Prezzo della delinquenza: i detenuti romeni costano 400mila euro al giorno

In tutto sono 2723, e per il loro mantenimento in carcere lo Stato
spende quotidianamente 144 euro pro capite Nelle celle italiane solo i
marocchini sono più numerosi, ma devono affrontare mediamente pene
molto inferiori

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva lanciato l’idea subito dopo lo stupro di Guidonia: «Che vadano a scontare la pena nel loro Paese». Aggiungendo subito dopo: «Sarebbe vera solidarietà europea se la Romania accettasse che i connazionali scontassero la pena nelle loro carceri».

Il condizionale è stato utilizzato in modo appropriato. Già, perché se la collaborazione della Romania si misura con gli sparuti drappelli di poliziotti inviati in Italia per arginare i criminali della loro terra natia, allora non aspettiamoci nulla di più che parole di cordoglio a ogni crimine efferato commesso da membri di quella nazionalità. I delinquenti romeni resteranno nelle nostre carceri, che costano alla collettività come degli hotel a quattro stelle. I numeri lo confermano. Per ognuno dei 58mila detenuti attualmente presenti nelle carceri italiane si spendono di media 144 euro al giorno. I romeni ospitati nelle nostre patrie galere sono attualmente 2.723. Una semplice moltiplicazione ci dice che la comunità criminale romena acciuffata e spedita in cella costa circa 400mila euro al giorno.

I numeri sono scandalosi ma terribilmente reali. Questo conteggio è stato fatto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sulla base dell’ultimo bilancio per le spese generali che riguardano la gestione dell’intero settore carcerario. In realtà, dicono al Dipartimento, il vitto di un detenuto costa solo 3,13 euro più Iva al giorno. Il resto del costo di un detenuto va spalmato sulle mille voci che interessano il settore: agenti di polizia penitenziaria (più di 42 mila), amministrativi, edifici, controlli, trasferimenti, isolamenti. Insomma i costi fissi, dicono al Dipartimento, rimarrebbero anche senza i romeni. Però si ridurrebbero in maniera significativa. Una delle nazionalità più «pesanti» da un punto di vista finanziario, infatti, è proprio quella romena, preceduta soltanto dalla marocchina. Ma i reati commessi da questi ultimi sono di gran lunga meno sostanziosi da un punto di vista delle detenzione. I marocchini sono dediti al furto, al piccolo spaccio. I romeni ormai sono i primi in fatto di violenze sessuali, omicidi, rapine. I reati più odiosi da un punto di vista sociale che prevedono, dunque, sanzioni di lunga durata.

Prendiamo il caso giudiziario di Nicolae Romolus Mailat, il criminale che ha violentato e ucciso Giovanna Reggiani. Per lui pende sulla testa una pena di 29 anni. Facendo due conti, questo signore costerà alla collettività italiana un milione e mezzo di euro.
E purtroppo le speranze che Mailat possa essere spedito in Romania a scontare la sua pena, sono irrisorie. È vero che esiste la Convenzione internazionale sul trasferimento delle persone condannate del 21/03/1983 ratificata sia dall’italia sia dalla Romania. Ma l’articolo 3 precisa che questa eventualità vada concordata con il rappresentante legale della persona condannata. Insomma, solo se Mailat lo vorrà, dopo la sentenza definitiva, potrà spostarsi dal civilissimo carcere di Pesaro dove ora è rinchiuso, rinunciare a tutte le comodità che in questo momento gli offrono, per essere spedito in un luogo di detenzione romeno.