Pro e contro i certificati medici a scuola

Con una recente sentenza il Tar Liguria ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di genitori contro la norma regionale che dall'inizio di quest'anno aboliva alcune certificazioni in materia di medicina scolastica, come l'obbligo da parte dell'alunno di presentare il certificato medico dopo una assenza di oltre 5 giorni.
La sezione ligure della Società Italiana di Igiene intende esprimere sull'argomento alcune considerazioni di carattere tecnico-scientifico.
La sorveglianza e il controllo delle malattie infettive sono basate su un sistema di notifica che nel nostro Paese è obbligatorio per legge: ogni malattia infettiva soggetta a misure di profilassi (che sono specificate nella Circolare del Ministero della Salute n. 4 del 1998) deve essere tempestivamente segnalata dal medico curante al Servizio di Igiene Pubblica della Asl, che provvede a mettere in atto tutte le misure necessarie per impedire la diffusione della malattia stessa.
Quindi per tutti i casi di malattia infettiva correttamente notificati il certificato previsto dalla legge del 1967 in caso di assenza del bambino dalla scuola per più di cinque giorni, recentemente rimesso in vigore dalla sentenza del Tar, costituisce una inutile duplicazione e uno spreco di risorse pubbliche e private.
Con riferimento alla situazione di alcuni decenni fa, si può pensare che questo certificato fosse finalizzato a tamponare qualche «falla» nel sistema di notifica. Ma anche in questo caso la certificazione era di fatto inefficace come misura di profilassi, in quanto in genere le malattie infettive sono contagiose durante il periodo di incubazione o nei primi giorni dopo la comparsa dei sintomi.
Nella nostra regione, ormai da alcuni anni il sistema di sorveglianza e controllo delle malattie infettive funziona efficacemente, grazie a una valida collaborazione tra i medici curanti (ed in particolare i pediatri) e gli operatori di sanità pubblica.
Il problema è se mai quello di mantenere ed eventualmente migliorare i livelli di efficienza ed efficacia attuali e quello di eliminare eventuali disuguaglianze nell'accesso ai servizi, che possono penalizzare le «fasce deboli» della popolazione.
Le azioni da intraprendere sono quindi quelle che vanno in queste direzioni, e non nel senso di reintrodurre adempimenti burocratici illusoriamente rassicuranti.
La tutela della popolazione dai rischi connessi con le malattie infettive può essere infatti effettivamente garantita solo estendendo a tutti una rete di protezione che si basa su adeguate coperture vaccinali e sul continuo impegno dei medici curanti e degli operatori di sanità pubblica nel far funzionare al meglio il sistema di sorveglianza esistente.
Presidente SItI
Società italiana di Igiene,
Medicina Preventiva
e Sanità Pubblica

Gentile dottor Marensi, ospitiamo volentieri le considerazioni che spiegono la Società Italiana di Igiene che Lei presiede a ritenere inutili i certificati medici per il rientro a scuola degli studenti che si siano assentati per oltre cinque giorni dalle lezioni. Le Sue ragioni, peraltro, sono identiche a quelle avanzate dall’Associazione dei pediatri extraospedalieri e già ospitate su il Giornale. Tuttavia riteniamo che vadano attentamente prese in considerazione anche le preoccupazioni di genitori e insegnanti che, nella delibera regionale, hanno visto anche la riduzione dell’attività di medicina scolastica e della prevenzione dentro le classi.
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