Prof filmato in classe mentre picchia un alunno

Il docente lo ha preso a calci e sberle dopo averlo scoperto nascosto in un armadio

Mariateresa Conti

da Catania

Ancora violenze in classe, ancora un video-choc diffuso in rete attraverso Google. Questa volta, però, i «picchiatori» non sono gli studenti, ma un docente, che avrebbe strattonato e preso a calci un alunno reo, insieme ai compagni, di una bravata.
A denunciare il caso, l'associazione Meter di don Fortunato Di Noto, il sacerdote siciliano da anni impegnato nel contrasto alla pedofilia su internet e in generale nella tutela dei diritti dell'infanzia. Alcune persone, in forma anonima, hanno segnalato al sito dell'associazione (www.associazionemeter.it) questo nuovo caso, e don Di Noto a sua volta ha subito inoltrato tutto alla procura distrettuale e alla polizia postale di Catania. Gli inquirenti, che hanno avuto da Google Italia la massima collaborazione, stanno cercando di risalire alla scuola e soprattutto all'identità del docente. Un compito difficile ma non impossibile, visto che la società ha fornito alla polizia postale anche i file-log, in modo da agevolare la possibilità di risalire agli autori del filmato o comunque a chi lo abbia inserito tra i video-post.
Le immagini - immediatamente rimosse da Google - sono state girate almeno in parte, probabilmente, tenendo il cellulare sotto il banco. Si vedono uno studente chiuso in un armadio, poi il professore che scopre l'alunno e lo strattona pesantemente, senza lesinare calci e anche qualche sberla, furibondo per l'interruzione della lezione. «Non vogliamo incriminare nessuno - sottolinea in una nota l'associazione Meter - ma deprecare chi ha compiuto, dal ruolo che riveste, i gesti violenti nei confronti del minore, che forse ha avuto solo la stupidità di fare una gag in classe. Una vicenda triste - aggiunge don Di Noto, che stigmatizza anche il fatto che il video sia stato visionato da migliaia di utenti prima che qualcuno, sia pure in forma anonima, si scandalizzasse e denunciasse il caso - che deve ancora una volta farci riflettere. L'utilizzo dei telefonini in classe, durante le lezioni, non è cosa buona, e non sta a questa associazione indicare modi e metodi per il giusto utilizzo».
Quello del docente che picchia l'alunno è il caso più eclatante. Ma sono 18, globalmente, i video segnalati dall'associazione di don Di Noto che Google Italia ha provveduto immediatamente a rimuovere dal web. Nessun illecito propriamente detto, ma uno spaccato allucinante della scuola italiana a portata di clic, una sorta di mostruoso reality, di fiera della violenza cieca e senza freni. C'è di tutto, nei filmatini riversati in rete da ogni parte d'Italia: peccati veniali, tipo gli sfottò, anche pesanti, nei confronti dei docenti o dei compagni, qualche sberla, lieve, tra ragazzi; ma anche bravate al limite del reato penale. Come giovanissimi che mettono a soqquadro le aule, che rompono i banchi, che buttano le sedie dal balcone della propria aula al secondo piano, che manomettono la macchinetta che distribuisce le merendine. Baby-delinquenti in erba, forse, gli stessi che con altrettanta leggerezza magari lanciano sassi dai cavalcavia delle autostrade. O, più semplicemente, giovani campioni di stupidità spalleggiati da altrettanto stupidi compagni che riprendono con i loro telefonini i video delle bravate. Il tutto nell'indifferenza, o almeno nel silenzio complice degli altri compagni.
«Gli altri video - sottolinea ancora l'associazione Meter - che riprendono eccessi e in alcuni casi comportamenti violenti, dimostrano uno spaccato della scuola italiana di alcuni studenti (spesso con la connivenza passiva dei compagni) che forse né il professori né i genitori conoscono o fanno finta di non conoscere».