Premio Europa, la resurrezione di Lisa America

Aprendo il libro dei ricordi composto da milioni di corse commentate, la cui prima pagina risale a oltre 25 anni fa, non rammento un episodio analogo a quello vissuto dal vivo, sabato a San Siro nel premio Europa.
Erano trascorsi appena 13 giorni dal lunedì di Pasquetta, giorno nel quale, a Torino, Le Touquet e Lana del Rio, avevano dato una netta dimostrazione di essere, specialmente il primo, i cavalli del presente e del futuro della generazione L, quella, per intenderci dei quattro anni. Di contro, Lisa America, la cavalla del mio cuore, di cui ammiravo l'eleganza e le forme, si era arresa alle bordate dei due pirati, naufragando in maniera triste e inequivocabile, dopo un percorso di testa, nemmeno poi così faticoso. Pure io, accanito fan della «Monna di Varenne» ero rimasto stupito, nel vederla partente, a Milano. Ero certo che fosse una punizione immeritata, ripresentarla in pista dopo una tale debacle. A Torino finì il percorso, ultima staccata e di passo, sembrando uno zombie a cui è stata rubata anche l'anima. Il mio pensiero era evidentemente condiviso da molti, visto che, la quota al totalizzatore di Lisa come vincente, era superiore al 20 contro 1.
Il parterre era diviso tra chi, per il gioco dei numeri, preferiva Lana del Rio, per via del numero di partenza interno e chi invece, con negli occhi le due ultime prestazioni volanti di Le Touquet, puntava sulla tripletta del figlio di Daguet Rapide. Finite l'elucubrazioni allo stacco della macchina, tutto sembrava indicare che il match sulla carta, si trasformasse, in match in pista. Lana in testa, Le Touquet a girare di fuori. E Lisa? Bella come il sole, guardava da vicino i due litiganti, aspettando la destra libera ed il momento giusto per mettere la freccia. Ed infatti appena reperito lo spazio, si ingambava per vincere, isolata, i 140mila euro, facendo la retta d'arrivo a velocità tripla. Meno di due settimane prima, al miglio era già bollita e gli ultimi 400 metri sono stati un calvario, come quelli di Dorando Pietri, nella famosa maratona.
L'altro giorno avrebbe fatto un altro paio di giri con la pipa in bocca. Misteri della fede, misteri del trotto moderno. La punta amareggiata, ha lasciato il trotter, promettendo di non tornare mai più. Peccato perché erano oltre 5.000, una folla che da tempo non si vedeva sugli spalti e alla quale qualcuno dovrebbe pur dare uno straccio di spiegazione.