Prete ucciso in campagna Cacciatore si costituisce: gli ho sparato per errore

Don Francesco Cassol ucciso mentre dormiva nel suo sacco a pelo nelle Murge. Si costituisce un cacciatore di cinqhiali: &quot;Non potevo vivere con questo rimorso&quot;. Avrebbe sparato al religioso per errore<br />

Bari - Vittima di una fatalità, o meglio: di una imperdonabile svista. Questa mattina si è costituito un uomo per l’uccisione di don Francesco Cassol. Il parroco della chiesa di San Martino di Longarone (in provincia di Belluno) era a un raduno spirituale nella Murgia barese. L’uomo, un cacciatore di cinghiali, avrebbe scambiato il religioso per un animale da cacciare: "Non potevo vivere con questo rimorso".

Il cacciatore si costituisce L’uomo si è costituito stamani nella caserma dei carabinieri di Altamura, accompagnato dal proprio legale. Si tratta di un cacciatore di cinghiali che avrebbe detto ai carabinieri di aver sparato scambiando il sacco a pelo in cui dormiva il sacerdote per la sagoma di un animale e di essere fuggito per paura. Il prete è stato ucciso con un colpo di fucile all’addome sparato, con una carabina solitamente usata per la caccia ai cinghiali, nella notte tra sabato e domenica da una distanza di 30 metri, mentre dormiva nelle campagne di Altamura (in provincia di Bari). Il religioso guidava un gruppo di una ventina di giovani, anche stranieri, che partecipavano al raid Goum nella Murgia barese.