La Procura riesaminerà la posizione di Lumumba

Perugia, il musicista ha sempre negato il suo coinvolgimento nell'uccisione della studentessa inglese. E i congolesi manifestano: liberate Patrick. Il Gip dispone una perizia su ora e causa della morte

Perugia - La procura di Perugia potrebbe riesaminare a breve la posizione di Patrick Lumumba Diya, uno dei tre arrestati per l'omicidio di Meredith Kercher, la posizione del quale sarebbe considerata più marginale dagli investigatori. Ad accusare il musicista congolese è stata Amanda Knox, sostenendo che la sera del delitto lo straniero si era appartato con la studentessa inglese nella sua camera. La giovane americana ha quindi riferito alla polizia di avere sentito la sua coinquilina urlare. Accuse che Patrick ha però sempre respinto, sostenendo di non essere mai stato nella casa dove è avvenuto l'omicidio. In quelle ore - ha spiegato agli investigatori - era al lavoro nel suo pub e ha indicato 16 clienti in grado di testimoniarlo. Tra loro un professore di disegno che era giunto a Perugia da Zurigo per il progetto Erasmus. Il docente è stato sentito domenica scorsa e ha confermato alla squadra mobile di Perugia e allo Sco che tra le 20 e le 22 del primo novembre scorso Patrick era nel pub. Nella sua versione gli inquirenti avrebbero però riscontrato alcune imprecisioni. Nessuna traccia organica del congolese sulla scena del delitto è finora emersa dalle analisi di polizia scientifica. Ora la procura rivaluterà la posizione del congolese nel suo complesso. "Presenteremo istanza di scarcerazione solo quando avremo preso visione di tutti gli atti - ha detto l'avvocato Giuseppe Sereni che difende il musicista insieme a Carlo Pacelli - ma la procura può procedere autonomamente su questa strada e come difesa ne saremmo ben lieti".

I congolesi in piazza: liberate Patrick E stamani c'è stata una manifestazione in sostegno di Patrick Lumumba Diya nel centro storico di Perugia. L'hanno organizzata la comunità congolese e la consulta degli immigrati. I partecipanti all'iniziativa hanno esposto cartelli con scritto "Vogliamo verità e giustizia", suonato musiche africane, cantato e gridato slogan. Tutti hanno chiesto che Lumumba venga immediatamente scarcerato.

Per il Gip morte fra le 21 e le 23 del primo novembre Potrebbe essere morta tra le 21 e le 23 del primo novembre scorso Meredith. Un dato emerso dagli accertamenti medico legali eseguiti finora ma oggi il gip Claudia Matteini ha disposto un incidente probatorio per accertare in contraddittorio tra le parti le cause e le circostanze della morte studentessa, nonché l'ora del decesso. Nell'ordinanza con la quale ha convalidato i tre fermi della polizia lo stesso giudice ha scritto che il consulente tecnico del pm ha collocato inizialmente la morte alle ore 23 del primo novembre "con scarto minimo e massimo di circa un'ora con la conseguenza che l'arco temporale da prendersi in considerazione doveva indicarsi tra le ore 22 e le ore 24". A tale conclusione - si spiega nel provvedimento - giungeva sul presupposto di una cena consumata alle 21, ma dagli atti risulta che l'orario può "sicuramente essere anticipato". Secondo quanto riferito agli investigatori da Sophie, un'amica della vittima, alle 21 la cena era già terminata tanto che le due già si trovavano in strada per rientrare nelle loro abitazioni. Tale dato viene definito dal gip "non di poco conto in quanto permette di arretrare l'ora del decesso quanto meno alle 22 con l'indicazione quindi di un arco temporale compreso tra le 21 e le 23". Per quanto riguarda le cause della morte, il medico legale l'ha individuata in un shock metaemorragico da lesione vascolare al collo da ferita da arma da punta e taglio. Dai primi rilievi del consulente dell'accusa è emerso che la lesione non aveva interessato la carotide "per cui la morte era stata preceduta da una agonia abbastanza lenta, circostanza questa che permette di far risalire indietro nel tempo i fatti criminosi. Con la conseguenza - si legge sempre nell'ordinanza - che questi possono collocarsi tra le 21.30 e le 23.30 del primo novembre, orario che può arretrare dalle 20.30 alle 22.30, qualora si tenga conto della consumazione della cena in un orario antecedente alle ore 21.

Il padre di Sollecito: rincuorato dalla notizia del quarto uomo Ha rincuorato il figlio Raffaele, il medico Francesco Sollecito che stamani ha incontrato in carcere il giovane. "Gli ho riferito - ha spiegato - le ultime notizie: sembrerebbe che gli inquirenti siano sulle tracce di questo benedetto quarto uomo che, usando il condizionale, avrebbe lasciato tracce molto evidenti nella stanza della povera Meredith". "Raffaele alla luce di questi nuovi risvolti - ha detto ancora Francesco Sollecito - spera di uscire al più presto dal carcere poiché finora non è stato dimostrato un suo coinvolgimento diretto nella storia. E questo è abbastanza evidente anche dal quadro degli indizi".