Pressing Consob, Bpl migliora l’offerta

Aumenta l’esborso teorico di Bipielle. Per il finanziamento c’è l’ipotesi del riparto

Massimo Restelli

da Milano

Mentre prosegue la battaglia legale, la Banca Popolare di Lodi promette al mercato un «salvagente» aggiuntivo da 445 milioni ritoccando per la terza volta la propria offerta su Antonveneta. Spinti dalla lettera dove la Consob chiedeva chiarezza sull’effettiva valorizzazione dell’Ops volontaria (composta da una parte in contanti, in aggiunta ad alcuni titoli Bpl e della controllata Reti Bancarie) al fine di accertare che la stessa fosse «migliorativa» rispetto ai 25 euro offerti da Abn, i legali di Gianpiero Fiorani hanno incontrato i tecnici dell’Authority.
Rispondendo anche ai dubbi espressi dagli analisti Bpl si è detta pronta a pagare in contanti l’eventuale conguaglio nel caso il valore dell’Ops, che correrà in parallelo all’Opa in contanti (da 24,47 euro), risultasse inferiore rispetto ai 26 euro pattuiti: considerando le attuali quotazioni Lodi avrà un esborso aggiuntivo di 3,35 euro per ogni azione Antonveneta consegnata all’Ops, per un totale teorico pari a 444,7 milioni.
Positiva la prima reazione della Consob che potrebbe tuttavia chiedere nuovi chiarimenti e ha tempo fino al primo giugno per dare il benestare. La parola passerà quindi a Bankitalia che guarderà al rispetto della solidità patrimoniale di Lodi che sta apportando gli ultimi ritocchi al previsto finanziamento da 4,8 miliardi. Stando agli «impegni» finora arrivati sul tavolo di Fiorani, Bipielle avrebbe comunque già coperto le proprie necessità: dall’estero avrebbero garantito il sostegno Bnp, Dresdner, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank e West Lb cui si aggiungerebbero tra le italiane, la Popolare dell’Emilia Romagna, quella di Vicenza e la Cassa di Risparmio di Bolzano. Opa a parte oggi Bipielle presenterà anche il ricorso al Tar contro l’accusa del «concerto» contestata dalla Consob. Si aggiungerà così un tassello alla battaglia legale che avrebbe visto Abn presentare un nuovo esposto per contestare la tempistica con cui Lodi ha reso pubblico l’accordo con Gnutti e i suoi alleati.
A conferma che la partita si gioca a carte bollate, c’è peraltro l’andamento al rallentatore dell’Opa olandese (in tutto è stato raccolto lo 0,01025% del capitale) mentre in Borsa Antonveneta restava incollata a 25,74 euro (più 0,46%). E soprattutto la decisione dei Pm di Milano di estendere alla Svizzera le indagini sul ruolo di Giuseppe Besozzi. Oltre alla banca lodigiana, la Guardia di Finanza ha perquisito la casa e gli uffici dell’imprenditore che sarebbe al centro del gruppo dei 12 soci che ha acquistato titoli Antonveneta aiutati da Fiorani. Sul fronte europeo, intanto, il governatore Antonio Fazio ha risposto alle critiche del commissario Ue al Mercato interno, Charlie McCreevy. Oggi, invece, il tribunale di Padova dovrebbe esprimersi su a chi affidare la guida di Antonveneta dopo il «congelamento» del Cda targato Lodi. Abn Amro spinge per reinsediare il vecchio vertice ma Bankitalia potrebbe nominare un commissario ad acta.