effetti l’economia sommersa ha prodotto 549 miliardi di euro, il 35,5% del Pil ufficiale. Se a questo si aggiunge l’11,3% dell’economia criminale si arriva a 725 euro, quasi la metà della ricchezza prodotta in un anno dal nostro paese.
L’esercito dei sottopagati. Anche se l’arte di arrangiarsi è prerogativa italica, il paese arranca sempre più. Tra i poveri e quelli che rischiano di diventarlo in Italia si contano 3,1 milioni di nuclei familiari e 15 milioni di persone. Una conseguenza quasi inevitabile se si pensa che i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa. Gli italiani guadagnano il 10% in meno dei tedeschi, il 20 in meno degli inglesi e il 25 in meno dei francesi.