PREATTONI Arrotini da un secolo «Affiliamo coltelli da Principe»

Nei primi anni del ’900 a Milano esistevano i negozi di arrotino. L'usanza di limare coltelli, forbici e rasoi era così diffusa che si trovavano persino arrotini ambulanti che percorrevano con il loro carretto le vie della città attirando l'attenzione degli abitanti con un grido squillante.
Pietro Preatoni (per un disguido anagrafico, quando la famiglia giunse a Milano da Garbagnate, il cognome venne registrato con la doppia «t» senza venire poi modificato) si sentì attratto dal mestiere e lasciò alla sorella la conduzione dell'osteria che gestivano assieme in via Ciovassino, per aprire un negozio in via Carlo Farini. L'attività continuò con i due figli: Cesare - che si spostò in via dell'Orso, a Brera - e Giuseppina la quale aprì un altro negozio di coltelleria e profumeria in via Manzoni, angolo via della Spiga. Nel 1963, quando Cesare cedette la gestione di Brera, suo figlio Giampiero si mise a lavorare con la zia in via Manzoni e alla sua morte le subentrò nella gestione, ora passata al figlio Lorenzo il quale non si è limitato ad ampliare la gamma dei prodotti, ma ha acquistato altri due antichi negozi milanesi: in via Cesare Battisti e in via Porpora, con tanto di laboratorio di affilatura.
«Sono fiero di aver ripreso a fare l'arrotino riqualificando il lavoro del mio bisnonno», dice l'attuale titolare di un'azienda divenuta una delle insegne storiche di Milano. In che senso? L’affilatura è ancora di moda? Non ci pare sia richiesta come una volta. «È vero, invece è importante. Per lavorare in cucina occorrono coltelli che taglino bene la carne o il prosciutto e oggi non esiste la manutenzione degli strumenti da taglio. Per quale motivo si devono spendere soldi per acquistare un coltello nuovo quando quello che si possiede non fa più il suo servizio? Con una piccola spesa di soli tre o quattro euro, sono in grado di consegnare al cliente un attrezzo limato come se fosse nuovo. Lo stesso discorso vale per le forbici nei loro vari usi: per i capelli, per le mani, per la cucina. L'affilatura è un'abitudine che si è persa, ma che si rivela indispensabile per evitare sprechi e spese superflue. Solo i rasoi da barba, grazie alle nuove tecnologie, non ne hanno più bisogno».
Mentre ci spiega le caratteristiche dei prodotti - rasoi di ogni tipo, lamette, colonie, profumi, saponi, creme, specchi, forbici - Preattoni dimostra come la qualità della merce da sola non basti a creare negli anni la fama di un negozio, se non è accompagnata dallo «stile» del venditore, dalla sua capacità di cogliere i gusti del cliente e dalla competenza. Il segreto del successo di un'attività commerciale è basta sulle persone, sull'ambiente in cui l'acquirente si trova.
Quali sono - domandiamo - le caratteristiche dei coltelli giapponesi di ceramica di cui si parla tanto? «Si tratta di un minerale cotto come la ceramica. Ha il vantaggio di evitare l'ossigenazione dei cibi, che si verifica quando vengono a contatto con l'acciaio. Questo tipo di coltello è nato in Giappone per tagliare il pesce crudo e ha il vantaggio di essere più resistente. Il costo si aggira sui 5 euro. Esistono anche i coltelli in titanio, che non si arrugginiscono e si sterilizzano da soli».
Torniamo al negozio di via Manzoni aperto da sua zia anche come profumeria. Le hanno raccontato come si profumavano i milanesi a quei tempi, quali marche usavano? «L'acqua di Parma, il Tabacco d'Harar, l'Acqua di Selva della Victor, il celebre Old Spice americano arrivato nel dopoguerra, e tuttora richiesto, il pre e dopo barba Floid. Tra i francesi Nina Ricci, Guerlain, Caron... Negli anni Sessanta, giunsero Atkinson, ora presente solamente nella grande distribuzione, poi Creed, Floris... Noi vendiamo anche la linea Kiehl's, prodotti storici, preparati negli Stati Uniti, per uomini, talmente richiesti da crearci problemi di approvvigionamento. L'Italia oggi non è però seconda a nessuno. Il Profumo di Pantelleria è un ottimo profumo. Disponiamo di prodotti eccellenti per la cura della persona e la clientela maschile ricerca in particolare quelli per la barba».
I vostri clienti? «Arrivano da tutto il mondo. Ieri è passato il principe del Qatar... Capita. È una bella soddisfazione. Ho sempre cercato di accontentare il cliente e le richieste inconsuete mi stimolano. Una volta mi è stato chiesto un portabottiglie elegante. Ho fatto preparare da un artigiano un oggetto in pelle che consentisse di portare, per esempio, un paio di bottiglie di vino quando una persona viene invitata a cena, senza dover usare squallidi sacchetti di plastica. Un'idea che ha avuto successo. Lo stesso vale per un calzascarpe da portafoglio, adatto a chi viaggia spesso. Ne abbiamo fatto uno di acciaio a forma di carta di credito. E poi uno strumento per evitare di grattare il tagliando del gratta e sosta con le unghie o con una moneta. Lo produciamo in ceramica, in damasco, mammuth, in corna di cervo, da unire al portachiavi. Di poco prezzo, ma utile. Adesso, col mio marchio, vi sono anche degli orologi a buon mercato. Li vendo bene».