Alla pr Cinque stelle che gestiva condomini ora resta solo casa sua

Ha un diploma di comunicazione visiva ma proprio per paura di giornali e tv ha rinunciato alla candidatura a sindaco di Milano. E torna a fare la mamma

Dannati giornalisti, maledetta stampa, così difficile da tenere a bada. Patrizia Bedori doveva candidarsi a sindaco di Milano cinque anni fa, quando Gianroberto Casaleggio proibiva ai grillini di comparire in tv e parlare con le «jene dattilografe» di dalemiana memoria. Non le sarebbe venuta la crisi di nervi che l'ha indotta a mettersi da parte. «Ogni volta che ho da fare un'intervista soffro, devo dirlo onestamente», ha confessato in lacrime abbandonando dopo mesi di tensioni. Sempre così, tutta colpa dei media brutti sporchi e cattivi. E degli insulti sessisti.Benvenuta nel mondo reale, consigliera Bedori, dove le campagne elettorali si affrontano in televisione e nei giornali soprattutto in una metropoli come Milano. Benvenuta nel circo della politica, dove i Cinquestelle preferiscono candidati torniti come Virginia Raggi, piacioni come Alessandro Di Battista, incravattati come Luigi Di Maio e giovani come tutti e tre. Patrizia Bedori invece ha passato la cinquantina, non buca lo schermo, si veste da figlia dei fiori fuori tempo e per giunta è «robustella» come l'ha fotografata Grillo senza che nessuno facesse una piega, nemmeno lei: «Una battuta», ha sorvolato.Ora Patrizia Bedori riceve l'onore delle armi. Donna onesta. Sincera. Perbene. Lontana dai sotterfugi della politica. Un misto tra Alice nel paese delle meraviglie e Forrest Gump, personaggi travolti da un insolito destino, estranei al mondo nel quale vengono catapultati, impermeabili all'inspiegabile successo che li raggiunge. Bedori incarna tutte le contraddizioni del movimento grillino che vuole fare politica restandone fuori ed erige il web a giudice supremo salvo piegarsi a qualcuno che sta un gradino sopra il dio, cioè Casaleggio. Secondo la narrazione a cinque stelle, Bedori era la candidata perfetta. Un animo candido, una persona qualunque spuntata da chissà dove, con appena un'infarinatura di politica e un gruppetto di amici fidati per le primarie: non serve nient'altro a un aspirante portavoce grillino. Il suo asso nella manica è stato che le «comunarie» milanesi dell'8 novembre non si sono svolte sul web ma in una sala civica di Città studi, dove lei è consigliere di zona. Niente clic online ma una scheda da deporre. Le è bastato mobilitare i vicini di casa e gli amici più cari. Ha vinto con 74 preferenze, una in più del secondo classificato, Livio Lo Verso, che il giorno dopo ha sbattuto la porta. Il terzo, Gianluca Corrado, ora sogna in grande dall'alto dei suoi 67 voti. Dopo quasi cinque mesi il resto dello scrutinio, durato tre giorni, è ancora misterioso. Quanti voti per gli otto concorrenti? Quanti aventi diritto? Quanti votanti? Mistero. Streaming e trasparenza valgono soltanto per gli altri. Di Patrizia Bedori non ha certo impressionato il curriculum, ma si sa che per un grillino doc avere poca carriera è un titolo di merito. Milanese, famiglia di sinistra, figlia di un musicista (il papà Gianni, scomparso nel 2005, fu un jazzista che si faceva chiamare Johnny Sax e suonò con Gaslini e Intra), ha un diploma di comunicazione visiva preso all'istituto tecnico intitolato al designer Albe Steiner, dov'era attivista del Movimento studentesco e di Democrazia proletaria. Ha fatto un corso per amministratori condominiali e vari lavori nelle pubbliche relazioni e da direttore commerciale di aziende di arredamento e design.Nel 2003 è avvenuta la svolta: alla nascita del figlio ha dato le dimissioni per occuparsi di lui. Lo stipendio del compagno, un manager commerciale sempre in viaggio, basta per tutti e tre e Bedori può presentarsi in pubblico ora come disoccupata, ora come casalinga, ora come mamma a tempo pieno, con quella faccia un po' così di chi sembra capitato per caso ovunque. Alla serata stile «X Factor» in cui si è esibita con gli altri contendenti, ha rivendicato due attestati di antica appartenenza a cinque stelle: iscrizione al blog di Beppe Grillo nel 2006 perché «qui bisogna fare qualcosa» e presenza al teatro Smeraldo nel 2009 alla fondazione del M5S.Tempo altri tre anni e Patrizia Bedori era consigliere di zona 3. Non è stata una marcia trionfale. La prima degli eletti, Elena Re (75 preferenze), diede le dimissioni dopo un anno. La seconda, Diana Ambanelli (68), rifiutò. Toccò così a Bedori (66). I risultati che rivendica sono impianti sportivi gratis per i disabili e un progetto per eliminare la plastica dalle mense scolastiche. Un'idea fallita. La consigliera ha fatto acquistare migliaia di «schiscette» da riutilizzare. Scelta ecosostenibile, diceva. I contenitori per il cibo, made in China, dovevano essere portati a casa dai ragazzini, lavati e riportati l'indomani. Figurarsi il caos di stoviglie sporche o dimenticate, con tanti saluti all'igiene. La sperimentazione, per fortuna limitata a una scuola e costata «soltanto» 1.500 euro pubblici, è durata 20 giorni.Non era un grande viatico per lanciarsi verso Palazzo Marino, ma nel M5S pare funzioni così: per fare strada devi essere un po' sprovveduto, anche se l'ex candidata ha frequentato un corso sulla democrazia partecipativa all'università di Pavia. Il manifesto elettorale accantonato anzitempo parlava di «una Milano da vivere» con parole d'ordine scontate come legalità, mobilità sostenibile, spazi pubblici nelle periferie, mettere al centro i bisogni reali del cittadino. Vaste programme, direbbe De Gaulle. Casaleggio, dal quale Bedori aveva preso le distanze, ha capito subito che la signora non funzionava. Qualche militante ha chiesto di invalidare le primarie. Malumori per la scarsa visibilità. Rinforzare lo staff elettorale non è servito a nulla. Un faccia a faccia nello studio di Casaleggio ha soltanto aumentato la tensione. Perfino Dario Fo era perplesso. La crisi di nervi ha sistemato le cose.

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Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 21/03/2016 - 09:42

ennesima prova di quanto va dicendo Berlusconi: i grillini .... pardon.... i grullini, non hanno NESSUNA esperienza in gestione della città! basta vedere il fallimento di Pizzarotti a parma, e non era nemmeno tanto complicata! poi, capuozzo... si è fidata di gente sbagliata, e lei ha pagato le colpe! ed ora bedori.... :-) ma dico: vi credete tanto superiori,invece l'unica cosa che fate, è quello di insultare....

fisis

Lun, 21/03/2016 - 09:43

Pfiuu!!! I milanesi l'hanno scampata bella da una così. Per carità, una persona onesta per definizione, perchè viene "dalla società". Ma per governare una metropoli come Milano è sufficiente? Non servono anche delle ottime capacità e competenze? Pericolo scampato.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Lun, 21/03/2016 - 10:32

Santa subito, un miracolo non si nega a nessuno. De poi ,lei e gli altri compari del m5s , iniziassero a combinare qualcosa di quello che hanno promesso in campagna elettorale questo non farebbe male al morale di ci gli ha messo la x sulla scheda elettorale. nopecoroni.it

elio2

Lun, 21/03/2016 - 11:07

Di solito l'onestà, le competenze e le capacità di una persona vengono certificate da ben altri rappresentanti della società, non certo dai 74 voti raccolti tra parenti, amici e vicini di casa. Comunque tanto per non smentire il fatto che tutti i grulli sono comunisti travestiti, pure questa è comunista. Adesso passerà tra le fila del pd per poter racimolare una poltrona, o magari anche solo uno strapuntino, così da garantirsi un congruo introito che gli permetta di non lavorare, e sarà veramente a casa.

yulbrynner

Lun, 21/03/2016 - 15:41

FSIS certo hai ragione ma l'onesta' quando e' reale e' gia un buon biglietto da visita ed esempio x gli altri....Elio vai giaa conclusioni e fai di ogni erba un fascio classico commento superficialotto

yulbrynner

Lun, 21/03/2016 - 15:47

io credo che solo chi ha gia' fatto il sindaco di una citta di certe dimensioni e abbia amminsitrato bene.. TROVATELO!!! possa essere un valido candidato governare bene citta' come napoli torino milano roma E' QUASI IMPOSSIBILE x chiunque destra sinistra centro, non mi paicciono poi gli attacchi ideologici a persone di ideologia diversa dalal propria fatte a priori e sen za sapere na' mazza della persona in questione

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 21/03/2016 - 19:37

Non merita altro che pietà dato che milita in un movimento di maoisti che ucciderebbero, come ha fatto Pol ot coi Cambogiani, i due terzi della Popolazione Italiana soltanto se avessero la possibilità di farlo. Ma, Dio che vede tutto, non permetterà che l'immoralità e la delinquenza morale, esercitino il loro dominio in Italia e se anche Dio non potesse fare niente per Noi,beh, allora faremo Noi per Lui. Shalòm e Forza Italia.

elio2

Lun, 21/03/2016 - 20:34

Caro compagno yulbrynner, ma quale far di ogni erba un fascio, mi trovi uno, anche uno solo di sinistra, ma anche molti di destra, che non si siano sistemati per bene, magari addattando anche un pò l'ideologia con la quale hanno imbrogliato i loro stessi elettori per più di 70 anni. Spero non creda che basti farsi votare da qualche parente o amico per decretare la capacità di una persona, vero? Lei che non si crede superficialotto, quanto scommettiamo che la compagna grulla cambierà presto partito?

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Lun, 21/03/2016 - 21:56

L'onestá oramai conta quanto il due di coppe con briscola a denari.

Ritratto di caster

caster

Lun, 21/03/2016 - 22:37

Una setta composta da dilettanti allo sbaraglio, poche teste pensanti(con idee spesso confuse) e tanti grullini agli ordini dei capi.

Giorgio5819

Mar, 22/03/2016 - 13:54

Il partito che ha come ideologo un no-tav che viaggia col freccia rossa...Avanspettacolo.