Il prefetto per snidare il killer dei gatti

Diego David

Fra gli ulivi la pace continua ad essere un miraggio. Gli ulivi in questione sono quelli di Lucinasco (Im) in alta valle Impero, «villaggio ideale» per gli uomini ma forse, molto meno per gli animali. In particolare, dalla primavera scorsa sono finiti nell'occhio del ciclone e non solo i mici che popolano la colonia felina che da sempre vive negli ombrosi carruggi del centro storico. Da quando ha eletto Lucinasco sua dimora, il giornalista inviato di guerra Paolo Odello, ha preso le difese dei gatti, molti dei quali sono stati da lui e dalla sua compagna, nel frattempo, amorevolmente adottati. La querelle, che potrebbe interessare personaggio dello spettacolo come il cantautore ad esempio, il cantautore genovese Gino Paoli, è approdata presto sui tavoli del consiglio comunale su quali Odello dal maggio scorso siede come esponente di minoranza della lista del «Berretto frigio».
Ma l'ultimo colpo di scena è dei giorni scorsi. Odello, infatti, ha chiesto l'intervento del Prefetto di Imperia Maurizio Maccari con motivazioni molto gravi. Spiega Odello senza mezzi termini: «Il mio occuparmi di cosa pubblica, ha innescato una spirale di ritorsioni e avvertimenti che hanno come vittime i gatti. Senza dimenticare che tale azione costituisce già di per sé un preciso reato, ho voluto segnalare all'autorità il pesante disagio che mi trovo a vivere. Infatti ogniqualvolta mi trovo a prendere posizione a favore delle colonie feline - grazie al mio interessamento si è finalmente varata una convenzione con il dottor Massimo Sommariva al fine di prestare cura ai gatti randagi presenti sul territorio comunale e di provvedere alle loro eventuale sterilizzazione, - mi ritrovo oggetto di avvertimenti e ritorsioni».
«In puro stile mafioso - prosegue indignato Odello - le “menti semplici” del paese, una esigua minoranza rispetto alla normalità e alla gentilezza d'animo degli altri abitanti, rispondono infierendo e colpendo là dove sanno di fare più male: di fatto una rappresaglia che sembra avere come solo fine il riportare a più miti consigli chi con ostinazione chiede il rispetto di regole e leggi». «A questo - Odello lancia una vera e propria stoccata contro il sindaco Domenico Abbo a capo di una giunta multicolore - si deve aggiungere l'inerzia di un primo cittadino restio a prendere posizione in modo pubblico e chiaro».
«I fatti - racconta Odello - avevano avuto inizio fatti hanno inizio l'8 aprile scorso con l'emanazione di un'ordinanza sindacale in materia di igiene pubblica da parte dell'allora sindaco Pietro Navigo (FI), che vietava di dar da mangiare alle colonie feline presenti nel centro abitato, a causa di una presunta emergenza sanitaria legata a qualche episodio di micosi. L'interessamento da parte mia provocò solo la rabbia della mia padrona di casa che mi disse “Da quando ho affittato a te mi guardano tutti in cagnesco!”. Allora decisi di candidarmi in consiglio comunale ed è proprio in relazione a questa mia candidatura che sono comparsi i primi cosiddetti “bocconi”. Venerdì 5 maggio puntuale è arrivato il primo avvelenamento con cinque i gatti colpiti. Altri due tentativi di avvelenamento si sono registrati verso la fine del mese di maggio, fino all'escalation finale con l'improvvisa sparizione del mio gatto. Non ne posso proprio più!».