Con il prof. Travaglio la Provincia va fuori tema

(...) compito di spigare ad alunni tra i quattordici e i diciotto anni l’interpretazione dei fatti nel giornalismo. Non essendo nemmeno particolarmente aggiornati i fatti di cui argomenta Travaglio risalgono ancora al periodo in cui al governo c’è Romano Prodi. «Noi siamo passati da una situazione nella quale sparivano i programmi per volontà di Berlusconi e interi pezzi dei palinsesti venivano cancellati ad una situazione nella quale i giornalisti epurati sono quasi tutti rientrati (...). Si Sono semplicemente cambiati i sistemi perché quelli sperimentati da Berlusconi erano troppo rozzi ed evidenti». Mentre Travaglio parla scorrono sul video le copertine di alcuni volumi pubblicati dalla spalla di Michele Santoro. «La scomparsa dei fatti», «L’amico degli amici», «Mani sporche», «Bavaglio». Lo spazio dedicato al giornalista è intitolato «La sparizione dei fatti» e tenta di dimostrare come li eventi vengano manipolati in Italia dalla stampa stessa.
Un episodio a caso per confutare la propria tesi? Una condanna in appello per Marcello Dell’Utri. Colpevole del silenzio dei mass media italiani è il titolo del lancio di agenzia fatto dall’Ansa. «L’Ansa ha dato la notizia in dieci righe. Spesso la si prende come termine per valutare l’importanza o meno di una notizia. Quella notizia è stata riportata male ed è passata sotto silenzio solo Santoro se n’è accorto». Per poi dimostrare come non si debba fare informazione in Italia Travaglio porta all’attenzione dei giovani studenti genovesi il modello Bruno Vespa: «inventare fatti di nessuna importanza e ingigantirli per coprire i fatti dei quali non si può o non si deve parlare. Il delitto di Cogne è un caso che andrebbe studiato nelle Università». Secondo il giornalista Vespa ha gonfiato una storia come ce ne sono tante: di madre che ammazza il bambino. Quel caso sarebbe stato costruito per nascondere altre situazioni. «I processi al presidente del Consiglio in carica, i processi all’ex presidente del Consiglio Andreotti, al braccio destro e al braccio sinistro del presidente del consiglio in carica, i processi agli amichetti e ai furbetti del centro sinistra». Travaglio lo definisce un episodio di «pedofilia televisiva». Vespa non è l’unico giornalista nel mirino di Travaglio che racconta ai suoi alunni virtuali come anche il modello di Giovanni Floris sia scadente. «Ballarò è specializzato nel dibattito che scambia i fatti con le opinioni, Floris gode di una immeritata reputazione di giornalista scomodo (...). Non è neanche in grado di leggere dieci righe di una sentenza. Da Floris si torna al tormentone Berlusconi e qui la lezione di giornalismo si mischia a quella di diritto internazionale. «Berlusconi e il falso in bilancio. È il primo caso nel diritto mondiale in cui l’imputato si fa una legge su misura mentre il suo giornale il giorno successivo ad una prescrizione titola “Crolla un altro teorema giudiziario”. Berlusconi non viene mai assolto - aprano bene le orecchie gli studenti delle superiori genovesi-: o si cancella i reati o va in prescrizione. È stato assolto solo una volta con una sentenza vergognosa».
Ma il tormentone Silvio Berlusconi è anche l’oggetto della relazione del professor Claudio La Rocca della facoltà di scienze della Formazione. Tema dell’intervento «La costruzione dei fatti nell’informazione». Si parla di oggettività delle immagini e di come il loro effetto possa cambiare in base al modo nel quale vengono impaginate. «Se dobbiamo ricordare il non giornalista Emilio Fede - racconta il professor La Rocca-, sapete tutti (almeno qualcuno a cui capita di vedere il telegiornale di Fede) come tutte le fotografie di Prodi che Fede propone sono scelte tra le più ridicole, mentre ad esempio non erano mai proposte immagini di Berlusconi preso da dietro, prima del trapianto dei capelli. Anche le fotografie, in quella sede, non sono mai oggettive». Nel dvd non mancano gli interventi degli assessori provinciali Manuela Cappello (istruzione) e Giulio Torti (sociale)con due video intervista. Il materiale è già utilizzato in diverse classi di cinque istituti superiori genovesi: Gaslini, Pertini, Bergese e Marco Polo.